MARIA SS.
È nata la “Primogenita”
dal Numero 31 del 6 settembre 2026
di Suor Ostia del Cuore Immacolato
Una nascita che fece esultare tutta la Creazione, quella della Madonna! Creatura unica, prefigurata nella Sacra Scrittura, inizio della nuova era della Redenzione per l’umanità intera: inizio della felicità eterna!
L’8 settembre la liturgia ci ricorda la nascita di Colei che la Santissima Trinità, fin dall’eternità, aveva predestinato quale Immacolata Madre di Dio. La nascita dell’Immacolata è la nascita della Primogenita di Dio, volendo riferirsi ad un passo della Sacra Scrittura che la Patristica ha sempre applicato a Lei: «Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo, primogenita di tutte le creature» (Sir 24,5). Questo riferimento alla primogenitura della creatura «piena di grazia» (Lc 1,28) lo ritroviamo autorevolmente riportato anche nella Bolla dogmatica Ineffabilis Deus, in cui il Beato Pio IX scrive che «doveva essere concepita quella primogenita da cui sarebbe stato poi concepito il primogenito di tutte le creature». Questo passo, inoltre, affascinò e colpì anche San Massimiliano M. Kolbe, grande conoscitore e studioso della Bolla dogmatica. Addirittura nell’ultima “predica”, fatta dal Folle dell’Immacolata nel campo di concentramento di Auschwitz, il santo Martire riprese questo passo. Era il luglio 1941 e San Massimiliano riunì alcuni prigionieri umanamente sfiniti e debilitati e parlò loro dell’Immacolata e dei suoi rapporti con la Santissima Trinità. Fu un discorso che il testimone che l’ha riportato ricorda come qualcosa di indelebile nella memoria e di “rigenerante” per tutti i presenti. Il Santo aggiunse qui una qualifica unica nel suo genere, dicendo che l’Immacolata è «primogenita e unigenita figlia di Dio». I termini “primogenita” e “unigenita” sono un richiamo esplicito e analogico alla figliolanza di Gesù col Padre. Solo il Verbo Incarnato, infatti, è propriamente l’Unigenito del Padre e il Primogenito di molti fratelli (che siamo noi). L’accostamento “a specchio” vuole richiamare la singolarità costitutiva dell’Immacolata, il suo essere associata al Figlio dall’eternità. Solo Gesù è l’Uomo-Dio, Figlio del Padre, e la sua Persona è divina. L’Immacolata è pura creatura, ma la sua singolarità costitutiva, la sua preservazione dal peccato originale, la pone in una predilezione unica rispetto a tutte le creature. Pertanto, il Folle dell’Immacolata, tra le righe, citava la Bolla Ineffabilis Deus, dove la singolarità dell’Immacolata Madre di Dio è formulata con la definizione di “Primogenita”, dalla quale doveva nascere il «primogenito di tutte le creature» (Col 1,15). La figliolanza divina è sempre il filo conduttore di questa dinamica, che mostra la Primogenita in un certo senso come Unigenita, per la sua «singolare, meravigliosa e differentissima» concezione, Tempio costruito appositamente dal Padre per quell’Unigenito che doveva Ella partorire, l’Uomo-Dio. La nascita di questa “creatura speciale”, pertanto, è unica in tutto il genere umano. Una nascita che fece esultare tutta la Creazione. In questo giorno solenne siamo invitati ad avvicinarci alla santa culla dove giace in fasce Maria Bambina, attorniata da miriadi di angeli che la salutano, la contemplano e giubilano nel ringraziare la Santissima Trinità per la loro Regina. La Ven. Maria d’Agreda descrive una vera sinfonia di canti angelici attorno alla santa culla, precisando che vennero assegnati ben mille Angeli custodi a quella Bambina tutta speciale. Sì, quella Bambina più pura e più santa dei supremi serafini doveva essere la vera Riparatrice, la Donna annunciata ai Progenitori (cf Gn 3,15), la vera «Madre dei viventi» (Gn 3,20). L’8 settembre rappresenta quindi l’inizio, lo spuntare del giorno della felicità eterna e della Redenzione del genere umano. Nasce la futura Corredentrice dell’umanità: «I mortali si rallegrino perché è nata per loro la Corredentrice che colmerà il vuoto causato dalla prima colpa» (Ven. Maria d’Agreda). Il suo primo vagito fa tremare l’inferno! Maria Bambina è già l’eterna nemica del demonio: come creatura che senza mai essere stata sfiorata dal peccato originale è già la perenne vittoriosa contro il male, così come preannuncia il protovangelo (cf Gn 3,15). Se pur piccola e gracile è già la Nuova Eva, «terribile come un esercito schierato a battaglia» (Ct 6,10). Che grande consolazione dovrebbe riempirci il cuore al pensiero di questo grande mistero! Aveva ben ragione, allora, San Massimiliano a definirla “primogenita e unigenita”, quale “unica creatura” nel suo genere, chiamata a schiacciare la testa al nemico e a diventare poi la nostra Mamma dolcissima. Rivolgiamoci a Lei, che venga in nostro soccorso, quale Aurora nascente di questo mondo che sembra scegliere sempre più la notte e le tenebre del peccato invece che la luce e la vita. La Primogenita e unigenita ci è sempre vicina e vuole entrare in tanti cuori che non la conoscono, che non conoscono la grazia di Dio.
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