MARIA SS.MA
“ACTA IMMACULATAE”
dal Numero 6 del 7 febbraio 2021
a cura della Redazione

Una prima piccola attuazione della grande intuizione di san Massimiliano Kolbe, che nel 1935 scriveva: «Quanto poco noi conosciamo dell’attività dell’Immacolata, dal primo istante della Sua esistenza sino ad oggi su tutta la faccia della terra... Eppure, ogni grazia è passata attraverso le Sue mani. Che stupenda biblioteca si potrebbe costituire con gli “Acta Immaculatae in universo mundo”...

Con grande gioia diamo inizio ad una nuova piccola rubrica intitolata “Acta Immaculatae in universo mundo” (Le opere dell’Immacolata nel mondo intero). Essa si propone di raccogliere e portare alla conoscenza dei lettori, le grazie, i favori, gli aiuti e i miracoli che in vari tempi e a varie latitudini, nelle vite di persone comuni o in quelle più note dei santi, dei singoli come delle nazioni, la nostra divina Madre Immacolata ha operato, a favore dei suoi figli.

Una prima piccola attuazione della grande intuizione di san Massimiliano Kolbe, che nel 1935 scriveva: «Quanto poco noi conosciamo dell’attività dell’Immacolata, dal primo istante della Sua esistenza sino ad oggi su tutta la faccia della terra... Eppure, ogni grazia è passata attraverso le Sue mani. Che stupenda biblioteca si potrebbe costituire con gli “Acta Immaculatae in universo mundo”! E si dovrebbero aggiungere senza posa nuovi volumi. E poi presentarli alle anime, nutrirle dell’Immacolata, affinché al più presto possibile si rendano simili a Lei e si trasformino in Lei. Allora esse ameranno Gesù con il Cuore dell’Immacolata».

I raggi della mediazione di Maria, attraverso il racconto delle sue opere, brilleranno più vividi e si potrà sentire più palpabile e vicino il battito del suo Cuore materno.

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3 | La guarigione del futuro Papa

Nel giugno del 1464 il papa Pio II si recò in Ancona, nel cui porto egli era riuscito a riunire una considerevole flotta per una nuova crociata contro i Turchi che avevano occupato Costantinopoli. Egli era accompagnato dal card. Pietro Barbo di Venezia. Essendo insorta in quel periodo nella città di Ancona la peste, sia il Papa che il Cardinale si ammalarono gravemente al punto che Pio II morì il 14 agosto 1464. Per le sue gravi condizioni, il card. Barbo non poté accompagnare la salma del pontefice a Roma né poté partire per il Conclave; ma, assai devoto della Vergine di Loreto, si fece trasportare nella Santa Casa. Mentre era assorto in preghiera, ebbe una visione della Beata Vergine, la quale lo guarì e gli predisse la sua prossima elevazione al pontificato. Trovatosi istantaneamente guarito ritornò a Roma, prese parte al Conclave, nel primo giorno del quale, subito, al primo scrutinio, il 30 agosto 1464, fu eletto papa, prendendo il nome di Paolo II. Mosso dalla gratitudine verso la Vergine, nella sua prima Enciclica del19 ottobre volle testimoniare in essa le grazie che aveva ottenuto nella Santa Casa, affidando il suo pontificato alla Vergine Lauretana. Il sommario di questo documento pontificio venne scolpito in una grande lastra di marmo che ancora è murata ed è visibile nella prima lesena della navata di sinistra della Basilica di Loreto: in essa si legge un grande elogio del Santuario, fatto celebre dai grandi e stupendi miracoli che - egli scrisse- «noi stessi abbiamo sperimentato nella nostra persona». Successivamente volle dare avvio al progetto ed alla costruzione dell’attuale grandiosa Basilica, indicendo anche due Giubilei, nel 1470 e nel 1471, per coinvolgere tutta la cristianità nel sostenere l’avvio della costruzione. In tali documenti il papa Paolo II espressamente dichiarò anche l’origine miracolosa del Santuario Lauretano e dell’immagine della Madonna in esso custodita.


