La preghiera per Padre Pio era un dialogo sereno con Dio, un incontro vivo e personale con Cristo, un affidarsi, un donarsi a Lui senza riserva. Era un segno nella sua anima della presenza di Gesù.
Sotto una bella foto di Padre Pio è scritto: «Il mistero di Padre Pio». Il mistero che spiega tutta la vita, l’operato e l’apostolato del caro Padre è stato il grande attaccamento alla preghiera, da lui personificata, senza la quale non sarebbe vissuto. Per lui la preghiera era un dialogo continuo con Cristo, con la Madonna, con l’Angelo Custode e con san Francesco d’Assisi, che gli apparivano sotto forme visibili. Pregando, egli dava la sensazione di parlare con qualcuno, che amava. Riporto un episodio personale.
Un giorno, io ero dietro la porta della cella di Padre Pio. Volevo bussare per entrare e domandargli un consiglio, ma ebbi l’impressione che ci fosse qualcuno a discorrere o a confessarsi. Mi allontanai per non sentire ciò che dicevano. Dopo circa quindici minuti, sentii il Padre tossire e poi un rumore di passi. Pensai che avessero terminato il discorso o la Confessione e stavano per uscire. Mi avvicinai subito alla cella per essere pronto ad entrare. In quel momento Padre Pio aprì la porta e fui investito da una fragranza indescrivibile. Rimasi senza parola. Posai lo sguardo sul volto del caro Padre. Mi apparve luminoso e raggiante. Padre Pio mi disse: «Che cosa fai qui?». Risposi: «Padre sono venuto a chiederle un consiglio; volevo bussare; ma sentendo parlare, ho pensato che ci fosse qualcuno e ho atteso che uscisse. Padre, entriamo nella cella per qualche minuto». Padre Pio: «Dimmi che cosa vuoi». «Padre, c’è qualcuno nella cella?». Padre Pio: «Non c’è nessuno». «Eppure, ho avuto la sensazione che ci fosse qualcuno a discorrere con lei. Ho sentito bene la sua voce, mi sembrava di sentirne un’altra. Non ci capisco nulla». Padre Pio: «Ti ho detto che non c’è nessuno... stavo pregando».
Allora compresi che stava in colloquio col Signore, così spiegai l’ondata della soavissima fragranza che mi pervase all’aprire la porta della cella. Anche padre Pellegrino, assistente di Padre Pio per molti anni, scrisse: «Una notte lo sentii passare accanto alla mia cella e afferrai appena tre parole: “Alla vostra presenza”. Mi sconvolse il tono in cui erano pronunciate. Era evidente che stava parlando con un’altra persona che amava e rispettava profondamente».
Padre Alberto D’Apolito,
Padre Pio da Pietrelcina.
Ricordi, esperienze, testimonianze,
pp. 203-205