I FIORETTI
Il cuore grande di padre Pio
dal Numero 33 del 3 settembre 2023

Il meraviglioso inno alla carità dell’apostolo Paolo si conclude dicendo che la carità «tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (1Cor 13,13). In altre parole il cuore che ama veramente è capace di comprensione, cioè di considerare con indulgenza opinioni e azioni altrui in ogni circostanza, senza mai condannare, pur salvaguardando certamente la verità e la giustizia. Gesù dall’alto della Croce aveva gridato al Padre: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34), dimostrando una incredibile comprensione verso i suoi crocifissori.

Padre Pellegrino Funicelli, che ha avuto il privilegio di poter osservare e studiare il comportamento di padre Pio, ha potuto affermare di aver sempre riscontrato in lui un misto di pietà e di comprensione. E a tal proposito egli stesso riporta alcuni episodi molto illuminanti.

Il primo episodio gli fu raccontato da alcuni confratelli, che, durante la prima Guerra mondiale, erano studenti di ginnasio nel convento di San Giovanni Rotondo, e di cui essi furono i protagonisti. Dovendo il pane bastare per tutta la settimana sia ai fratini sia ai frati, il superiore, padre Paolino da Casacalenda, ne aveva ordinato un rigoroso razionamento. I ragazzini, però, vinti dal morso della fame, in certe ore della giornata andavano nella dispensa a prenderne qualche fetta. Padre Pio, essendosene accorto e comprendendo quei poveretti, senza essersi messo d’accordo con i collegiali, si piazzava presso una finestra e quando vedeva che il superiore si incamminava verso la dispensa, gridava: «Ragazzi, venite tutti da me!». Con questa segreta accortezza non li fece mai sorprendere da padre Paolino! 

Del secondo episodio fu testimone diretto lo stesso padre Pellegrino. Nel 1954 un confratello di circa 40 anni dovette, per punizione, mangiare in ginocchio di fronte a tutta la comunità dei frati. Padre Pio, resosi conto del fatto, smise di mangiare, ripose la posata nel cassetto, si alzò e si avviò verso l’uscita. Nell’accompagnarlo, padre Pellegrino notò che i suoi occhi erano pieni di lacrime. Il superiore, poi, lo interrogò se durante il pranzo si fosse sentito male e padre Pio rispose: «Padre, lei ha ragione, anzi le dico anche che è stato molto indulgente con quel confratello. Però alla mia presenza non punisca mai nessuno. Non ce la faccio a sostenere la vista di un confratello punito». «Che brutta cosa è vivere di cuore!», aveva scritto a padre Benedetto (Ep. I, p. 1247): il suo cuore non aveva retto nel vedere il fratello punito anche se lo meritava.

La comprensione di padre Pio si estendeva non solo ai confratelli ma a tutti. Racconta ancora padre Pellegrino che una signora, per inviare dei gioielli a padre Pio, si era servita di un uomo residente da pochi mesi a San Giovanni Rotondo. Costui aveva scritto alla signora di aver già consegnato i gioielli e le aveva inviato i ringraziamenti del Padre. La benefattrice, però, insospettita, avvertì i carabinieri ai quali l’uomo confessò di aver trattenuto i gioielli a scopo di furto e fu subito messo agli arresti. Prima di andare in carcere, però, chiese di salutare san Pio. I carabinieri lo accompagnarono in convento e gli tolsero le manette. Padre Pio lo ricevette nella cella n. 5 e, dopo averlo trattenuto solo qualche minuto, uscì fuori con un pallore di morte sul viso e perorò la causa di quell’infelice. Il ladro, il quale per la pietà di padre Pio non fu incarcerato, il giorno in cui si confessò dal Padre disse a padre Pellegrino con un sorriso amaro: «Avrei preferito farmi due o tre mesi di carcere». Comprensione, per il Santo, non voleva dire giustificazione del peccato, il quale rimane tale e va confessato e riparato!

Un altro episodio riguarda un fatto di cronaca avvenuto nel 1957-1958. Un giovane aveva rubato l’oro che ornava un quadro della Madonna in una chiesa di Roma. Durante una conversazione pomeridiana tra padre Pio, gli amici e i confratelli, tutti a turno esprimevano giudizi molto pesanti nei confronti del povero e sconosciuto ladro, mentre padre Pio ascoltava e taceva. Finalmente, sollecitato dall’architetto Gentile, disse: «Ma cosa volete che vi dica? Quel povero disgraziato forse moriva di fame, è andato dalla Madonna e le ha detto: “Per te a che serve quest’oro?”. E la Madonna glielo ha dato». Si fermò un poco e poi aggiunse: «Stupido lui che si è fatto acchiappare dai carabinieri». 

La vita di padre Pio è costellata di episodi comprovanti il suo grande cuore, il suo spirito d’indulgenza e di comprensione, frutto della sua grande carità, che non era assolutamente pietismo né sentimentalismo; la sua pietà era tanto più reale e profonda, quanto più era legata a un rigore austero nel rifiuto del male e nel compimento del dovere. Padre Pio ci aiuti a conquistare questa sì rara e difficile virtù della comprensione, capace di conquistare il cuore dei fratelli, noi che siamo sempre pronti a puntare il dito condannando e giudicando senza pietà!   

 

di Suor M. Eucaristica Lopez, Il Settimanale di Padre Pio, N. 33/2023

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