SPIRITUALITÀ
Santa Caterina e san Francesco: patroni d’Italia e intercessori per la riforma della Chiesa
dal Numero 17 del 28 aprile 2024
di Suor Ostia del Cuore Immacolato

Santa Caterina da Siena e san Francesco d’Assisi sono i due patroni d’Italia chiamati a riparare la Chiesa. Il loro esempio susciti in noi il desiderio di essere fiamme che ardono per salvarla, e con essa le anime.

La proclamazione di san Francesco e santa Caterina da Siena quali patroni d’Italia è da attribuire al papa Pio XII. Siamo nel 1939, momento storico molto delicato, segnato dalla guerra e da una sofferenza tale che, noi, nuove generazioni, non immaginiamo neanche lontanamente. Dall’ispirazione di papa Pacelli di eleggere san Francesco e santa Caterina a patroni d’Italia, dobbiamo cogliere uno sprone ad affidarci all’intercessione di questi due giganti di santità non solo per la nostra patria, ma anche per il suo cuore: la Chiesa. Infatti, sia san Francesco che santa Caterina, entrambi stigmatizzati, furono investiti dall’Alto proprio della missione di “riparare la Chiesa”, come disse il crocifisso di San Damiano al Poverello di Assisi (cf FF 593); e la straordinarietà della loro santità dimostra come essi abbiano pienamente corrisposto alla volontà di Dio su di loro, corrispondenza tanto importante agli occhi di Dio da avere una ridondanza anche per i secoli futuri: i santi continuano la loro intercessione dal Cielo, non si disinteressano di noi, anzi, attendono di essere “importunati”, “disturbati”, “infastiditi”, “tormentati” dalle nostre preghiere, così da poter elargire innumerevoli grazie a coloro che le domandano con fede e costanza. Nel caso di santa Caterina da Siena e del Poverello d’Assisi, la “specializzazione” della loro intercessione è sicuramente nei confronti della Santa Madre Chiesa. 


Anche papa Pio XII, nel Breve pontificio del 18 giugno 1939 con il quale proclamò i due Santi patroni d’Italia, sottolineò questo aspetto scrivendo che essi «beneficarono abbondantemente questa loro e nostra Patria, in ogni tempo madre di santi [...]. Santa Caterina, la fortissima e piissima vergine, [...] valse efficacemente a ridurre e a stabilire la concordia degli animi delle città e contrade della sua Patria e che mossa da continuo amore, con suggerimenti e preghiere, fece tornare alla sede di Pietro in Roma i romani pontefici, che quasi in esilio vivevano in Francia, tanto da essere considerata a buon diritto il decoro e la difesa della Patria e della Religione». L’azione missionaria di santa Caterina fu decisamente straordinaria, soprattutto se si considera il tempo in cui visse e il fatto che fosse una semplice donna e senza cultura. Anche san Francesco non aveva fascino e ingegno tali da convertire e portare a penitenza tutti coloro che lo avvicinavano (cf FF 1838). 


In una lettera al francescano fra Lazzarino da Pisa santa Caterina chiamò confidenzialmente san Francesco «il padre nostro» (Lettera 225), mostrando una sorta di “parentela spirituale” che la univa al Poverello. Questa “parentela spirituale” li vede uniti anche nella loro singolare intercessione per la Chiesa: entrambi, infatti, hanno donato tutto per essa. La Santa senese, ad esempio, soleva dire che era disposta a dare perfino «il midollo delle sue ossa, goccia per goccia, per la riforma della Santa Chiesa». Una sua lettera a Stefano Manconi porta alla luce come ella esortasse ad essere zelanti e ad amare un’impresa tanto ardua come quella di difendere la Chiesa: «Se sarete quello che dovrete essere, metterete fuoco in tutta Italia» (Lettera 368). 


Nell’omelia della Santa Messa celebrata in occasione del VI centenario della morte della Santa, san Giovanni Paolo II affermò che «di questo “fuoco” ha bisogno l’umanità anche oggi, ed anzi forse più oggi che ieri. La parola e l’esempio di Caterina suscitino in tante anime generose il desiderio di essere fiamme che ardono e che, come lei, si consumano per donare ai fratelli la luce della fede ed il calore della carità “che non viene meno” (1Cor 13,8)». Diventa allora un nostro compito quello di rivolgerci a questi due grandi santi “specializzati” nella riforma e santità della Chiesa. Non stanchiamoci di pregarli, con l’impegno personale di “essere” quello che “dobbiamo essere”, nella volontà di Dio che sempre si manifesta a chi desidera conoscerla. «O Re divino delle nazioni, che corroboriate della vostra grazia e del vostro favore l’intercessione, che a protezione nostra in modo più alto e particolare affidiamo, presso il vostro trono di benignità e di misericordia, ai vostri due gran Servi Francesco e Caterina. Ascoltate, o Gesù, la nostra preghiera, che per le loro mani presentiamo a voi. Voi li amaste, voi li avete fatti grandi e potenti; Voi amate anche noi, che umilmente vi preghiamo» (venerabile Pio XII). Sì, come dice papa Pacelli, le nostre preghiere vengono presentate dalle mani di san Francesco e di santa Caterina: mani così potenti da essere trafitte dall’amore, come quelle di Gesù sulla Croce.   

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