CATECHESI
RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE
dal Numero 36 del 11 ottobre 2026
di Padre Terenzio dello Spirito Santo
Molto spesso ci lasciamo ingannare da tante cose che apparentemente sembrano urgenti, necessarie… e troviamo tutte le scuse per ritenerci esonerati dal dover osservare il terzo Comandamento. Vediamo quali sono le vere necessità e come santificare le feste del Signore.
Il terzo Comandamento, oltre a comandarci di santificare le feste, ci proibisce che nei giorni di festa si compiano opere servili. Come Dio «cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro» (Gn 2,2), così anche il cristiano deve alternare la sua vita tra lavoro e riposo. Di domenica e negli altri giorni festivi di precetto bisogna astenersi dal dedicarsi a lavori o attività che impediscono il culto dovuto a Dio, la letizia propria del giorno del Signore, la pratica delle opere di misericordia e il necessario riposo della mente e del corpo. Inoltre, disponendo di tempo libero, ci si ricordi di consacrarlo alle opere di bene e ai servizi di cui necessitano i malati, gli infermi, gli anziani, e dando alla propria famiglia e ai parenti quel tempo e quelle attenzioni che difficilmente si possono dare durante la settimana. È anche un momento propizio per la riflessione, il silenzio, lo studio e la meditazione che favoriscono la crescita della vita interiore e cristiana. Quando si è occupati e assorbiti in lavori che impediscono il raccoglimento e la devozione richiesti per il culto divino, non si può santificare completamente i giorni di festa. «Le opere che si definiscono servili sono quelle che un tempo erano riservate agli schiavi (servi), mentre i lavori adeguati ad un uomo libero erano dette opere liberali. Le opere servili sono quei lavori che richiedono fatica fisica e fatti in vista di un guadagno e per le necessità materiali della vita. Sono lavori servili quelli dei contadini, dei meccanici, dei sarti, dei calzolai, fabbri, falegnami, tipografi…, di chi lavora nelle fabbriche o officine o quei lavori manuali come raccogliere fiori o frutta ma a scopo di guadagno. Anche i lavori di commercio sono servili e quelli inerenti ai tribunali e detti forensi. Senza vera necessità non si può impiegare più di due ore nei giorni di festa in questi lavori senza incorrere in peccato grave. Non sono invece proibite le opere liberali che sono soprattutto lavoro intellettuale con lo scopo di istruirsi o ricrearsi e tali opere sono lo studio, l’insegnamento, la musica, il canto, la pittura, scrivere lettere o libri, fare o sviluppare fotografie. Vi sono poi le opere comuni, proprie sia ai servi che agli uomini liberi, che possono essere andare in bicicletta, cavalcare, andare a caccia, pescare, fare viaggi o gite o competizioni sportive, le quali però diventano proibite in caso che impediscono la santificazione della festa e della domenica con l’assistenza alla Santa Messa». Sono permesse però quelle opere servili necessarie alla vita propria o altrui come: cucinare, spazzare e ordinare la casa; quelle necessarie al proprio mantenimento e quello della famiglia quando queste cose non si possono fare durante la settimana come per esempio rattoppare i vestiti; quelle dei pompieri, dei panettieri, dei fornai, ecc... richieste dal bisogno pubblico; quelle che non possono essere interrotte senza grave danno e perdita di guadagno; quelle necessarie per preparare un viaggio per il giorno dopo o se si riparano ponti e strade che sono necessari al traffico; quelle necessarie per salvare il raccolto dalla rovina o da gravi danni; quelle inerenti ai trasporti e la comunicazione; quelle straordinarie che servono per preparare una solennità religiosa o un evento pubblico. Naturalmente bisogna discernere bene e con retta coscienza ciò che è veramente indispensabile e necessario, perché umanamente tendiamo a trovare tante scuse e tante “urgenze” che alla fine ci fanno mettere il Signore all’ultimo. Non ci stupisce allora la risposta che San Pio diede a una giovane in confessione, dopo che questa ebbe finito di esporre le proprie colpe: «Ti ricordi altro?», e lei rispose di no, che non ricordava altro, allora padre Pio continuò dicendole: «E l’acqua ai fiori che hai dato di domenica?». Ciò potrebbe sembrarci esagerato, avendo appena visto ciò che anche il Catechismo ci consente di poter fare, ma nei giorni di festa padre Pio vuole ricordarci che il cristiano deve dare a Dio il primo posto, costituendolo Signore della propria vita e della domenica anche nelle più piccole cose. (2° parte)
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