L’Italia, da nord a sud, è ricca di santuari dedicati alla Madonna del Carmelo nati in seguito a prodigi operati dalla Madonna nel corso dei secoli a favore del popolo italiano. Scopriamone insieme alcuni per crescere nella devozione a Lei.

Innumerevoli sono, da nord a sud d’Italia, i santuari dedicati alla Madonna del Carmelo e innumerevoli saranno, come da tradizione, le processioni e i riti che si terranno, anche quest’anno, in occasione del 16 luglio.
Parallelamente ad una civiltà profana e pagana, rimangono a baluardo della cristianità proprio i santuari, a cui gli abitanti di questi luoghi si sentono legati da un’antica e sacrale appartenenza, che va ben al di là delle ideologie e delle mode. Dietro ad ogni santuario del Carmine esistono grazie e miracoli personali e collettivi: antiche e recenti storie prodigiose dimostrano il soccorso mariano. Il legame che unisce le popolazioni italiane alla Madonna del Carmelo è sorprendente e si è stabilito, con grande frequenza, con gli allevatori, i pescatori, gli agricoltori, gente che trae dalla natura il sostentamento delle proprie famiglie.
Processioni, preghiere, rosari, novene, tenzoni medioevali, sbandieratori, falconieri, maestri d’armi, giochi, tripudio di colori, fiori e fuochi pirotecnici creano scenografie propizie per i momenti di festa dedicati alla Madonna, dove le persone dimenticano temporaneamente di vivere in un tempo anticattolico.
Da oltre 400 anni, per esempio, la tradizione ripete a Cuneo, con gli stessi percorsi, gli stessi riti, gli stessi oggetti devozionali e le stesse divise del XVII secolo la processione della vigilia della festa mariana. Lo scorso anno 70 confraternite e oltre 1000 confratelli hanno partecipato al corteo religioso, vestiti dei costumi tipici dei Cavalieri del Santo Sepolcro, di Santa Croce, delle Umiliate di Bernezzo, della Misericordia, dei Battuti di Fossano, di San Sebastiano di Castelletto Stura, oltre a quelle della cattedrale guidate dalla Compagnia del Carmine, dagli incappucciati di San Sebastiano, dai confratelli di San Giacomo e da confraternite francesi, monegasche e di Siviglia. Presenti anche gli impressionanti Cristi liguri portati a spalla dai giovani.
A Luzzogno (Verbania) vengono consegnati gli scapolari, ogni 16 luglio, ai bambini che compiono 1 anno, come atto di affidamento alla Madonna e ogni 50 anni la statua della Vergine viene trasportata solennemente: la prossima processione cadrà nel luglio del 2037.
A San Valentino, frazione di Badia Calavena (Verona), la festa della Madonna del Carmine dura tre giorni con triduo di preparazione, musica e fuochi d’artificio. Nella chiesa è visibile una fotografia dei 50 soldati di San Valentino che, grazie all’intercessione della Madonna, tornarono a casa dopo la seconda Guerra mondiale.
Il 15 luglio, nel paese di Campomaggiore (Potenza), vengono portati in processione delle sculture a forma di chiesa, realizzate dai diversi quartieri del paese. Il 16 luglio si svolge la solenne processione, alla quale partecipano donne che seguono scalze la statua della Vergine, cantando alla Madonna del Carmelo. La benevolenza della Vergine per questo luogo è riscontrabile nell’aver intercesso per la salvezza della popolazione intera dalla frana che distrusse il paese nel 1885, rivelando a due contadini l’imminente catastrofe.
I festeggiamenti a Napoli, invece, si protraggono per una settimana circa e trovano il loro culmine in uno spettacolo pirotecnico che prevede l’accensione di fuochi che circondano il campanile della chiesa della Madonna del Carmine alto 75 m, il più alto della città. L’origine della festa è rievocativa di un evento miracoloso: il 17 ottobre 1439 la città era assediata dall’esercito del re Alfonso V d’Aragona e del fratello Pietro, intenzionati a contendere il trono di Napoli al duca Renato d’Angiò. Pietro diede ordine di colpire il convento del Carmine divenuto caposaldo dell’armata Angioina, e da una enorme bombarda fu sparata una palla contro il convento, che cadde dove era custodito un crocifisso ligneo della seconda metà del XIV secolo: non solo esso non venne distrutto, ma cambiò le pose facciali e del corpo. Da allora è oggetto di grande venerazione ed è custodito sotto l’arco del transetto, dentro un grande tabernacolo.
Palmi (Reggio Calabria) fu epicentro del terremoto del 16 novembre 1894; la sera dell’evento la popolazione portò in processione la statua della Madonna del Carmine che, fin dal 31 ottobre, mostrava segni prodigiosi quali pianto, movimenti degli occhi, cambio di colorazione del volto. Quando la processione raggiunse l’estremità della città, si verificò il violento sisma che colpì gran parte delle case, ma perirono solo nove persone su circa 15.000 abitanti, la maggior parte dei quali si trovava in processione.
Questi sono minimi esempi della galassia Flos Carmeli disseminata su tutta la penisola, i cui echi non possono raggiungere gli attuali interessi di chi ha potere, ma la Vergine del Carmelo si muoverà ancora alla vista dei sinceri onori a Lei tributati e all’ascolto della soave orazione a Lei dedicata: «Madre mite, pura nel cuore, ai figli tuoi sii propizia, stella del mare [...] Giglio cresciuto tra alte spine, conserva pure le menti fragili e dona aiuto. / Forte armatura dei combattenti, la guerra infuria, poni a difesa lo scapolare. / Nell’incertezza dacci consiglio, nella sventura, dal cielo impetra consolazione».