I FIORETTI
«Pregherò anch’io per la tua mamma»
dal Numero 2 del 8 gennaio 2023

Silvana Pampanini, la celebre attrice che negli anni Cinquanta era soprannominata “fidanzata d’Italia” per la grandissima popolarità, ha ottenuto una grazia da padre Pio diventando poi una sua affezionata devota.
[Così racconta l’attrice:] «Subito dopo la guerra, quando ero nel fulgore della mia carriera, mia madre si ammalò in modo grave [...]. Io, che ho sempre adorato i miei genitori, mi sentivo distrutta. Era come se il mondo mi fosse improvvisamente crollato addosso. Vedere la mamma soffrire era un tormento. Non riuscivo più a dormire, non avevo appetito. In un paio di settimane ero molto dimagrita.
In quei giorni stavo girando un film a cui partecipava anche Carlo Campanini, che era grande devoto di padre Pio.
Vedendomi depressa, Carlo mi chiese che cosa mai fosse accaduto. Con le lacrime agli occhi, gli raccontai di mia madre.
Campanini sapeva che ero credente e devota di padre Pio. “Perché non vai a San Giovanni Rotondo a parlare con il Padre?”, mi disse.
“Sono così disperata – risposi – che non riesco neppure a pregare Dio. La devozione che credevo di avere per padre Pio, in questi giorni è scomparsa. Non riesco a convincermi che lui possa fare qualcosa e non riesco a pensare a lui”.
Campanini mi confortò e riuscì a farmi ritrovare la speranza.
Decisi di andare a San Giovanni Rotondo. Ma gli impegni di lavoro mi impedivano di muovermi da Roma anche per un giorno solo.
La mia mamma intanto peggiorava. Allora pensai di scrivere una lettera al Padre. Presi carta e penna e diedi libero sfogo al mio dolore. Non so che cosa scrissi, ma era una lettera molto lunga.
La spedii, ma ero pessimista. “Chissà quante lettere il Padre riceve ogni giorno – mi dicevo –, non può leggerle tutte. Figurarsi se legge la mia”.
Invece, dopo una settimana, arrivò la risposta. Il Padre mi aveva mandato una lettera autografa, rispondendo in pieno ai miei interrogativi. Per prima cosa rimproverava il mio pessimismo nei confronti della malattia di mia madre. Scriveva: “Ti fasci la testa prima di rompertela”. Poi mi raccomandava di avere fiducia in Dio, nella Madonna, e di pregare. “Stai tranquilla, andrà tutto bene. Pregherò anch’io per la tua mamma”.
Quella lettera mi portò una grande serenità spirituale. I miei timori, le mie preoccupazioni scomparvero. Cominciai a pregare con fede. E la mia mamma migliorò subito; una settimana dopo era guarita».

di Renzo Allegri, I miracoli di Padre Pio, pp. 176-177
 

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