ATTUALITÀ
Comprare un figlio su Facebook
dal Numero 16 del 25 aprile 2021
di Francesca Romana Poleggi

Assomiglia molto a un’app di appuntamenti, in cui le parti interessate possono scorrere foto e profili in cerca di persone adatte al loro scopo. Si tratta il miracolo della vita umana come una operazione commerciale: si comprano i gameti così come qualsiasi altra merce, stando ben attenti a prezzi e qualità.

Nel mezzo di una pandemia globale le persone, chiuse in casa, stanno sempre più attaccate al pc o al telefonino e comprano di tutto online. The Center for Bioethics and Culture rileva che si rivolgono ai social media anche per un “prodotto” molto particolare: lo sperma umano.

Le banche del seme, infatti, stanno esaurendo le loro scorte a causa dei lockdown e la diffusa maggior povertà induce a cercare soluzioni più economiche rispetto ad esse. “Sperm Donation USA” è un gruppo Facebook privato con oltre 14mila membri. “Just A Baby”, è un’app che si può scaricare sul telefonino per trovare un venditore di sperma, una venditrice di ovociti o una donna disposta ad affittare l’utero. Assomiglia molto a un’app di appuntamenti, in cui le parti interessate possono scorrere foto e profili per trovare la persona adatta alle proprie esigenze.

Sia “Sperm Donation USA” che “Just A Baby” non si pongono alcuna preoccupazione per le conseguenze a lungo termine sui bambini nati in questo modo.

Gli uomini in maggioranza dichiarano chiaramente di non voler essere coinvolti nella vita del bambino risultante: non vogliono nessuna co-genitorialità, nessun diritto, nessun obbligo di supporto finanziario...

Quindi non interessa, né a loro, né ai gestori dei siti web, ma neanche ai compratori – tanto desiderosi di un figlio – delle crisi di identità che dovranno affrontare i bambini che crescendo si pongono innumerevoli domande su chi sono veramente (ne abbiamo parlato qui).

Un’altra tendenza allarmante su questi siti è che non offrono alcuna garanzia sull’identità e sullo stato di salute dei venditori di gameti. Viceversa, molti compratori pretendono di sapere il quoziente di intelligenza, il colore degli occhi e mille altre caratteristiche per creare un bambino su misura.

Insomma, i desideri degli adulti che comprano e vendono sono da soddisfare a tutti i costi. I bisogni fisici ed emotivi dei bambini non importano.

Si considera il miracolo della vita umana poco più di una transazione commerciale: si comprano i gameti così come un divano di seconda mano.

Del resto, sono “solo bambini”: si possono uccidere con l’aborto quando danno fastidio, si possono comprare quando servono. E allora, stando a questa logica perversa, perché non si possono abusare, quando la cosa arreca a qualcuno gusto e guadagno facile?

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