La Regina della Polonia e il suo cavaliere
dal Numero 39 del 9 ottobre 2016
di Suor M. Assunta Wachala, FI
Molteplici sono le strade attraverso cui San Massimiliano ha percepito l’eredità mariana polacca. Fra queste: la letteratura e, soprattutto, il canto popolare, molto caro ai suoi connazionali. I confratelli del Santo affermano che gli piaceva cantare i canti mariani e si serviva talvolta delle vive immagini contenute in essi per infondere nei Frati concetti spirituali.
Sacerdote nell’intimo. Padre Silvain Giraud
dal Numero 39 del 9 ottobre 2016
di Paolo Risso
Scoperta la grandezza, la sublimità del Sacerdozio, non poté non farsene promotore nella Congregazione dei Missionari della Salette, cui si sentì chiamato, e a più vasto raggio attraverso i suoi scritti. Il Sacerdote non è pienamente tale se non si fa Ostia con Gesù: questo predicò e questo visse.
Vivere secondo il Santo Vangelo
dal Numero 38 del 2 ottobre 2016
di Suor M. Grazia Palma, FI
Il Francescanesimo, in quanto spiritualità eminentemente cristocentrica, è imperniato sul santo Vangelo. Il suo Fondatore – come afferma il suo primo biografo – aspirava continuamente a conformare perfettamente la sua vita a quella di Gesù Cristo così come è descritta dagli Evangelisti nei loro racconti.
I miei ricordi con Padre Massimiliano
dal Numero 37 del 25 settembre 2016
di Padre Miecislao M. Mirochna
Padre Miecislao M. Mirochna portò sempre nel suo cuore e nei suoi ricordi gli anni passati in Giappone con san Massimiliano, suo maestro e guida, e molti di questi li mise per iscritto in vari articoli sul Cavaliere dell’Immacolata giapponese. Eccone uno.
“Sacerdote semplice” ma straordinario
dal Numero 35 del 11 settembre 2016
di Paolo Risso
Era definito “Simplex Sacerdos” perché, poco portato per gli studi, non gli era stata data la facoltà di confessare e predicare, ma solo di celebrare la Santa Messa. E questo bastava al Padre Solano, perché riconosceva di ricevere proprio dal Sacrificio dell’Altare tutte le grazie, che gli attiravano attorno fiumane di anime.
Impronta della Madre di Dio
dal Numero 32 del 21 agosto 2016
di Claudia Del Valle
L’intramontabile fascino di Santa Chiara riflette quello assoluto ed eterno di Maria Santissima, da Lei amata ed imitata fino alla mistica identificazione, come testimonia la visione, alquanto originale e significativa, avuta da una sorella povera alla morte della Serafica Madre.
Martire perché “alter Christus”
dal Numero 31 del 7 agosto 2016
di Suor M. Pia D’Anselmo, FI (psicologa)
La Causa di Canonizzazione che si aprì nel segno dei “Confessori della fede” svelò ai fedeli il suo esito sorprendentemente prezioso il giorno della Canonizzazione, quando il Santo Padre uscì indossando i paramenti rossi “per il martire”. Il suo fu un martirio di fede e di carità, che suggella la piena identità cristiforme di San Massimiliano.
Santa Chiara. Negli splendori della contemplazione
dal Numero 31 del 7 agosto 2016
di Veronica Silvestri
Maria di Betania, che stando ai piedi di Gesù ne ascoltava attenta la parola, è stata assunta, sin dall’antichità, a simbolo di contemplazione. A questa “parte migliore” è stata chiamata anche Santa Chiara. In quanto “pianticella” del Serafino d’Assisi, la sua vita contemplativa è dominata dall’Amore incarnato, ossia dal Verbo fatto carne.
Auschwitz-Paradiso. Il trionfo di San Massimiliano M. Kolbe
dal Numero 31 del 7 agosto 2016
di Cristiana Di Stefano
Cade il prossimo 14 agosto la ricorrenza dei 75 anni dall’eroica morte di San Massimiliano M. Kolbe. Un’occasione per riflettere sulla grandezza della sua figura morale e spirituale.
“Padre Santo, non anni, ma anime!”. Il Perdon d’Assisi
dal Numero 30 del 31 luglio 2016
di Rito Cascioli
Nella ricorrenza di Santa Maria degli Angeli, dal mezzogiorno del giorno prima fino alla mezzanotte del 2 agosto, si celebra la festa del “Perdon d’Assisi”, con la possibilità di lucrare la celebre indulgenza. Interessante è conoscere come è sorto questo “gioiello” della Misericordia divina.