Padre Pio, se veniva offeso, non reagiva; si mostrava umile, paziente, dolce. Pregava per chi l’offendeva.
Durante un pellegrinaggio a Lourdes, nel piazzale della stazione ferroviaria di Nizza, m’incontrai con un Vescovo, il quale mi domandò di dove fossi. Sentendo che ero di San Giovanni Rotondo, mi disse: «Lei conosce bene Padre Pio?». Alla risposta affermativa continuò: «È vero che Padre Pio è santo? È vero che fa miracoli?». Risposi: «Eccellenza, tutti siamo santi, se viviamo nella grazia santificante e se facciamo ciò che vuole il Signore. Padre Pio è un religioso di vita esemplare, che osserva fedelmente la Regola di san Francesco, che prega e soffre, che ubbidisce e lavora per il bene delle anime». Contrariato dalla mia risposta, soggiunse: «Permetta, Padre, che io esprima il mio giudizio. Ho sentito parlare di Padre Pio. Per rendermi conto, ho mandato a San Giovanni Rotondo un mio sacerdote, serio e prudente, il quale, vedendo Padre Pio rude, nervoso, impaziente, senza carità, che maltrattava e mandava via anche i peccatori, è rimasto scandalizzato del comportamento poco edificante di Padre Pio. Ora, questo modo di agire, è indizio certo di un uomo esaltato e orgoglioso o di un povero malato».
Risposi al Prelato che Padre Pio era tanto umile da non tollerare il fanatismo e il chiasso che si verificava attorno a lui. Se alzava la voce, lo faceva per allontanare da sé l’attenzione delle folle e per essere disprezzato; ma non perdeva mai la calma e la serenità di spirito. Aggiunsi che il sacerdote, recatosi a San Giovanni Rotondo, era imbevuto di pregiudizi e che non aveva affatto avvicinato Padre Pio, per cui non aveva potuto farsi di lui un concetto esatto. Al contrario, molti sacerdoti, religiosi, prelati e fedeli, che hanno avvicinato e parlato con Padre Pio, non soltanto si sono fatti un concetto tutto diverso della sua umiltà, bontà ed amabilità, ma sono partiti entusiasti ed edificati, col desiderio di ritornarci altre volte.
Dopo il pellegrinaggio, ritornato a San Giovanni Rotondo, dissi a Padre Pio: «Padre spirituale, se le riferissi cose non tanto belle sul suo conto, si offenderebbe?». Il Padre: «Perché offendermi?». A tale risposta, gli raccontai il dialogo tenuto con il Prelato, ripetendogli la litania degli epiteti detti contro di lui, ma non gli dissi il nome del Vescovo. Padre Pio mi ascoltò con umiltà e serenità, dandomi l’impressione di gustare una gioia indicibile. Al termine, con tanta calma e dolcezza, mi disse: «Figlio mio, preghiamo per lui».
Padre Alberto D’Apolito, Padre Pio da Pietrelcina.
Ricordi, esperienze, testimonianze,
pp. 243-246