I FIORETTI
Il valore infinito della Santa Messa
dal Numero 30 del 23 agosto 2026
Un giorno Padre Pio disse a un penitente: «Se gli uomini comprendessero il valore della Santa Messa, ad ogni Messa ci vorrebbero i carabinieri per tenere in ordine le folle di gente nelle Chiese». E quando alcuni figli spirituali gli chiesero di spiegar loro la Santa Messa, egli rispose: «Figli miei come posso spiegarvela? La Messa è infinita come Gesù… Chiedete ad un Angelo cosa sia una Messa ed egli vi risponderà con verità: capisco che cos’è e perché si fa, ma non comprendo però quanto valore abbia». Padre Pio sapeva che cos’era la Messa: il memoriale del Sacrificio della Croce; e sapeva che cos’era la sua Messa: «Un sacro miscuglio con la Passione di Gesù». Padre Pio sapeva il perché della Messa: un continuo elevare la Vittima divina tra i nostri peccati e l’ira di Dio, perché altrimenti «tutto perirebbe quaggiù – dice Santa Teresa – perché soltanto essa può fermare il braccio di Dio»; e sapeva il perché della sua Messa: «Soffrire per i fratelli d’esilio e per il suo divin regno», per cui poteva ben dire: «La condanna del peccatore cade su di me». Ma la cosa ancora più straordinaria è che, pur morendo con Gesù sull’altare, e secondo una sua stessa espressione, soffrendo atrocemente «mille morti ad ogni istante», celebrò la Santa Messa fino all’ultimo giorno della sua vita. Nella cronistoria del convento di San Giovanni Rotondo è scritto: «Quando arriva l’ora in cui può celebrare la Santa Messa, egli non sa più resistere. Il pensiero della Messa è un assillo continuo: svegliandosi qualche volta di notte, chiede subito che ora sia e se sia ora di celebrare la Santa Messa». Egli sì che comprendeva l’infinito valore della Messa e noi, poverini, che stiamo lì a guardare continuamente l’orologio e ci annoiamo e lamentiamo se, per caso, la Messa dura un po’ più a lungo! Solo in Cielo capiremo fino in fondo quale divina meraviglia sia la Messa, qui in terra si potrà sempre solo balbettare su questo «tremendo mistero», come lo chiamava il Santo Cappuccino. Per tale motivo Padre Pio era molto severo e inflessibile di fronte a chi si accusava con grande leggerezza di aver trascurato la Santa Messa festiva e, interrompendo la Confessione, lo cacciava via. E molti di costoro, poiché venivano da lontano e avevano atteso tante ore, rimanevano meravigliati o addirittura scandalizzati per aver subito un simile trattamento solo per “un peccato così”, dicevano, come a dire un peccato da niente! Racconta padre Marcellino IasenzaNiro, confratello del Santo, che un giorno un uomo proveniente da Napoli, incuriosito da ciò che si diceva su Padre Pio, si recò a San Giovanni Rotondo. Arrivato il suo turno per la Confessione, appena si fu inginocchiato il Padre con un gesto risoluto gli fece cenno di andarsene, ma l’uomo rimase al suo posto. Il Padre, allora, che fino a quel punto aveva tenuto gli occhi chiusi e col gomito appoggiato sull’inginocchiatoio si teneva il capo con la mano destra, lo guardò e gli disse: «Hai capito che te ne devi andare?». L’uomo insisté che doveva confessarsi e Padre Pio fissandolo con ironia gli disse: «Ah, sì? Tu ti devi confessare?». Poi aggiunse: «Tu sei un avvocato, è vero?». Il penitente assentì e Padre Pio continuò: «Sei un buon avvocato per gli altri, ma un cattivo avvocato per te stesso, perché non curi i tuoi interessi spirituali. Tu non vai a Messa!». Dopo una pausa il Padre aggiunse: «Comincia ad andare a Messa. E fra sei mesi ritorna, perché mi troverai ancora», si era agli inizi del 1968. L’uomo andò via e ritornò al tempo stabilito e fu ben accolto da Padre Pio. Quest’uomo, che oggi non perde più una Messa, ha testimoniato che quando accade che, per motivi non dipendenti dalla sua volontà manca alla promessa fatta al Padre, vede il suo sguardo severo che lo richiama. A un altro penitente, un medico di Taranto, finita l’accusa dei peccati chiese se avesse altro da aggiungere e alla risposta negativa, il Padre disse in dialetto tarantino: «Ricordati che nei giorni festivi non si può mancare neanche ad una sola Messa, perché è peccato mortale». Il giovane, allora, si ricordò che qualche mese prima, una domenica, aveva mancato di partecipare alla Messa. E pensare che oggi in Italia solo il 20% dei cattolici va a Messa, e la percentuale cala vertiginosamente nel periodo estivo: che triste realtà! Il suo cuore, poi, soffriva molto quando vedeva sacerdoti celebrare distrattamente o velocemente il Santo Sacrificio. Racconta un Sacerdote figlio spirituale di Padre Pio che un giorno si trovava a pregare sul coro della Chiesa di Santa Maria delle Grazie e di lì poteva vedere Padre Pio che era di lato sul matroneo. All’improvviso suonò la campanella e un giovane Sacerdote iniziò la celebrazione della Messa. Padre Pio rimase tutto il tempo lì sul matroneo. Terminata la Messa il Padre si alzò e andò sul coro, si avvicinò a questo figlio spirituale e con un volto triste gli disse: «Hai visto? Diciassette minuti! Gli toglierei la Messa!» e se ne andò accasciato. Quel Sacerdote aveva “sbrigato” la Messa in diciassette minuti, incomprensibile per chi, comprendendone il valore, non sarebbe mai sceso dall’altare! di Suor M. Eucaristica Pia Lopez
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