Amore incondizionato a Gesù Eucaristia e alla Mamma Immacolata. Amore che ha spinto Fulton J. Sheen a una vita di perfezione e santificazione, che viene oggi coronata con la corona dei Beati:
il 24 settembre verrà proclamato Beato!

Arriviamo finalmente alla beatificazione del Vescovo americano Fulton J. Sheen, quale modello per la Chiesa e, in primis, per i Vescovi e i Sacerdoti. Questa figura di prelato è molto conosciuta, soprattutto per la sua intensa attività televisiva e radiofonica.
Il novello Beato si erge a modello per diversissimi aspetti. Il primo che vogliamo sottolineare è sicuramente il suo singolare amore alla Madonna, a Colei che lui stesso chiamava spesso “la Donna che amo”. Nell’Autobiografia di monsignor Sheen, il ventesimo capitolo è, infatti, intitolato The Woman I love ed è dedicato con grande trasporto alla Madonna. Anche ne Il primo amore del mondo, la dedica dell’autore è struggente; egli scrive: «Dedicato alla Donna che amo. La Donna che perfino Dio ha sognata/ Prima che fosse fatto il mondo; La Donna dalla Quale sono nato/ A prezzo di dolore e di travaglio a una Croce; La Donna che, pur non essendo sacerdote, Poté nondimeno sussurrare sul Colle del Calvario: “Questo è il mio Corpo; Questo è il mio Sangue” – perché niun altro che Lei gli aveva dato vita umana. La Donna che guida la mia penna/ Mancante di parole/ Nel dire della Parola. La Donna che, in un mondo di Rossi/ Fa apparire l’azzurro della speranza. Accetta questi appassiti grappoli di pensieri/ Da questo povero autore che non ha vino; E con la magia di Cana e il Potere del Figlio tuo/ Compi un miracolo e salva un’anima – Senza dimenticare la mia».
Questa dedica ci sembra riassuntiva di tantissime pagine pubblicate dal grande Vescovo americano, sia in favore della Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie, sia per quella sua tipica capacità di attualizzare il messaggio evangelico e di individuare nella Madonna Colei che è sempre stata l’acerrima nemica del demonio e di tutte le sue forme di aggressione verso l’umanità.
Nella dedica, infatti, monsignor Sheen accenna al “mondo dei Rossi”, riferendosi al Comunismo. Le sue pubblicazioni come i suoi discorsi, spesso ricchi di Filosofia e cultura, combattono apertamente le ideologie e tutto ciò che danneggiava la fede, la morale e la cristianità.
Fulton Sheen, pertanto, fu un nemico spietato delle ideologie, della falsità e cattiveria umana, della politica di corruzione e, in particolar modo del peccato. Si potrebbe dire che stiamo difronte a un Vescovo che non aveva peli sulla lingua ma che dal solo sguardo emanava la sua profonda vita interiore di preghiera e di fedeltà alla Chiesa.
Un’altra bellissima prerogativa del novello Beato è stata quella di essere stato un “conquistatore di anime”. Il ven. Pio XII, che lo stimava tantissimo, una volta gli chiese a bruciapelo: «Ma quante anime hai convertito…?», e lui, pieno di vergogna, rispose che «non le aveva contate e che era nostro Signore che le aveva convertite».
Nella sua Autobiografia si incontrano tantissimi episodi di conversioni strepitose, situazioni difficili seguite con amore e pazienza, con tenacia e delicatezza. Si potrebbe pensare che questo aspetto sia stato facilitato dal suo apostolato televisivo o dal suo aspetto carismatico e popolare. In verità, il segreto di quest’uomo è stato il suo grande amore alla Madonna e all’Eucaristia, amore che l’ha seguito per tutta la sua lunga vita, fino all’ultimo giorno.
Due mesi prima di morire, nell’ottobre 1979, monsignor Sheen incontrò San Giovanni Paolo II che l’abbracciò fraternamente e gli disse: «You have written and spoken well of the Lord Jesus. You are a loyal son of the Church». Sì, monsignor Sheen è stato un figlio fedele della Chiesa, veritiero. La Chiesa è stata da lui amata e servita, difesa e proclamata.
Grande difensore del celibato ecclesiastico, si è distinto per non aver remore nel denunciare le varie interpretazioni errate dei documenti del Concilio Vaticano II. Non ha mai perso la speranza, ha confidato in Gesù e Maria invitando tutti a un incontro personale con la grazia, così da poter comprendere l’illusione del peccato e le sue conseguenze disastrose.
Morì la domenica del 9 dicembre, dopo aver festeggiato una festa liturgica a lui tanto cara – l’Immacolata Concezione dell’8 dicembre – e si è spento in preghiera, davanti al Santissimo Sacramento della sua cappella privata. Era questo il compimento della sua vita, che rispecchiò il suo stemma vescovile: «Da per matrem me venire». Aveva raggiunto la meta tanto anelata.
L’Ora Santa era sempre stata il suo appuntamento quotidiano e finalmente, questa volta, Gesù gli avrà detto quelle parole che tanto desiderava sentirsi dire: «Ho sentito Mia Madre parlare di te…».
Ora che monsignor Sheen è Beato vuole essere invocato, così da poter continuare a intercedere e chiedere conversioni strepitose alla Madonna, così come fece in vita. Adesso tocca a lui parlare di noi alla Madonna, cosicché Lei a sua volta andrà da Gesù che mai le dice “no”!