Luigi Martin e Zelia Guérin: entrambi ambiscono alla vita ritirata, tentano di entrare in un convento, ma il Signore, avendo altri progetti su di loro, non lo permette. Difatti poco dopo s’incontrano e iniziano a vivere da santi coniugi, compiendo la volontà di Dio.

Un sogno non realizzato
Era il 1845 quando Luigi Martin si decise a fare qualcosa per corrispondere al suo progetto di vita più perfetta. Aveva ventidue anni e avvertiva nel cuore un desiderio di consacrazione a Dio sempre più forte. Sensibile, con il cuore contemplativo amante di tutto ciò che eleva l’anima, desiderava ritirarsi in un luogo in cui avrebbe potuto soddisfare questa sua tensione d’amore. Dove dirigere i propri passi?
Lungo la catena delle Alpi Pennine, a 2.472 metri di altezza, dove la terra e il cielo si fondono e l’uomo non può non pensare a Dio, c’era un eremo: l’eremo del Gran San Bernardo, dove si trovavano i Canonici regolari di Sant’Agostino. Dopo aver contemplato e pregato Dio, i religiosi salvatori, organizzati in diverse squadre, con l’aiuto di formidabili segugi, andavano a soccorrere le vittime delle valanghe o i viaggiatori smarriti, camminando immersi nella neve, con un freddo che toccava anche i venti gradi sotto zero. Questa vita claustrale, con l’aggiunta dell’esercizio costante della carità più eroica, non poteva non attirare il cuore del nostro futuro Santo.
Nel settembre del 1845, dunque, Luigi Martin, armatosi del bastone da pellegrino, si recò verso la frontiera svizzera per parlare con i buoni religiosi.
Fu accolto con grande benevolenza del Priore che lo interrogò sugli studi compiuti, e purtroppo, con grande rammarico del nostro Santo, gli comunicò che senza la conoscenza del latino non poteva essere ammesso tra i religiosi. Lo invitò a tornare a casa e a completare gli studi richiesti.
Triste e afflitto, il giovane ridiscese la montagna e tornò ad Alençon. Per un periodo riprese gli studi delle discipline classiche, ma a causa della malferma salute dovette rinunciare e tornare al suo mestiere di orologiaio.
«È questo che ho preparato per te!»
Anche Zelia Guérin, come abbiamo già visto, tentò di entrare tra le Suore di San Vincenzo de’ Paoli ma non fu accettata.
Entrambi i coniugi soffrirono la nostalgia del chiostro e provarono i medesimi sentimenti quando compresero la volontà di Dio, ma non si scoraggiarono, vedendo in questo rifiuto un chiaro segno della Provvidenza.
Per sopperire alle magre rendite della sua famiglia, la giovane Zelia chiese aiuto alla Madonna. Cosa fare? La Madonna le rispose: «Vai a fare il merletto d’ Alençon».
La futura giovane Santa ascoltò l’invito dal Cielo e lo eseguì con pronta obbedienza, entrando in una scuola per merlettaie per apprendere meglio i segreti di quella professione. Ben presto divenne abilissima e molto ricercata.
Un bel giorno avvenne il fatidico incontro, che cambiò la vita di entrambi i Santi: mentre Zelia passava per il ponte di San Leonardo, incontrò un giovane e rimase colpita dalla sua nobile fisionomia e dalla sua andatura riservata. Era Luigi Martin.
La giovane sentì in quel momento una voce interiore che diceva: «È questo che ho preparato per te!». I due giovani non tardarono e conoscersi e ad amarsi. Poco dopo il fidanzamento e tre mesi dopo poterono unirsi davanti a Dio, il 13 luglio 1858, nella splendida chiesa di Notre-Dame.
Il rito fu celebrato a mezzanotte perché le grandi opere di Dio avvengono nel silenzio e nel nascondimento. E così, nell’oscurità di una notte rischiarata da poche candele, tutto ebbe inizio.