I FIORETTI
Non vedo che affoghi!
dal Numero 24 del 15 giugno 2014

Un giovane imprenditore romagnolo aveva comprato un’area fabbricabile vastissima: era il periodo del boom delle costruzioni e voleva farci una speculazione. Naturalmente per l’acquisto di tanta proprietà fu costretto a rivolgersi alle banche.
Per sua sfortuna, dopo qualche mese il mercato delle costruzioni si fermò ed egli si trovò nei guai per gli alti interessi che doveva versare. Si vide perduto e disperato si rivolse a padre Guglielmo Gattani, Cappuccino, perché lo accompagnasse da Padre Pio e gli facilitasse un incontro con lui. Ma c’era una grossa difficoltà: ai frati Cappuccini era proibito recarsi a San Giovanni Rotondo. Il giovane superò questo ostacolo, rivolgendosi a Roma, ed ottenne a padre Guglielmo il permesso necessario. Partirono.
Il buon religioso istruì il suo amico: «Per parlare con Padre Pio c’è una sola possibilità, confessarsi da lui, e solo dopo potrai accennare alla tua situazione finanziaria, ma questo lo dovrai fare in modo sintetico, estremamente sintetico». «Ho capito – rispose l’altro –. Mi confesserò certamente e poi gli dirò: “Padre, affogo nei debiti”».
Giunti a San Giovanni Rotondo, l’imprenditore si prenotò per la Confessione che fece dopo qualche giorno. Ricevuta l’assoluzione disse a Padre Pio, secondo quanto aveva preparato: «Padre, affogo nei debiti!». Il Santo gli infilò la mano nel giro collo della camicia, allargò un po’ la stretta della cravatta e disse, rassicurante e sorridente: «No, non vedo che affoghi».
I due pellegrini ripartirono per la Romagna. Il giovane rinfrancato, si mantenne in attesa che le cose cambiassero. E cambiarono. Nel giro di pochi mesi egli era fuori dai guai!

Padre Marcellino IasenzaNiro,
“Il Padre”. San Pio da Pietrelcina.
La missione di salvare le anime
, pp. 264-265

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