La Maddalena, dopo essere uscita da una vita di peccato, desiderava vivere sempre ai piedi di Gesù; per questo ella soffrì molto durante la Passione, quasi quanto la Madonna. Gesù, però, non lasciò la sua discepola totalmente nel dolore, affidandole un’importante missione.

Si scorge una sorta di parallelismo tra la vita spirituale di Santa Camilla Battista da Varano e le anime per cui Gesù soffriva durante la Passione, come se nella sua Autobiografia la Santa ricalcasse le sofferenze provate da Gesù rivelatele e riportate nei Dolori mentali di Gesù nella sua Passione: sarebbe stata lei l’anima dannata che avrebbe meritato l’inferno se persisteva nelle vanità e nel fango del mondo (primo dolore); era lei l’anima eletta che doveva lottare e vincersi in umiltà, purezza di cuore e nella perfetta conformità a Gesù Crocifisso: «La scelta di soffrire che io feci solo per carità e amore, piacque al Padre mio: così devi fare tu, se vuoi diventare simile a me per essere gradita al Padre mio...» (secondo dolore); era lei l’addolorata che piangeva ai piedi della Croce (terzo dolore); era lei la Maddalena innamorata follemente del Signore, come scrive al suo padre spirituale: «Ero innamorata come un’altra Maddalena» (quarto dolore); era lei la discepola prediletta e amata dal Signore, che doveva testimoniare il suo amore per Lui con il “martirio bianco” della vita religiosa: «Io fui confitto con tre chiodi: voglio che tu pure sia inchiodata alla croce con i tre chiodi della povertà, obbedienza e castità» (quinto dolore); era lei, come il popolo giudaico «liberato dalla schiavitù del faraone» e nutrito di manna nel deserto ma ingrato (settimo dolore), ad essere sollecitata da Dio a fuggire l’idolatria del mondo, a nutrirsi delle delizie della vita religiosa e a non essere ingrata.
Le anime che amano Dio lo cercano, lo desiderano, lo bramano, fino a quando, trovatolo, vogliono stare sempre con Lui, saziarsi solo dei beni celesti, contemplare la sua divina maestà che sa già di Paradiso, fino alla più perfetta identificazione con Lui e ai suoi patimenti. I Santi lo avevano capito bene, nonostante le lotte e le prove della vita spirituale. Tale è stato l’amore che Maria Maddalena portava per Gesù: uscita da una vita di peccato, altro non voleva fare che starsene ai piedi di Gesù, piangendo lacrime amare in riparazione dei peccati commessi. Infatti la tradizione identifica Maria Maddalena con la donna peccatrice che si prostrò ai piedi di Gesù: «Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che [Gesù] si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato» (Lc 7,37). La Maddalena è una di quelle donne guarite da Gesù, «dalla quale erano usciti sette demoni» (Lc 8,2)e che seguì il Cristo sino ai piedi della Croce.
Similmente Santa Camilla ebbe questa grazia dal Signore: «Con il capo chino sino a terra, domandai la grazia alla divina Maestà che mi collocasse perpetuamente, finché fossi vissuta, e senza intervalli, ai clementissimi piedi del Figlio Crocifisso». Rapita in estasi nella contemplazione della deposizione di Gesù dalla Croce, sentiva «l’innamorata discepola Maddalena gridare forte e accorata: “Maestro mio!”». La separazione dal divino Maestro fece soffrire così tanto la Maddalena che non trovava pace. Nel dolore per la Passione la precedeva solo la Vergine Maria, tanto che, come rivela Gesù a Santa Camilla, «poiché dopo la mia benedetta Madre fu lei la più afflitta e non altri, così dopo la mia dolcissima Madre fu lei la prima ad essere consolata».
Tra gli anni 1488 e 1490, anche Santa Camilla ebbe la dolorosa prova della “notte spirituale” in cui ha sentito l’abbandono di Dio, in cui fu tanto tribolata che non ebbe mai alcun conforto. Incisive sono le parole che la Santa scrive nella sua Autobiografia: «Imparate la lezione a spese mie; state a capo chino, poiché si può parlare a Dio e con Dio, alla Vergine Maria e con gli angeli e con i santi e le sante, e tuttavia si può miseramente cadere e rovinare in molti peccati mortali come ho fatto io. Prendete esempio da questa anima sventurata e infelicissima la quale era giunta in pieno mare del divino amore e della dolcezza spirituale, ma ora una gagliarda tempesta l’ha sommersa nelle profondità dell’abisso e dell’inferno». La fortezza di Santa Camilla è stata la perseveranza nella preghiera e nel bene, nonostante tutte le prove e tentazioni. Come la Maddalena, anche Santa Camilla «non ritornò alla vita mondana e scorretta; anzi, [era] tutta infuocata e bruciante di santo desiderio, [...] convinta che nessun’altra cosa poteva ormai piacerle o soddisfarla se non il suo caro Maestro [...]. Così vuol essere ogni anima quando mi ama e desidera affettuosamente: non si dà pace né riposa se non in me solo, suo amato Dio».
Gesù, conoscendo il dolore provato dalla Maddalena, lo volle portare nel suo Sacratissimo Cuore, provando tenerezza ed angustia per lei, ma non la lasciò completamente nell’afflizione: infatti per lei ci sarebbe poi stata la specialissima missione di annunciare la gloria del Risorto agli Apostoli ancora titubanti.
Attraverso Santa Camilla, il Signore ci indica Santa Maria Maddalena come esempio perfetto di vita contemplativa, nel dolore del distacco dall’amato suo divino Sposo e nel gaudio dell’unione con lo Sposo divino da lei amato.