I FIORETTI
Padre Pio e la sua Prima Mamma
dal Numero 48 del 7 dicembre 2014

Ogni sera, soprattutto negli ultimi anni della vita, Padre Pio desiderava che nella sua camera il superiore o un altro dei confratelli cominciasse l’Ave Maria, che lui e i presenti poi terminavano di recitare, concludendo con l’invocazione «Mater divinae graziae, ora pro nobis!». Padre Carmelo da San Giovanni in Galdo ha dipinto poeticamente la scena come «la chiusura della sua laboriosa giornata e l’invocazione di aiuto per la notte che avanza: egli fissava la grande immagine della Madonna, che pendeva dal muro ai piedi del suo letto, proprio come un bambino che aspetta il bacio e il saluto della mamma».
Il suo sentimento filiale verso Maria Santissima aveva un’intensità straordinaria, anche se per umiltà Padre Pio non considerava mai sufficienti le proprie manifestazioni d’affetto. Durante una Confessione, suor Maria Francesca Consolata si confidò: «Padre, ho tanta amarezza nell’anima, perché non so amare la Madonna come l’amate voi». E lui, con un sospiro, rispose visibilmente commosso: «Figlia mia, anch’io soffro perché vorrei amarla tanto... e non so amarla. Preghiamo insieme per ottenere una sì grande grazia» [...].
Per Padre Pio la visione di Maria non era infatti una pura esperienza mistica, bensì una concreta presenza. Le testimonianze a tale riguardo sono numerose, da parte dei più intimi del Cappuccino. Il dottor Carlo Kisvarday racconta per esempio che una sera, mentre stava da solo in cella con Padre Pio, andò improvvisamente via la luce ed egli propose di recarsi a prendere una candela. Ma Padre Pio lo fermò: «Dove vai? Non c’è bisogno della candela, c’è tanta luce nella cella... Non vedi lì la Madonna seduta a quella sedia, che ci fa tanta luce?». E il dottore concludeva: «Io mi feci piccolo piccolo, ma la Madonna non la vidi... Vedevo soltanto buio» [...].
La Madonna «è la scorciatoia per arrivare a Dio», disse Padre Pio a un figlio spirituale. Ma per lui rappresentava realmente una seconda, o anzi la prima, mamma.
Talvolta si recava in bilocazione a Lourdes, come documentano numerose testimonianze di confratelli. In realtà, a padre Rosario da Aliminusa raccontò che da giovane aveva desiderato di andare anche fisicamente a Lourdes, ma poi gliene era passata la voglia perché, avendo descritto a uno che vi era stato quanto aveva visto in sogno, l’altro lo aveva rassicurato che Lourdes era proprio come lui gliela descriveva. Dopo un certo tempo, padre Rosario ricordò a Padre Pio che egli, dormendo, aveva sognato Lourdes: «Ma no che non dormivo, ero sveglio», rispose lui.
Una sera del mese di luglio 1968, in procinto di partire per un pellegrinaggio a Lourdes, padre Onorato Marcucci gli chiese la sua benedizione e, quasi celiando, gli disse: «Vuol venire a visitare la Madonna insieme a me? Ormai è vecchio e non è andato da alcuna parte». «Ci sono stato tante volte...», rispose. Ribatté padre Onorato: «Ma che dice? Lei non è mai uscito dal Convento. Ora mi sta dicendo bugie». E Padre Pio: «No, no. A Lourdes non si va solo con il treno o con l’automobile: si va pure in altri modi».

Saverio Gaeta,
Padre Pio sulla soglia del Paradiso,
pp. 116-120

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