I FIORETTI
“Vuoi un consiglio? L’obbedienza!”
dal Numero 12 del 23 marzo 2014

Nel luglio 1965, trovandomi a Genova per la predicazione del novenario in onore della Madonna del Carmine, fui ospite presso il parroco don Emilio Corsi.
Un giorno ebbi la visita di don Gerolamo Calcagno, parroco di un piccolo Paese sulle colline liguri, il quale mi disse che si sarebbe recato a San Giovanni Rotondo per consigliarsi con Padre Pio se rinunziare alla Parrocchia o rimanervi. Mi chiese un biglietto di presentazione per essere agevolato nell’incontro con il caro Padre. Prima d’intraprendere il lungo ed estenuante viaggio, ne parlò col cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova. Questi non ebbe nulla in contrario, ma gli fece notare che il lungo e faticoso viaggio sarebbe stato nocivo alla sua malferma salute. Gli suggerì di rivolgersi a qualche dotto sacerdote o religioso della Diocesi, che certamente avrebbe potuto dargli un saggio consiglio. Don Gerolamo insistette per Padre Pio. L’Arcivescovo, vedendolo irremovibile, gli raccomandò di chiedere a Padre Pio preghiere per sé e la sua Diocesi.
Don Gerolamo partì insieme con un altro sacerdote di Genova per San Giovanni Rotondo. Dopo la Confessione, chiese il consiglio se rinunziare o no alla Parrocchia. Padre Pio rispose: «Chi comanda? Comandi tu o comanda il Vescovo? Abbi come norma: Niente chiedere e niente rifiutare. Bisogna sempre obbedire».

Padre Alberto D’Apolito,
Padre Pio da Pietrelcina. Ricordi, esperienze, testimonianze,
pp. 234-235; 227-228

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