I FIORETTI
Pur di avere un suo ricordo
dal Numero 14 del 6 aprile 2014

Andai da Padre Pio per chiedergli un pensiero per una persona che il giorno dopo avrebbe compiuto gli anni. Padre Pio mi diede una corona del Rosario dicendo: «Portagli questa corona. Che la consumi a forza di recitare il Rosario, che la rompa a furia di pregare. E tanti auguri per tutti gli anni che deve ancora campare».
Dopo essermi confessato da Padre Pio, gli chiesi se mi poteva dare un ricordino per alcuni miei compaesani. Mi diede tre medagliette. «Padre, le persone sono quattro» gli dissi. E lui: «Uno si deve convertire. Poi avrà la medaglietta». Infatti una di queste persone era di famiglia protestante.
Un giorno mi alzai alle quattro per assistere alla Messa celebrata da Padre Pio. Lui però non c’era. Un frate mi disse che non stava tanto bene e che era rimasto a letto. Chiesi il permesso di salire nella sua cella. Il Padre era a letto. Mi accorsi che sul comodino c’erano i suoi guanti. Veloce li presi, me li misi in tasca e di corsa me ne andai. A mezzogiorno andai a pranzare in albergo. Stavo parlando con la proprietaria, la signora Santoro, quando, cercando in tasca un fazzoletto, feci cadere a terra i guanti di Padre Pio. La signora Santoro fu più veloce di me. Li raccolse e non volle più darmeli. Le offrii anche del denaro, ma non ci fu verso. Ero amareggiato e molto triste. Non mi davo pace per aver perso una cosa così intima del Padre.
La sera andai a salutare Padre Pio e lo trovai sulla poltrona intento a chiacchierare con altre persone. Escogitai un piano: quando il Padre mi avesse dato la buona notte, io gli avrei baciato le mani e poi, uscendo, avrei preso i guanti dal comodino. A un certo punto Padre Pio mi disse: «Uagliò, buona notte!». Allora mi avvicinai, gli baciai la mano e lui di colpo mi prese tutte e due le mani e tenendole strette mi spinse fino alla porta, dicendomi: «Sarà per un’altra volta!».
Qualche giorno dopo la signora Santoro mi disse di aver confessato a Padre Pio che i guanti li aveva lei e che li aveva presi da me. Il Padre le aveva detto che poteva tenerli. Io però temevo che fosse arrabbiato con me per quello che avevo fatto. Avevo una grande paura di andare a confessarmi da lui. Mi feci coraggio e gli raccontai tutto. Il Padre mi disse: «Bravo! Mi racconti queste cose e vieni anche a rubare in camera mia!». «Padre, se vuole glieli riporto i guanti. Me li faccio dare dalla signora Santoro». «E mo’ te li dà, quella». «Ma se io le dico che me lo ha detto lei, obbedirà». «Se tu avessi rubato a tuo padre una cosa che volevi per ricordo, ti avrebbe sgridato?». «No» dissi. E lui: «Allora perché ti dovrei sgridare io?». «Posso farmene dare uno dalla signora Santoro?». «Se lei te lo dà, tienilo pure».
Di corsa feci per uscire dal confessionale, ma il Padre mi fermò: «Aspetta! Ti devo dare l’assoluzione. E non aver fretta!».
Alla sera la signora mi diede uno dei guanti.

Renzo Allegri,
Padre Pio. Un Santo fra noi,
pp. 339-341

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