I FIORETTI
Vedeva ben oltre il visibile
dal Numero 47 del 29 novembre 2015

Raccontò una mamma: «Nel 1955 ho perduto un figlio di 28 anni in un incidente automobilistico avvenuto in America.
Stava per tornare in Italia, ma la disgrazia successe pochi giorni prima di partire, e mi fu comunicata senza troppi accorgimenti delicati, in maniera brusca e, direi, impietosa.
Immersa in un grande dolore, mi recai a Lourdes, e là incontrai per caso una figlia spirituale di Padre Pio, che mi parlò di lui con grande amore, e mi consigliò di andare a San Giovanni Rotondo. Un altro grande dolore era per me il dubbio che alla mia creatura negli ultimi istanti fosse mancata l’assistenza spirituale.
Mi accompagnò a San Giovanni Rotondo un caro Cappuccino, Direttore spirituale veramente esemplare, che fu ospite del Convento, ove gli fu assegnata una cella vicina a quella del Padre, al quale parlò di me, mostrando la fotografia del mio ragazzo.
Padre Pio la prese fra le mani e disse queste testuali parole: “Il ragazzo si è salvato, ma ancora non è in Paradiso!”.
Tornai tante altre volte a San Giovanni Rotondo e mi confessai dal Padre. Solo qualche tempo prima di morire, mi rassicurò che sia mio figlio che mio marito erano in Paradiso.
Io continuavo a ricordare con angoscia di non aver più visto il mio ragazzo, né di averlo assistito. Una notte ero sveglia, e sento cigolare la porta della mia stanza che piano piano si apriva. Terrorizzata guardavo, e vidi entrare Padre Pio col mio figliolo, mentre una grande luce illuminava tutto. Li vidi chiaramente. Poi sparirono» [...].
Qualche altra volta, invece, i penitenti o devoti si rivolsero a Padre Pio, per sapere dove si trovassero persone legate a loro da vincoli di sangue o di conoscenza e spesso con loro grande meraviglia e commozione si sentirono ripetere che esse non erano morte, ma vive ancora in questo mondo. Come ad esempio nel seguente caso. Un tale, infatti, non conoscendo la sorte toccata ad un suo fratello, prigioniero in Russia, e pensandolo morto, chiese a Padre Pio notizie di lui e questi così gli rispose: «Tuo fratello è vivo e tornerà la Vigilia di Natale».
Ciò si avverò, perché il fratello ritornò in Italia e, fatta la quarantena di attesa, giunse a casa proprio la sera della Vigilia di Natale.
In altre circostanze Padre Pio fu costretto a dare risposte dolorose a chi gli chiese notizie dei propri cari. Ne soffrì molto, sapendo di arrecare dolore. Ma pur sempre disse la verità.
Ma va ricordato ancora un altro episodio, il quale dimostra la conoscenza che Padre Pio aveva delle anime e della loro vita.
Infatti, quando morì Giorgio VI, Re d’Inghilterra, si trovò il Cappuccino stigmatizzato in conversazione con alcuni suoi figli spirituali. Ad un certo punto, guardando l’orologio, interruppe la conversazione e così si espresse: «Facciamo silenzio. In questo momento, l’anima del Re d’Inghilterra si presenta al trono di Dio». E si soffermò per qualche istante in preghiera.
Tutti tacquero, impressionati. Il Re era veramente morto!
Qualche minuto dopo, uno di quei figli spirituali, rivolgendosi al mistico Frate disse: «Poveretto, non ha fatto niente di male!...».
E Padre Pio: «È l’unico che ha chiesto per noi le sanzioni».
Ecco come Padre Pio conobbe lo stato particolare delle anime, illuminato sempre dal Signore.
Ottenne da Dio questa conoscenza per i suoi sacrifici, per le sue sofferenze, per i suoi meriti, per le sue preghiere, per la sua vita santa, e divenne, così, il consolatore di tanti cuori.
Il Cappuccino piagato vide spargere ai suoi piedi lacrime segrete ad altri non note, conobbe il dolore dell’umanità travagliata, bisognosa di una parola rassicuratrice.

Giuseppe Curci,
Padre Pio e l’aldilà,
pp. 90-91, 100-101

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