SPIRITUALITÀ
San Giuseppe, Patrono dei moribondi
dal Numero 40 del 31 ottobre 2021
di Padre Stefano M. Manelli, FI

Che cosa ci può essere di più importante, per ogni uomo, di una “buona morte in grazia di Dio”? Da questa, infatti, dipende la nostra eternità. E se san Giuseppe può ottenerci proprio questa grande grazia, come non essere suoi devoti fervidi e fedeli? Avanti tutti, dunque. Impariamo dai santi!

Tutti sappiamo che san Giuseppe, padre verginale di Gesù Dio-uomo e sposo vergine di Maria Vergine, la Madre di Dio, ebbe la straordinaria grazia di morire fra le braccia di Gesù e di Maria, passando beatamente dalla povera terra al Paradiso, secondo la breve descrizione della scena fatta da una grande Beata estatica.

Beata Anna Caterina Emmerick

«Quando Giuseppe morì, la Madonna era seduta alla testata del letto e lo teneva tra le braccia, mentre Gesù era vicino al suo petto. La stanza era piena di splendori e di angeli. Giuseppe, con le mani giunte sul petto, venne avvolto in teli bianchi, collocato in una cassa stretta e deposto in una bella caverna sepolcrale, che un buon uomo gli aveva regalato.

Oltre a Gesù e a Maria, poche persone accompagnarono il feretro, che vidi, invece, tra grandi splendori e angeli».

È certamente facile capire che se san Giuseppe ha avuto l’invidiabile sorte di morire fra le braccia di Gesù e di Maria, l’intero popolo dei fedeli cristiani, con il suo vivo “senso della fede” è portato spontaneamente a considerare san Giuseppe il vero Patrono dei moribondi, colui che più di ogni altro santo può ottenerci le grazie della “santa morte” per salire subito dalla terra al Paradiso.

Per questo già il papa Benedetto XV, pensando alla morte di san Giuseppe avvenuta fra le braccia di Gesù e di Maria, incoraggia tutte le associazioni della “Buona morte” e del “Transito di san Giuseppe” a pregare san Giuseppe affinché, con la sua autorità, aiuti soprattutto gli agonizzanti a morire santamente. E si può ricordare qui l’esperienza drammatica di santa Teresa di Gesù Bambino, che durante i suoi ultimi giorni di vita, spaventata per la presenza di un demonio che sentiva agitarsi intorno al suo letto, esclamò: «Oh, pregate per gli agonizzanti! Se si sapesse!...».

E per questo il papa Pio XI, nelle Litanie di san Giuseppe, volle far inserire l’invocazione “Patrono dei moribondi, prega per noi”. E anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica abbiamo due consigli: il primo, chiedere alla Madonna di intercedere per noi “nell’ora della nostra morte”, come preghiamo in ogni Ave Maria; il secondo, affidarci a san Giuseppe “Patrono della buona morte” (n. 1014).

La serva di Dio Cecilia Baij, nella Vita di san Giuseppe rivelatale dall’Alto, scrive che Gesù «assistendo alla morte di san Giuseppe, pregò il Padre di volerlo costituire avvocato dei morenti… E vide come sarebbe stata efficace questa protezione, e come molti per l’intercessione di san Giuseppe avrebbero ritrovato grazia presso il Giudice ed ottenuta misericordia e assistenza».

Che cosa ci può essere di più importante, per ogni uomo, di una “buona morte in grazia di Dio”? Dalla “buona morte”, infatti, dipende la salvezza per tutta l’eternità. E se san Giuseppe può ottenerci proprio questa grande grazia, come non essere suoi devoti fervidi e fedeli?... Avanti tutti, dunque. Impariamo dai santi ad affidarci a san Giuseppe per una santa morte.
 

San Leonardo da Porto Maurizio

Questo grande Santo francescano, che predicò alle grandi masse di fedeli, al seguito di san Bernardino da Siena, diceva spesso ai fedeli queste parole: «Onorate Gesù, Giuseppe e Maria. Incidete sul vostro cuore con lettere d’oro questi tre nomi celesti, pronunciateli spesso, scriveteli ovunque. Ripetete molte volte al giorno questi nomi sacri di Gesù, Giuseppe e Maria, e proprio questi tre nomi santi siano spesso sulle vostre labbra, soprattutto durante l’ultimo vostro respiro della vita che muore».


San Pio X, papa

Questo Papa, grande santo, sollecitava con forza i celebranti a raccomandare nella Santa Messa i moribondi del giorno. Favorì con ogni mezzo le istituzioni di assistenza ai moribondi, e, per dare l’esempio, arrivò a iscriversi alla confraternita dei Sacerdoti del transito di san Giuseppe, con il desiderio di formare una ininterrotta catena di Messe celebrate per i moribondi in ogni momento del giorno e della notte.

Approvò e benedisse la Pia Unione del Transito di san Giuseppe eretta da san Luigi Guanella, incrementando la preghiera a san Giuseppe per tutti i moribondi posti sotto la sua protezione, con la certezza che san Giuseppe salverà le loro anime. 
 

San Pio da Pietrelcina

Il nostro grande Santo non perdeva occasione per raccomandare a tutti la devozione a san Giuseppe, soprattutto per avere la sua vicinanza al letto della nostra morte: «A san Giuseppe affidiamo l’animo nostro fin d’ora per il giorno in cui lasceremo quest’esilio».

Una figlia spirituale, inoltre, regalò a padre Pio un bel quadro di san Giuseppe, e padre Pio lo fece appendere accanto alla sua cella, e ogni pomeriggio vi rimaneva davanti a pregare, chiedendo al Santo la grazia di una buona morte.
 

Santa Bernadette Soubirous

Durante la sua ultima malattia, santa Bernadette Soubirous stava veramente sulla croce, straziata dall’asma. Ogni tanto le usciva qualche gemito di dolore che la Santa trasformava in preghiera ardente: «Dio mio, vi offro tutto... Mio Dio, vi amo... Mio Dio, la voglio, la voglio la vostra croce!...».

La sua vita appariva ormai tutta racchiusa nei suoi grandi occhi sempre più limpidi e luminosi, animandosi quando si fermava a guardare il cielo, la croce o l’immagine della Madonna.

Un giorno dopo la festa di san Giuseppe del 19 marzo, il cappellano le chiese: «Che cosa ha chiesto lei a san Giuseppe?». «A san Giuseppe ho chiesto la grazia d’una buona morte!», rispose la Santa con voce ben convinta.

Tre giorni dopo la Pasqua, santa Bernadette fece ancora una volta il segno di Croce che tanto impressionava gli astanti, e rese la sua bell’anima a Dio.

Era il giorno di mercoledì, giorno che la pietà dei fedeli consacra a san Giuseppe, Patrono della “buona morte”, al quale la Santa si era sempre affidata.
 

San Luigi Guanella

Zelantissimo, questo Santo, nell’istituire la Transito di san Giuseppe, a Roma, per pregare san Giuseppe in particolare per tutti i moribondi, affinché li assista e li protegga soprattutto nel punto della morte per la salvezza delle loro anime al Giudizio di Dio.

Proprietario
Associazione Casa Mariana Editrice
Sede Legale
Via dell'Immacolata, 4
83040 Frigento (AV)
Associazione "Casa Mariana Editrice" - Il Settimanale di Padre Pio. Tutti i diritti sono riservati. Credits
Le foto presenti su settimanaleppio.it sono prese in larga parte da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.