MARIA SS.
La Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio
dal Numero 44 del 19 novembre 2023
di Veronica Paolini

Portiamoci al Tempio di Gerusalemme e contempliamo la vita e le virtù di Maria Bambina, modello di donazione totale a Dio per ogni cristiano.

Il mese di novembre ? precisamente nel gior­­­no 21 ? propone alla devozione dei fedeli la terza festa riguardante Maria Bambina: quella della Presentazione al Tempio. In questa festa, come annuncia il martirologio romano, «si celebra la dedicazione che fece di se stessa a Dio fin dall’infanzia Colei che, sotto l’azione dello Spirito Santo, della cui grazia era stata riempita già nella sua Immacolata Concezione, sarebbe poi divenuta la Madre di Dio». Vogliamo dunque fare delle brevi considerazioni su tale ricorrenza.


Qual è il significato di questa festa?
Innanzitutto in questa ricorrenza la Chiesa vuole celebrare la consacrazione totale che la Madonna fece di se stessa a Dio con il trascorrere la sua infanzia nel Tempio di Gerusalemme. Da alcuni dati storici, infatti, risulta che Maria Santissima si recò al Tempio al terzo anno di età e vi dimorò fino al quindicesimo. Dato questo primo significato, comprendiamo bene perché tale festa sia particolarmente cara ai religiosi che vedono in Maria Santissima il modello a cui rifarsi per vivere santamente la loro vita di dedizione totale a Dio e alla sua gloria. Guardando e imitando Colei che possiamo definire la “prima religiosa di Dio”, ogni consacrato può essere certo di immettersi su quella che è la via “più bella, più piacevole e più sicura” verso il Paradiso. La prima creatura a consacrarsi a Dio con voti di povertà, castità e obbedienza, infatti, fu proprio Maria Santissima nel Tempio, attuando anticipatamente di fatto, in se stessa, i consigli evangelici, che il suo divin Figlio avrebbe poi predicato a coloro che avrebbero scelto di corrispondere alla chiamata di porsi alla sua sequela.
Due esempi dell’importanza di questa festa per i consacrati ci vengono dal ven. Olier e da san Paolo della Croce. Il primo, volendo porre il suo seminario sotto la speciale protezione della Madonna, scelse quale festa patronale quella della Presentazione di Maria Santissima al Tempio in virtù di ciò che si commemora con tale ricorrenza: la consacrazione di Maria a Dio; Maria modello di vita religiosa. Egli considerava il mistero della Presentazione della Vergine al Tempio come il modello più perfetto della rinuncia al mondo e della consacrazione a Dio, che formano l’essenza della consacrazione clericale e religiosa.
Dal canto suo san Paolo della Croce, fondatore dei Padri Passionisti, dedicò il primo convento da lui fondato alla Presentazione di Maria al Tempio, e ottenne dalla Santa Sede che la festa della Presentazione venisse celebrata in tutto l’istituto con grande solennità.
Ancora, con questa festa la Chiesa vuole venerare la Beata Vergine per le virtù sublimi di cui fu adorna fin dall’infanzia. Durante gli anni trascorsi nel Tempio, la Madonna accrebbe la sua perfezione di giorno in giorno, senza soluzione di continuità, facendo risplendere in sé la carità, la modestia, l’umiltà, il silenzio, la mortificazione, la mansuetudine, l’orazione e ogni altra virtù. Un autore così la descrive nel Tempio: «Era sempre lieta in mezzo alle sofferenze; sempre contenta nelle contraddizioni; sempre servizievole con tutte, amiche e nemiche; dappertutto uguale a se stessa; piena di compassione per gli afflitti; coraggiosa nell’impedire i vizi; costante nelle imprese; infaticabile nel lavoro; invincibile nel difendere la religione».
Ella era l’“abitacolo” di ogni virtù; era l’oggetto delle compiacenze di Dio.
Infine questa festa ricorda a ogni cristiano la propria consacrazione a Dio nel giorno del Battesimo e lo invita ad essere nella vita quotidiana 
? come Lei ? quella colonna di fumo dalla quale esala profumo di mirra e di incenso (cf Ct 3,6).


Quali insegnamenti possiamo trarre da questa festa?
La prima riflessione è rivolta ai genitori, chiamati ad essere i primi educatori e custodi della vocazione dei propri figli. Molto spesso, invece, sono gli stessi genitori ad ostacolarne la realizzazione, dimentichi del fatto che essi sono appunto i custodi ? e non i padroni ? dei figli che il Signore ha donato loro; e dimentichi soprattutto del fatto che la realizzazione della vocazione che Dio ha dato ad ognuno ? nello stato matrimoniale o religioso che sia ? è strettamente legata a quella della felicità qui su questa terra e nell’eternità. La Madonna, come sant’Anna e san Gioacchino, in questa festa invita tutti i genitori a lasciare ai figli la libertà di seguire la propria vocazione. Quale lezione ci viene da questi due santi genitori che, nonostante fossero soli e in età avanzata, non si sottrassero al sacrificio, volontario e gioioso, di offrire la loro unica figlia al Signore! 
Il secondo insegnamento è per tutti i cristiani: l’Immacolata, la Vergine consacrata a Dio, ci chiama a imitarla, a vivere per Dio solo abbandonandoci in Lui. I giovani, a imitazione di Maria, consacrino la loro gioventù al Signore vivendo nella sua grazia divina, amando la purezza dei costumi. Gli adulti, facciano ora quello che magari non hanno fatto da giovani: meglio tardi che mai!
Preghiamo la Madonna che ci dia la grazia di fare della nostra vita un olocausto completo a Dio a sua gloria e a salvezza delle nostre anime e quelle dei fratelli.   

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