I FIORETTI
Padre Pio miracolato dalla Madonna
dal Numero 17 del 10 maggio 2026
Nel 1959, Padre Pio venne miracolato dalla Madonna di Fatima. È un fatto che non sempre viene menzionato nelle biografie del Santo ma che è stato più volte raccontato da chi ne fu testimone oculare. «Io c’ero», mi aveva detto padre Marciano Morra, confratello di Padre Pio, per tanti anni Segretario Generale dei Gruppi di Preghiera, scomparso nel 2021. «Nell’aprile del 1959, il Padre cominciò a stare molto male», mi spiegò. «Si tenne allora un consulto con tre grandi specialisti, i professori Valdoni, Pontoni e Gasbarrini. Diagnosticarono un tumore maligno al polmone. Il 25 aprile iniziava, in Italia, il viaggio della «Madonna Pellegrina». Voleva dire che la statua della Madonna di Fatima veniva portata di città in città, secondo un’iniziativa voluta da Pio XII. E per interessamento del Cardinale Lercaro, arcivescovo di Bologna e caro amico di Padre Pio, si fece in modo che la Madonna fosse portata per due giorni anche a San Giovanni Rotondo. La statua arrivò la sera del 5 agosto. Il giorno dopo Padre Pio non riusciva ad alzarsi dal letto. Per pregare davanti alla statua della Madonna, che era stata posizionata in chiesa, dovemmo portarcelo in barella. Lui rimase assorto per un po’, poi baciò la statua e le mise tra le mani una coroncina del Rosario. Quindi si fece portare alla finestra per vedere l’elicottero che partiva con la statua. Era stato pianificato che l’elicottero se ne sarebbe andato dopo aver fatto tre giri sopra Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale fondato da Padre Pio. Quando lui vide il velivolo che si allentava, piangendo disse: «Madonnina, sei venuta in Italia e io mi sono ammalato. Ora te ne vai e mi lasci ancora ammalato?». Improvvisamente, cominciò a tremare fortissimo dalla testa ai piedi. Io e gli altri religiosi che erano con lui ci spaventammo, pensando che stesse per morire. Poi si girò con gli occhi sbarrati e gridò: «Ma io sto bene! Sto bene. Andiamo a confessare!». Ovviamente gli impedimmo di raggiungere il confessionale e lo portammo immediatamente nel suo letto. Furono chiamati i medici che lo visitarono accuratamente. Ma della sua terribile malattia non c’era più alcuna traccia». Questo il racconto che ascoltai da Padre Marciano. Esiste una prova scritta, una lettera dello stesso Padre Pio ad una figlia spirituale, datata 13 agosto 1959, cioè una settimana dopo la guarigione. La lettera dice: «Ringrazia per me la Vergine. Proprio il giorno della sua partenza da qui, io mi sono sentito bene». In seguito Padre Pio, sempre restio ad essere al centro dell’attenzione, raccontò di rado quanto era accaduto e, solo se “messo alle strette”, dava conferma di aver ricevuto un miracolo. Una di queste volte lo fece con mio padre, Renzo Allegri. Papà è stato il primo autore laico a scrivere libri su Padre Pio a diffusione popolare. Ha cominciato nel 1984 con Padre Pio l’uomo della speranza, edito da Mondadori, e praticamente da allora non ha più smesso. Ancora oggi, a 92 anni di età, è al lavoro su un nuovo volume, il dodicesimo dedicato al Frate santo. Nel 1968, prima che Padre Pio morisse, papà ebbe modo di parlare con lui e gli chiese proprio del miracolo operato a suo favore dalla Madonna. Questo è quanto mi ha raccontato: «Avevo conosciuto padre Mario Mason, un gesuita che era il fondatore del “Movimento Eucaristico Mariano”. Mi raccontò che nel 1959 viaggiava l’Italia portando nelle diocesi la statua della Madonna di Fatima e si decise di fare una tappa anche a San Giovanni Rotondo. Padre Pio era ammalato da tempo. Padre Mason andò a trovare il Padre Pio nella sua cella. Lo trovò a letto, sudato e ansimante. Con un filo di voce, Padre Pio gli disse: “Dio vi benedica per il bene che fate alla Chiesa e all’Italia. Dite alla gente di mettere in pratica i buoni propositi che la Madonna ispira loro”. Poi verso mezzogiorno i confratelli portarono Padre Pio in barella davanti alla statua della Madonna di Fatima perché potesse vederla. Restò alcuni istanti in preghiera e poi venne riportato nella sua cella. Alle 14, l’elicottero che trasportava la statua partì da San Giovanni Rotondo. Padre Mason mi disse che in quel momento aveva sentito una fortissima attrazione verso Padre Pio come se lo stesse chiamando e allora aveva chiesto al pilota dell’elicottero di fermarsi proprio sopra il convento per qualche secondo. Fu in quei pochi secondi che, si venne poi a sapere, Padre Pio aveva ricevuto il miracolo ed era prodigiosamente guarito. «Quando padre Mason mi riportò questo fatto decisi di chiederne conferma a Padre Pio dato che avevo in programma di andare a San Giovanni Rotondo. Qualche tempo dopo infatti ero nel corridoio della clausura in attesa del Padre. Lo vidi arrivare. Era penoso guardarlo camminare. Poggiava il peso del corpo sui piedi forati dalle stimmate che erano gonfi e ogni movimento gli procurava molto dolore. Procedeva appoggiandosi alla parete, era la personificazione della sofferenza. Quando fu davanti a me mi afferrò saldamente aggrappandosi con tutto il peso alle mie spalle. La sua presa era forte, le sue dita come uncini di ferro. Gli dissi: “Padre, le porto i saluti di padre Mason”. “Sì, sì”, mi rispose tenendo gli occhi chiusi. Allora gli chiesi del miracolo. “Padre Mason mi ha detto che lei è stato miracolato dalla Madonna… è vero?”. Padre Pio rimase in silenzio. Con delicatezza ma anche con insistenza dato che ero stato mandato lì dal giornale per cui lavoravo per scrivere un articolo glielo chiesi una seconda volta. E dal momento che non diceva nulla, glielo chiesi una terza. Allora Padre Pio mi guardò. Il suo sguardo era profondo, i suoi occhi luccicavano. “Sì è vero…”, mi rispose e scoppiò a piangere. Io lo sostenevo e lui singhiozzando continuava a restare aggrappato a me. Poi a poco a poco si calmò e allora, sempre reggendolo, lo accompagnai nella sua cella». di Roberto Allegri
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