
L’argomento degli angeli, e in particolare quello dell’Angelo custode, viene purtroppo considerato una “favoletta” per bambini. E infatti è facile constatare come, una volta cresciuti, ci si dimentica quasi del tutto della loro presenza benefica. Essi, invece, non sono soltanto una “pia devozione” da bambini; sono una realtà estremamente vera e più vicina a noi di tante altre cose che magari vediamo con gli occhi del corpo. Il ruolo dell’Angelo custode nella vita dell’uomo è importantissimo: egli è l’unico vero amico fedele che ha il compito e il desiderio di condurre la creatura a lui affidata a godere, nella Beatitudine eterna, Colui del quale egli stesso già gode: Dio.
È per questo motivo che l’Angelo custode illumina, custodisce, protegge e deve anche riprendere e correggere per indicare la via corretta che conduce al compimento della volontà di Dio. L’Angelo custode ci aiuta in ogni fase della vita e quindi – lo ribadiamo – l’affetto a questo “amico fedele” non è da considerarsi una devozione da bambini, ma un aiuto validissimo per la nostra vita materiale e spirituale: ci protegge dai pericoli esterni, soprattutto durante la nostra infanzia nella quale siamo ancora inesperti e “traballanti” per molti aspetti; ci aiuta a non commettere tanti peccati, soprattutto contro la santa purità, nella fase della adolescenza; ci illumina con sante ispirazioni nell’età adulta per farci prendere le scelte giuste che condizioneranno tutta la nostra vita; ci rialza dopo le cadute e ci aiuta a riparare le nostre colpe; ci sostiene nei nostri propositi e ci conforta quando la debolezza e la stanchezza della vita sembrano avere il sopravvento... Dobbiamo pure ammettere che tante volte cerchiamo aiuto da ogni dove dimenticando che ne abbiamo uno proprio a fianco a noi.
Padre Pio ci è maestro in tutto questo: la sua familiarità con l’Angelo custode, il suo “piccolo compagno di infanzia”, raggiunse infatti delicatezze commoventi. Per arrivare ad una familiarità così intima con l’Angelo custode, Egli fin da bambino visse con fede viva e accesa questa realtà insegnata dalla Chiesa; e per mezzo di tale fede giunse alla più alta mistica potendo colloquiare con il suo “Angiolino” in tante occasioni. L’Angelo custode può aiutarci anche negli affari materiali, se essi sono indirizzati alla maggior gloria di Dio, ed è per questo che, ad esempio, l’Angelo custode di Padre Pio arrivò ad insegnargli a parlare le lingue straniere per poter rispondere alle tante lettere che gli arrivavano da tutto il mondo. È Padre Pio stesso a svelarlo, scrivendo al suo direttore spirituale che l’Angelo custode gli insegnava il francese, lo aiutava a tradurre il greco e gli spiegava le altre lingue.
Un altro compito che, molto frequentemente, l’Angelo custode di Padre Pio svolgeva era quello di svegliarlo al mattino, soprattutto per cantare le lodi al Signore, per permettergli di partecipare alla Santa Messa, quando era bambino, o per celebrarla, quando era già Sacerdote.
Ancora, l’Angelo custode sollevava Padre Pio nelle prove e nei dolori anche fisici che il Santo stimmatizzato doveva sopportare a causa del demonio, e gli ricordava che quest’ultimo alla fine sarebbe rimasto “schiacciato”, mentre per lui c’era il Paradiso. È importante notare però che l’Angelo custode non poteva togliere le sofferenze a Padre Pio, ma lo aiutava a ben soffrire, ricordandogli di ringraziare Gesù “che ti tratta da eletto a seguire Lui da vicino per l’erta del Calvario”. Il buon “Angiolino”, infatti, vedeva con gioia e commozione la condotta che Gesù aveva con Padre Pio, lo incoraggiava a sopportare con pazienza le vessazioni subite dai “cosacci” ben sapendo che tutte quelle prove erano un grande vantaggio per la sua anima.
L’Angelo custode veniva poi mandato da Padre Pio ai suoi figli spirituali bisognosi di consolazione, aiuto e sostegno.
Concludiamo con lo stralcio di una lettera del 15 luglio 1915 di Padre Pio ad Annita Rodote, lettera che invitiamo a leggere nella sua integrità nel volume III dell’Epistolario perché in essa si trova sintetizzato l’amore che Padre Pio aveva per l’Angelo custode, amore che voleva trasmettere ai suoi figli spirituali e che quindi speriamo possa diventare anche nostro: «Il tuo buon angelo custode vegli sempre su di te, sia egli il tuo condottiero che ti guidi per l’aspro sentiero della vita; ti custodisca sempre nella grazia di Gesù, ti sostenga con le sue mani affinché tu non dia del piede in qualche sasso; ti protegga sotto le ali sue dalle insidie tutte del mondo, del demonio e della carne […]. Come è consolante il pensiero che vicino a noi sta uno spirito il quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, nemmeno quando osiamo peccare […]. È oltremodo consolante il sapere che quest’angelo prega incessantemente per noi, offre a Dio tutte le buone azioni e opere che compiamo […]. Deh!, per carità, non dimenticare questo invisibile compagno, sempre presente […]. Abbilo sempre davanti agli occhi della mente, ringrazialo, pregalo […]. Non dir mai di essere sola a sostenere la lotta con i nostri nemici, non dir mai di non avere un’anima alla quale puoi aprirti e confidarti. Sarebbe un grave torto che si farebbe a questo messaggero celeste».
di Leone Rinaldi