I FIORETTI
“Un fantasma con la barba”
dal Numero 01 del 2 gennaio 2022

Un’importante conversione, che ebbe conseguenze pubblicitarie di grande risonanza, fu quella dell’attore Carlo Campanini. [...]. Campanini divenne allora “l’apostolo” di padre Pio. Quel frate gli aveva dato la verità e lui si sentiva in dovere di farne partecipe gli altri.

[è lo stesso Campanini a raccontare una delle tante straordinarie vicende che vedono protagonista padre Pio:] «Da padre Pio sono venuti Franco Scandurra che ha rice­vuto molto dal Padre e poi anche lui ha fatto tanto del bene; l’attore Enrico Luzzi, Benito Lorenzi, il grande calciatore che era soprannominato “veleno”. Anche Nino Manfredi è ricor­so a padre Pio per i suoi genitori.

Un personaggio che ebbe dei rapporti strani e particolari con padre Pio è il professor Mario Spallone, il celebre medico di Togliatti, titolare della Clinica Villa Gina, a Roma, dove venivano ricoverati e curati tutti gli esponenti comunisti e socialisti.

Tutti hanno sempre pensato che Spallone, essendo comu­nista militante, fosse anche un miscredente. Ma lui, a modo suo, crede. È legato a padre Pio da un fatto accaduto all’ini­zio della carriera e che lui stesso mi ha raccontato.

Mi disse che quando era un giovane medico e veniva chiamato per delle visite durante la notte, portava sempre in macchina con sé la moglie e il cane. Una notte uscì da solo. E dopo poche centinaia di metri, si accorse che, seduto accanto, c’era un frate con la barba. Lo riconobbe: era padre Pio. Lo aveva visto sui giornali che in quei giorni parlavano di lui.

Il padre gli disse: “Tu vai a visitare un ammalato che si trova a questo indirizzo. Troverai un vecchietto, con la mo­glie anziana. Sono in miseria. Ecco la diagnosi esatta della sua malattia e la cura che gli devi ordinare se vuoi che guari­sca”. Il professor Spallone guardava stupito quella figura che era apparsa nella sua auto in corsa e si chiedeva se per caso stesse sognando.

Voleva allungare una mano per sentire se quella figura era reale, ma padre Pio scomparve. “È stata un’allucinazione” si disse Spallone.

Arrivato a destinazione, trovò tutto quello che il fanta­sma gli aveva detto. L’ammalato era un vecchietto, era accu­dito dalla moglie che aveva la stessa età ed era malandata anche lei e da come erano messi si capiva che se la passavano male.

Suggestionato da quello che gli era accaduto durante il viaggio, ripete le parole che gli aveva detto padre Pio e or­dinò la cura che era stata consigliata. Mentre si lavava le ma­ni, sentì che i due vecchietti borbottavano qualcosa. “Che c’è?” chiese. E la vecchietta: “Lei dottore a queste cose certa­mente non ci crede. Mio marito è ammalato da tanto tempo, abbiamo consultato tanti medici fino a ridurci in miseria. Non avevamo più speranze. Ma poche sere fa, mi è apparso in sogno padre Pio e mi ha detto che sarebbe venuto un gio­vane medico e che avrebbe guarito mio marito. Da come il Padre lo ha descritto, quel giovane medico dovrebbe essere lei. E io sono contenta perché sono certa che adesso mio ma­rito guarirà”. E fu così, quel vecchietto guarì.

Il professor Spallone non è mai riuscito a dimenticare quel fatto. Me lo ha raccontato diverse volte. Aveva un figlio ormai grande, che non era battezzato e volle battezzarlo. Mi chiese di fargli da padrino. Andai con mia moglie e mentre scendevamo le scale per raggiungere la chiesa fummo inve­stiti da un fortissimo profumo di rose. “È padre Pio che vuo­le farti sapere che è qui con te” dissi al professore. “Stai zitto” ribatté e si precipitò verso una signora che saliva le scale per annusarla. “Sto andando a Messa – disse quella donna – e quando vado in chiesa non uso profumo”».

 

da Renzo Allegri, I miracoli di Padre Pio, pp. 214, 219, 222-223

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