Il Nome della Vergine Madre di Dio risponde a un ben preciso disegno divino. Nella sua etimologia esso significa “Stella del mare”, poiché come la stella polare guida i naviganti verso il loro porto definitivo, così Maria guida coloro che a Lei ricorrono al supremo polo dell’universo, che è Dio.

La Vergine è nata da padre nazareno e da madre betlemita. I profeti non avevano taciuto che queste due città erano destinate a dare a Cristo il luogo della sua nascita o della sua dimora. Egli infatti è disceso dalla stirpe di quell’Abramo la cui fede era stata veramente eccezionale e al quale dall’alto era stata fatta la promessa della benedizione su tutte le genti provenienti dal suo seme; è disceso dalla stirpe di Davide che, a causa della sua riconosciuta probità, il Signore innalzò tessendo di lui una stupenda lode, quando disse: «Ho trovato [Davide, figlio di Iesse], uomo secondo il mio cuore» (Sal 44,4).
Egli pertanto ha tratto la sua origine sia da una tribù regale che da una tribù sacerdotale, destinate a generare un sommo Re e un Grande Sacerdote. Comunque, abbiamo detto queste cose con l’intento di affermare che il Signore, venuto a salvare i peccatori, non ha disdegnato che sua madre avesse dei parenti peccatori, perché ella tra costoro risplende tutta bella come giglio tra arbusti spinosi. Pertanto questa prescelta e insigne tra le figlie, certamente ha ricevuto il nome che porta non per puro caso o per il solo piacere dei genitori, come nella maggior parte dei casi, ma per un ben preciso disegno divino, in modo tale che la pronuncia stessa del suo Nome si riferisse a qualcosa di grande: [Maria] infatti significa stella del mare.
Ed ora mostriamo con una similitudine quanto di mistico comporti questa interpretazione etimologica. Infatti, è necessario che i naviganti tengano lo sguardo fisso a questa stella, che brilla di lontano dal nord, si facciano guidare osservando il percorso da essa indicato, dirigendo così la loro rotta in modo da poter attraccare al porto destinato. Allo stesso modo, fratelli, è necessario che tutti quelli che adorano Cristo, remando tra i flutti di questo mondo, volgano lo sguardo a questa stella del mare, cioè a Maria, che è vicinissima a Dio, supremo polo dell’universo; e dirigano il corso della loro esistenza contemplando il suo esempio. Chi si comporterà in questo modo non sarà sballottato dal vento della vanagloria, non si infrangerà sugli scogli delle avversità, non sarà inghiottito dal turbinoso vortice dei piaceri, ma giungerà felicemente nel porto dell’eterna quiete.
Un esempio della potente intercessione di Maria per i miseri peccatori
Secondo quanto qualche testo riporta, un certo Teofilo, mentre un giorno si trovava a passare per il territorio di un vescovo della Cilicia, a causa di alcuni suoi infortuni cadde nella tristezza. Perciò si recò da un cattivo giudeo, cercando il suo consiglio e il suo aiuto. Con la mediazione di costui egli parlò con il diavolo e rinnegò la dottrina cristiana: adorò il diavolo e per la sua emancipazione gli consegnò un documento scritto di propria mano e sigillato con il suo anello. Ma in seguito, pentendosi del fatto, e angustiandosi molto nel suo animo per ciò che aveva commesso e fino a che punto era giunto, alla fine, raccolte le forze della fede e della speranza, si rifugiò in una chiesa dedicata alla memoria della beata Madre di Dio Maria dove per quaranta giorni in preda all’afflizione e con animo contrito invocava ininterrottamente il suo Nome ed invocava il suo patrocinio.
Che dire di più? La Madre della misericordia lo guardò con occhio benevolo: gli apparve in visione redarguendo la sua empietà e spronandolo ad ammettere la fede in Cristo. A lui che era addolorato, Maria recò conforto con la promessa del perdono e, affinché non dubitasse di tale promessa, gli restituì come garanzia di libertà il succitato documento, dopo averlo strappato con forza dalle mani del malvagio diavolo [...].
Per ordine del vescovo, Teofilo bruciò nel fuoco quel documento così incautamente sottoscritto di propria mano. Successivamente, accompagnato all’altare dalle preghiere del clero e del popolo, mentre riceveva la sacrosanta Comunione dalle mani del vescovo, il suo volto brillò come il sole.
Trascorsi quindi tre giorni egli mise felicemente fine alle sue fatiche, elevando in chiesa delle lodi alla pia Madre di Dio, per mezzo della quale aveva ottenuto la riconciliazione.