Tutte le virtù che si possono ammirare in un uomo e in un’anima sacerdotale adornarono la figura di Padre Pio.
Molti hanno già descritto e molti altri descriveranno il grado eroico con cui il Padre le ha esercitate. Perciò mi limiterò a ricordare qualche frase ascoltata da lui o qualche suo atteggiamento unicamente per sottolineare certi aspetti di dette virtù.
Padre Pio conservò gelosamente e custodì, per tutta la sua vita, il dono della purezza.
Era intransigente, in confessionale, con chi si accusava di peccati impuri. Voleva che ognuno usasse ogni accortezza per prevenirli. Voleva che i coniugi vivessero castamente il loro Matrimonio, fedeli alla Legge di Dio, sottomessi alla sua Volontà.
Soffrì molto per la moda scandalosa che definiva «un tremendo male» per le anime. Una volta, da Agnone, accompagnai un gruppo di bambini a San Giovanni Rotondo. Era d’estate e faceva molto caldo; i bambini portavano i calzoncini corti. Padre Pio si trovava nell’orto del Convento con alcuni amici. Feci entrare quei bambini nell’orto per chiedere su di loro la sua benedizione. Ma Padre Pio, non appena vide quei marmocchi con i calzoncini corti, mandò tutti via dicendo: «Andate prima a vestirvi». Poi soggiunse: «Devono imparare da piccoli a conservare la loro dignità».
Un altro giorno ricordo che andò a confessarsi dal Padre un uomo vestito con una maglia a mezze maniche.
Padre Pio, non appena lo vide, esclamò: «Uagliò, o ti allunghi le maniche o ti accorci le braccia!».
Per quanto riguarda l’obbedienza, posso attestare che il Padre ebbe una grande stima di questa virtù. La praticò costantemente tanto da diventarne un modello e non perse mai occasione per inculcarla agli altri.
Fu rispettoso verso tutti i Superiori, anche quando erano molto più giovani di lui. Osservò con esattezza la Regola francescana, fu puntuale agli orari della vita comune, attuò scrupolosamente le disposizioni delle autorità.
A questo proposito posso testimoniare un episodio a cui ho assistito nel 1945. Mi trovavo con Padre Pio nella sacrestia. Eravamo soli quando entrò un Colonnello americano, il quale baciò la mano al Padre e si fermò in breve colloquio con lui.
Prima di partire, il Colonnello con tanta ingenuità chiese a Padre Pio che gli facesse vedere la piaga della mano.
Il venerato Padre, con umiltà e amore, rispose semplicemente: «Figlio mio, non posso. Ho la proibizione dei Superiori. A loro devo obbedienza».
Ad una simile risposta il Colonnello non soltanto non rimase dispiaciuto, ma ne fu ammirato e commosso. Baciò al Padre la mano semi guantata, chiese la sua benedizione e partì contento.
Padre Pio, povero ma ricco di grazia, di tutto si spogliò, anche di se stesso, per rivestire gli altri in un anelito di immensa carità.
Il più bel panegirico su questa virtù lo ha cantato, lo canta e lo canterà al mondo l’ospedale da lui fondato, anzi la «Casa» in cui esigeva ed esige amore, non solo professionisti e moderne apparecchiature, per essere davvero «Sollievo della sofferenza».
Ma la carità, oltre che nelle concrete, tangibili, imponenti opere realizzate da Padre Pio, è stata esercitata, ed in tutte le sfaccettature, anche nelle piccole cose, forse apparentemente insignificanti, ma che fanno assaporare il gusto della «regina delle virtù».
Mai volle rivelare ai Superiori, per non mancare di carità, i veri motivi che lo tenevano a Pietrelcina, lontano dal Convento.
Sempre si chinò, come il buon samaritano, sui fratelli bisognosi.
Piangeva in presenza delle loro infermità. Pregava continuamente per impetrare guarigioni. Se spesso era costretto a negare l’Assoluzione a qualche penitente, ne soffriva terribilmente.
Un giorno gliene chiesi ragione. Rispose: «Figlio mio, soffro più io che loro a mandarli via. Ma, devo fare così per correggerli».
Insieme a queste virtù, tipicamente francescane, molte altre arricchirono l’anima di Padre Pio.
E il profumo di queste virtù Dio volle che si percepisse anche a distanza.
Quanti testimoniano tuttora di aver sentito inebrianti profumi che, in vari modi, si ricollegavano alla figura, alla presenza, al richiamo del Padre!
Una volta mi trovavo a San Giovanni Rotondo. Al mattino mi presentai in sacrestia per servire la Messa a Padre Pio, ma già c’erano altri che si disputavano questo privilegio.
Padre Pio interruppe quel sommesso vociare dicendo: «La Messa la serve solo lui!», e indicò me.
Nessuno parlò più. Accompagnai il Padre all’altare di san Francesco e, chiuso il cancelletto, iniziai a servire la Santa Messa, in assoluto raccoglimento.
Al «Sanctus» ebbi un improvviso desiderio di risentire quell’indescrivibile profumo che già tante volte avevo percepito nel baciare la mano di Padre Pio.
Il desiderio fu subito esaudito. Un’ondata di tanto profumo mi avvolse. Aumentò sempre di più fino a togliermi il respiro. Mi ressi con la mano alla balaustra per non cadere. Stavo per svenire e chiesi mentalmente al Padre di evitarmi una brutta figura dinanzi alla gente.
In quel preciso istante il profumo sparì.
A sera, mentre l’accompagnavo in cella, chiesi a Padre Pio spiegazioni su quel fenomeno. Mi disse: «Figlio mio, non sono io. È il Signore che agisce. Lo fa sentire quando vuole e a chi vuole. Tutto avviene se e come piace a Lui».
Fra Modestino da Pietrelcina,
Io... testimone del Padre,
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