IL MEDICO
A proposito di allergie in aumento
dal Numero 4 del 27 gennaio 2013
a cura del dott. Giuseppe Errichiello

Il numero delle persone affette da allergie aumenta ogni anno; infatti il 15-20% della popolazione mondiale soffre di sintomi allergici (circa 1,3 miliardi di persone), soprattutto bambini. Pare che un’eccessiva attenzione all’igiene non stimoli sufficientemente il nostro sistema immunitario, mentre una simile stimolazione è essenziale per mettere in moto lo stesso sistema immunitario. Questo, venendo man mano con la crescita del corpo esposto ad agenti estranei e dannosi, si attiva, sviluppa e si rafforza. Pertanto è probabile che più i bambini sono allevati nell’“igiene”, più sono soggetti a contrarre allergie. Infatti i bambini che crescono in campagna o nelle fattorie generalmente sviluppano pochissime allergie anche quando sono più grandi.
Spesso si cita l’inquinamento dell’aria come causa principale del rapido aumento dei sintomi allergici. Però l’aria inquinata non pare possa essere la principale causa delle allergie, ma piuttosto un fattore che le amplifichi danneggiando le vie aeree e favorendo l’ingresso degli allergeni sulla mucosa delle vie aeree ed aumentando l’intensità delle reazioni allergiche. Inoltre l’aria inquinata accentua anche i sintomi allergici. Infatti il polline che fluttua nell’aria inquinata aderisce alle particelle di polveri sottili (nerofumo e polvere), causando una variazione della loro struttura, aumentando così la loro capacità di provocare reazioni allergiche. Così aumenta progressivamente la gravità di accessi di reazioni allergiche, come per esempio nel raffreddore da fieno.
Il luogo e le condizioni di vita hanno una grande influenza sulle possibilità di sviluppare un’allergia. Infatti una casa troppo calda ed umida crea un clima ideale per lo sviluppo degli acari della polvere, responsabili di un gran numero di allergie. Inoltre è notorio quanto sia dannoso il fumo di sigaretta per la salute. La persona allergica dovrebbe sapere quanto sia importante smettere di fumare, dato che proprio il fumo è l’ultima goccia che fa traboccare il vaso, perché, come l’inquinamento, favorisce lo sviluppo di reazioni allergiche, rendendo più sensibili le vie aeree agli allergeni.
Le allergie si manifestano maggiormente tra i 15 ed i 25 anni, tranne l’allergia al latte vaccino che compare nei bambini piccoli. In molti soggetti, le allergie diminuiscono dopo i 40 anni, per ricomparire poi in un considerevole numero di persone anziane. Le ragioni di questo fenomeno non sono ancora del tutto chiare. Si è notato che traslochi frequenti possono avere importanza sulla manifestazione di allergie. Forse perché ogni volta che si trasloca in un’altra abitazione, in questa il corpo è esposto a sostanze con cui può non avere dimestichezza e pertanto sviluppare un’allergia. Le allergie sono più comuni negli uomini rispetto alle donne. Infatti intorno ai 20 anni, 100 uomini sono affetti da allergie contro circa 80 donne. La differenza scompare con l’età. Le donne e gli uomini sono variamente sensibili a talune allergie, infatti l’allergia da acari della polvere è più diffusa tra gli uomini, mentre tra le donne sono più frequenti le allergie al pelo di gatto ed al polline. Le allergie sono un problema crescente ed entro il 2015 potrebbero colpire fino al 45% della popolazione in Italia. Come già accennato, per spiegare l’aumento delle allergie vengono chiamati in causa l’inquinamento dell’aria e lo stile di vita dei Paesi più sviluppati, che sembra non fornire più al sistema immunitario indicazioni per il corretto riconoscimento di sostanze di solito normalmente tollerate.

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