SPIRITUALITÀ
San Michele arcangelo e la guerra contro gli angeli ribelli
dal Numero 35 del 17 settembre 2023
di Padre Nazzareno M. Antonelli

«Chi è come Dio?»: questo il significato del nome dell’arcangelo san Michele e la sua missione. La guerra tra gli angeli buoni e cattivi è sorta in Cielo, all’atto di prevaricazione di Lucifero, cui san Michele si oppose. Lotta che da allora continua su questa terra...

«Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago [...] fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli» (Ap 12,7-9).

Quest’enorme drago trascinò giù sulla terra un terzo delle stelle del cielo, inoltre voleva aggredire la Donna e il suo divin Figlio, ossia rigettò il piano dell’Incarnazione, odiò la Madonna e Gesù, non accettò di sottomettersi a Dio, che si sarebbe incarnato in un uomo, e a una pura creatura umana la Madonna e di riconoscerla come sua Regina. Era talmente superbo che voleva essere lui Dio. Fu «omicida fin dal principio» (Gv 8,44) perché nel suo cuore uccise Dio e progetto di uccidere il Figlio di Dio, Gesù Cristo, l’Autore della vita. Fu omicida fin dal principio perché, oltre a odiare Dio, invidiò l’uomo fino al punto di volergli causare la morte fisica e soprattutto quella eterna: «La morte entrò nel mondo per invidia del diavolo» afferma il libro della Sapienza (2,24).

Il diavolo inoltre «non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui» (Gv 8,44), egli divenne il padre della menzogna, fu il primo e sommo eretico e apostata. Ma quale fu la sua prima e più grande menzogna? Quale verità rigettò per prima? Egli non accettò di essere una creatura e dunque di essere totalmente dipendente dal Creatore; non accettò il piano di Dio ossia non accettò l’Incarnazione di Colui che è la stessa Verità. Per tal motivo non volle umiliarsi e adorare Dio unito ipostaticamente alla natura umana e ancor meno volle sottomettersi alla sua divina Madre. Lucifero voleva essere come Dio e così istigò alla ribellione un terzo degli angeli, gridando “non serviam!”.

A questo punto intervenne san Michele arcangelo, il principe delle schiere angeliche, e lo vinse con una sola frase: “Mi-ka-El”, che significa: “Chi è come Dio?”. In questa domanda c’è tutta la verità, tutta la sapienza e tutta l’umiltà che smascherano e vincono la menzogna, la stoltezza e la superbia di Lucifero, il quale fu cacciato via dal Cielo e sprofondò sulla terra.

San Michele e tutti gli angeli rimasti fedeli sono quindi i testimoni della verità, gli araldi, i difensori e i servitori della verità. E dunque sono anche i veri sapienti e umili. La verità è la loro stessa arma, la loro spada, tramite la quale hanno vinto gli angeli ribelli e tramite la quale vincono ancora tutte le loro trame. Questa spada si forgia su «ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4), difatti «la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore» (Eb 4,12). La loro spada è, in definitiva, un’estensione dell’onnipotenza di Colui che è la Parola, il Verbo che era presso il Padre e che si è fatto carne e che ha detto: «Non crediate che io sia venuto a mettere pace sulla terra. Non sono venuto a mettere la pace, ma la spada. Perché sono venuto a dividere il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera» (Mt 10,34-35).

Come il Verbo Incarnato attraverso la spada della verità che svela i pensieri dei cuori, ha separato, diviso gli angeli buoni da quelli cattivi, così fa anche con gli uomini. La spada folgoreggiante della verità separa i figli della luce dai figli delle tenebre, gli umili dai superbi, i sapienti dagli stolti. Come san Michele eseguì per conto di Dio questa divisione e separazione in Cielo, così, la compie anche sulla terra, aiutato dalla sua milizia angelica.

Difatti, da quando satana fu cacciato dal Cielo, la lotta si è spostata tutta sulla terra: la terra è il campo di battaglia, l’uomo il bottino. Satana e i suoi demoni vogliono condurre l’uomo all’eterna dannazione nell’inferno, affinché diventi loro misero schiavo. San Michele e i suoi angeli vogliono condurre l’uomo in Paradiso, affinché glorifichi eternamente Dio: «In quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo» (Dn 12,1), disse l’arcangelo Gabriele al profeta Daniele, e già prima gli aveva detto che Michele è il «vostro principe» (Dn 10,21). “In quel tempo” è riferito alla battaglia finale contro l’anticristo che preluderà la parusia di Nostro Signore: «L’arcangelo san Gabriele [...] parla di quello che avverrà negli ultimi tempi, quando sorgerà il tristissimo persecutore del popolo di Dio [...]. San Michele verrà dal Cielo a proteggere la Chiesa perseguitata dall’anticristo, poiché principalmente a questo tempo volge il suo pensiero l’Arcangelo».  

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