“Non essere di peso agli altri”
Si aggiungeva alla delicatezza di Padre Pio la paterna preoccupazione per la mia salute.
Infatti, in una Confessione durante la quale gli chiesi consigli sul metodo di vita da seguire per avanzare nelle vie dello spirito, a proposito delle mortificazione che volevo impormi, mi disse: «Figlio mio, prima di tutto fa vita nascosta in modo che nessuno si accorga di quello che fai. Il mercoledì e il sabato lascia la frutta in onore della Madonna, gli altri giorni lascia il vino. Però, figlio caro, ti raccomando la salute. Attenzione a non eccedere con la disciplina, perché se cadiamo ammalati, siamo di peso agli altri e a noi».
Noci e noccioline per i Confratelli...
Questo delicato sentimento verso i Confratelli, Padre Pio l’ha dimostrato anche dopo la sua morte.
Potrebbero diventare interminabili queste pagine se volessi descrivere tutte le prove che il venerato Padre ha voluto dare e tuttora dà del suo affetto. Di queste, mi piace raccontarne una che si riesce a cogliere da un episodio testimoniato dalla signora Francesca Federico di Poggiomarino.
Ella infatti mi ha scritto: «Ho conosciuto Padre Pio nel 1956, un anno molto doloroso per me. Uno dei miei figli si ammalò gravemente. I medici non riuscirono a diagnosticare il male. Ero disperata e venni a San Giovanni Rotondo per chiedere aiuto e preghiere a Padre Pio, il quale, dopo aver implorato la Madonna delle Grazie, con un prodigio mi restituì il figlio guarito.
Grata, promisi allora a Padre Pio che ogni anno sarei andata a ringraziare lui e la Madonna.
Il mese di settembre, dopo la raccolta delle noci e delle noccioline, sceglievo le noci più grosse e le portavo al Convento di San Giovanni Rotondo.
L’anno in cui morì Padre Pio, nel 1968, pensai che era perfettamente inutile portare queste noci, dal momento che il Padre non c’era più.
Mi recai lo stesso a San Giovanni Rotondo per assistere ai funerali di Padre Pio ma senza portare le noci. E pensare che le avevo anche preparate e messe da parte per donarle ai Frati!
Dopo alcuni mesi, per puro caso mia figlia prese una di quelle noci per mangiarla. Non si meravigliò quando, schiacciandola, notò che era quasi vuota. Ne schiacciò un’altra, ma la trovò pure vuota. Ne schiacciò ancora altre ma, anch’esse vuote. Decise di aprirle tutte. Lo stupore fu grande quando dovette costatare che proprio tutte le noci, separate e selezionate qualche mese prima perché migliori delle altre, erano completamente vuote: da esse usciva solo fumo.
Allora pensai che quella era stata una lezione del Padre che, certamente, avrebbe voluto che continuassi ad essere, per i suoi Confratelli, uno strumento della Provvidenza.
Dopo questa esperienza mi proposi di portare ogni anno ai Frati di San Giovanni Rotondo, non solo le noci ma anche le noccioline più belle; cosa che continuo a fare con tanta gioia come se la facessi ancora al Padre».
Fra Modestino da Pietrelcina,
Io... testimone del Padre,
pp. 60-61