SPIRITUALITÀ
Ottant’anni della “Piccolissima via” d’amore
dal Numero 26 del 12 luglio 2026
di Suor Ostia del Cuore Immacolato
Ottant’anni di atto incessante d’amore, ottant’anni dal preziosissimo dono fatto da Gesù all’umanità della “Piccolissima via”, via d’amore e di salvezza.
Alle 6.00 del mattino del 18 luglio 1946, Suor Consolata Betrone andava incontro al suo Sposo, portando con sé una vocazione che continuava ora dal Cielo. La vocazione di quest’umile monaca clarissa, era quella di essere nella Chiesa “la confidenza”. Così Gesù le aveva detto il 18 novembre 1935, preparandola a dure prove interiori, nelle quali la confidenza doveva essere l’arma vincente per superare ogni tentazione e tribolazione, fino all’eroismo più intenso. «Consolata, tu non metti limiti alla tua confidenza in Me e io non metto limiti alle mie grazie», le aveva promesso Gesù e così è stato. La Chiesa, oggi, presenta Suor Consolata Betrone come “Venerabile”, e questo titolo conferma come le sue virtù siano state veramente eroiche, ponendola come modello da imitare e seguire. A distanza di ottant’anni, vogliamo ricordarla per suggerire come la sua “Piccolissima via” sia stata ispirata a beneficio di tutti e praticabile da ogni anima, anche la più semplice. Confidenza e amore continuo erano l’insegnamento praticato da Suor Consolata, attraverso l’atto d’amore che Gesù le aveva insegnato e che oggi è tanto diffuso nel mondo, quale aiuto e via di santificazione per tutti. “Gesù, Maria, vi amo, salvate anime” è diventato il respiro dell’anima di questa giovane monaca. Ella donò la sua vita nel silenzio claustrale a favore delle anime sacerdotali e dei religiosi che avevano tradito la loro vocazione, una vita di riparazione e intercessione per ripagare l’“Amore non amato”, “Amore” rifiutato da quelli che lei chiamava familiarmente i “miei fratelli”. Oggi, a distanza di ottant’anni, con la perdita di tante vocazioni sacerdotali e religiose, si capisce meglio il senso e il valore di tale offerta, di tale vocazione così generosa ed eroica. Quest’anima ignota al mondo non ha fatto niente di appariscente all’occhio umano. Ha lasciato però la sua eredità: amare e confidare in Gesù illimitatamente e senza interruzioni, così come lei per prima ha dato l’esempio, se pur nascosto agli occhi altrui. Il 17 agosto 1934, Gesù le aveva promesso: «Quando il tuo ultimo “Gesù, Maria, vi amo, salvate anime”, sarà pronunciato, Io lo raccoglierò e attraverso lo scritto della tua vita lo tramanderò a milioni di anime che l’accoglieranno e ti seguiranno nella tua semplice via di confidenza e di amore, e quindi mi ameranno». La “Piccolissima via d’amore” vuole essere una risposta al desiderio di Gesù di essere amato dalle sue creature, cosicché la semplice formula “Gesù, Maria, vi amo, salvate anime” non è una semplice giaculatoria come tutte le altre. La formula, infatti, è la sintesi di un atto d’amore completo, rivolto a Gesù e a Maria che include la supplica della salvezza altrui, così necessaria ai nostri tempi. L’atto d’amore, continuo, diventa perciò via di purificazione e di alta santificazione, portando in sé una supplica – “salvate anime” – che vede protagonista la carità stessa. La perfezione dell’atto d’amore segue l’intensità e la volontà di chi lo pronuncia, ed è un vero invito a trasformare questa semplice formula in un respiro dell’anima che elimini tutto ciò che distrae e non porta al fine, che non porta all’amore di Gesù, vero senso e centro della vita del cristiano. «Tale dottrina o via d’amore può racchiudersi nei seguenti tre punti, che formano il substrato delle richieste di Gesù a Suor Consolata: 1. Un atto incessante d’amore (col cuore). 2. Un “sì” a tutti, col sorriso, vedendo e trattando Gesù in tutti. 3. Un “sì” a tutto (a tutte le divine richieste), col ringraziamento». La “Piccolissima via” è rivolta anche al peccatore che cerca di cambiare vita, al bambino che viene educato in una famiglia cristiana, a tutti coloro che capiscono quanto sia prezioso il tempo, con la possibilità di trasformarlo in amore continuo, tutto rivolto a Gesù e a Maria, per la salvezza delle anime. Come alla Venerabile Suor Consolata, Gesù propone una via di santità incentrata sull’amore continuo. «Consolata, vuoi amarmi come nessuno mi ha amato o mi amerà mai? Vuoi essere un serafino in Paradiso? La confidenza in grembo alla Chiesa? Vuoi salvarli tutti i tuoi fratelli e le tue sorelle e tante altre anime, come nessuno ne ha salvate e salverà mai? Ebbene, amami incessantemente con l’atto d’amore continuo, in un sorriso perenne, vedendomi in tutti: dammi un sì a tutto, a tutti»; «penserò a tutto, sino ai minimi particolari. Tu pensa solo ad amarmi!». La “Piccolissima via” ci invita, quindi, a questo amore continuo, con il quale Gesù stesso vuole rivestirci della sua carità senza fine, portandoci alle vette più alte della santità.
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