Zia Darìa Scocca mi narrò, invece, che una volta zio Grazio, il papà di Padre Pio, andò a visitare il figlio in convento.
Questi raccolse delle castagne nel giardino, le mise in un sacchetto e disse a suo padre: «Tata, queste castagne portale a zia Darìa e ringraziala per tutto quello che ha fatto per me».
La famiglia Scocca, che conosco personalmente, a differenza della famiglia Forgione, viveva assai agiatamente. Quando Padre Pio andava a Piana Romana, sia da ragazzo, per pascolare le pecore, sia da giovane, per studiare, sia da sacerdote, per pregare, zia Darìa gli dimostrava sempre la sua generosità. Il suo affetto materno lo esternò al Padre specie all’epoca in cui molti lo evitavano perché ritenuto tubercolotico.
Zia Darìa offriva tutte le sue cure provvedendo a preparargli il cibo allorquando zia Peppa, sua madre, non poteva perché impegnata in diverse occupazioni.
Zi’ Grazio, prese il sacchetto di castagne e lo consegnò a zia Darìa che, commossa, le consumò devotamente e conservò per ricordo il sacchetto.
Il giorno precedente al Matrimonio di sua figlia Maria, zia Darìa decise di preparare dei biscotti al forno. Fece il carico della legna, avvicinò alla bocca del forno un fiammifero e, mentre soffiava fortemente all’interno, un’improvvisa, imprevedibile fiammata le bruciò tutti i capelli provocandole anche una brutta scottatura al viso.
Oltre al dolore per l’ustione, la povera zia Darìa avvertiva lo sgomento di dover rinunciare alla cerimonia nuziale. Gemendo, infatti, diceva: «Come farò domani che deve sposarsi mia figlia?».
Poi un’idea le balenò nella mente: prese il sacchetto dov’erano le castagne di Padre Pio e se lo infilò sul capo. Invocò mentalmente il Padre e pregò il Signore, per i meriti del suo grande compaesano.
Quando si tolse dal capo il sacchetto, l’ustione non c’era più, mentre tutti i capelli erano al loro posto, lunghi come prima!
Fra Modestino da Pietrelcina,
Io... testimone del Padre, pp. 40-42