2| La salvezza in extremis


«La misericordia immensa di Maria – ha scritto san Giovanni Crisostomo – salva un gran numero di infelici che, secondo le leggi della divina giustizia, andrebbero dannati». Ne fece particolare esperienza san Clemente Hofbauer (1751-1820), sacerdote della Congregazione del Redentore, vero specialista nel convertire i grossi peccatori. Non usava argomenti ingegnosi o molte insistenze. Il suo segreto era la Madonna. Chiamato a visitare qualche infermo molto distante, diceva: «Tanto meglio, così potrò recitare più Rosari per lui». Il Rosario fu la sua passione. Quasi sempre, o camminando per strada, o sedendo al confessionale, teneva in mano un piccolo rosario, dono carissimo fattogli da Pio VII. Avendolo una volta perduto, ne fu afflittissimo, e quando una suora lo ritrovò, egli tutto allegro le disse: «Voi in questo momento mi avete aiutato nella conversione dei peccatori, giacché ogni volta che lo ho recitato per un peccatore, ne ho ottenuto la conversione». Nella sua biografia si legge il seguente episodio. Un moribondo miscredente erano 22 anni che non si confessava. Fu chiamato padre Clemente. L’infermo, appena lo vide, si irritò e lo accolse con insulti, intimandogli di andarsene all’istante. Le buone parole non servirono a nulla. Allora, fingendo di andarsene, si fermò sulla soglia. Il malato gridò: «Cosa vuoi? Vattene e lasciami in pace». «No – riprese il Santo –, non partirò di qui, perché è già vicina la tua fine, e voglio vedere come muore un dannato». Le parole ammutolirono l’ostinato, mentre san Clemente invocava la Madonna con ardore. Dopo poco, si udì il moribondo singhiozzare ed esclamare: «Padre mio, perdonatemi, accostatevi». Si confessò tra le lacrime e morì in pace invocando Maria rifugio dei peccatori.


1 | La conversione del venerabile maestro massone


Serge Abad Gallardo, ex alto funzionario del governo francese e venerabile maestro massone, racconta la sua storia. A trent’anni cercava risposte al senso della vita e godeva di un’alta posizione sociale: una ottima preda della massoneria. Restò all’obbedienza massonica per 24 anni finché, nel 2012, la Madonna lo attirò a sé.

«Il primo passo verso la mia conversione – racconta – avvenne nella Cattedrale di Narbonne. Mio figlio era nei guai e stavo attraversando un momento difficile. Un giorno decisi di andare alla cattedrale, proprio accanto al mio ufficio, per pregare. Poco dopo dissi a mia moglie che sarebbe stato bello andare a Lourdes per pregare un po’, per me e mio figlio. In quel momento non avevo la fiducia che ho ora, ma un piccolo raggio stava già sorgendo in me quando decisi di andare a Lourdes. Lì, sono andato alla grotta e per la prima volta ho recitato un intero Rosario. Alla fine della preghiera, mentre mi alzavo, le gambe mi cedettero e mi sentii paralizzato. Vidi una luce intensa uscire dalla statua della Vergine Maria. Alcune persone intorno a me cercarono di aiutarmi a rimettermi in piedi, ma le gambe rimasero paralizzate per diversi minuti. Non dissi niente a mia moglie, perché prima volevo fare alcune analisi mediche. Risultato: non avevo nulla. Per assicurarmi di non avere una sorta di delirio mistico andai anche da uno psichiatra e lui certificò che ero completamente sano di mente. È così che è incominciata la mia vera vita di fede».

Serge non lasciò subito la massoneria, ma capì progressivamente che «quel mondo non era in sintonia con la mia fede, smisi di partecipare alle riunioni massoniche e parlai con alcuni sacerdoti che confermarono l’incompatibilità tra la Fede cattolica e l’adesione alla massoneria».

Dopo un anno ha abbandonato definitivamente la Loggia, ma il prezzo è stato alto: molti compagni gli hanno voltato le spalle ed è stato licenziato dalla pubblica amministrazione. Oggi Serge Abad dedica tempo ed energie a condividere la sua lunga esperienza all’interno della massoneria, informando le persone sui meccanismi e sui potenziali pericoli dell’attività massonica, con regolari conferenze in tutta la Francia. Ha scritto in merito numerosi libri, tra cui Ho servito Lucifero senza saperlo.

La luce con cui quel giorno la Vergine Santissima lo ha liberato dalle tenebre dell’errore illumina ancora la sua esistenza, e non solo la sua: sono numerosi gli ex massoni ravveduti che lo contattano ringraziandolo per la sua testimonianza. 



* Se sei a conoscenza di grazie e miracoli operati dalla Vergine Maria, recenti o passati, purché documentati, comunicali a: redazione@settimanaleppio.it

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