SPIRITUALITÀ
Papà Settimio e la preghiera
dal Numero 10 del 7 marzo 2021
di Maria Teresa Brancato

Professore e letterato di grande cultura e doti intellettuali non comuni, Settimio Manelli ritrova la fede in età matura grazie all’incontro con Padre Pio. Da allora vive il Vangelo senza sconti, in società e in famiglia, attratto da Cristo e dalla sua Parola di verità, meditata, creduta, trasformata in preghiera e vita.

Per tutti i cattolici la preghiera è il grande conforto dell’anima, è la leva che ti spinge, ti stimola a fare la volontà di Dio, nonostante gli ostacoli.

Il servo di Dio Papà Settimio, padre di numerosa famiglia, con la sua quotidiana e incessante preghiera è stato veramente di grande esempio e di edificazione per tutte le famiglie cattoliche. Egli, dopo la conversione per opera di san Pio da Pietrelcina, ha iniziato il suo aspro cammino verso il Regno dei cieli rivelando fede convinta, costante preghiera e ammirevole perseveranza finale.

Tra i suoi scritti, quelli che fermano di più l’attenzione, toccano il cuore, fanno ardere lo spirito e penetrano nell’anima, sono la raccolta Pensieri, perché, si può dire, che esprimono una continua, profonda e ardente preghiera, superiore a ogni elogio, un inno di lode e ringraziamento al Dio dei vivi, al Creatore e Salvatore dell’umanità invocato come unica sorgente di amore e contemplazione nella vita, alla sua amatissima Madonna del mare, mediatrice e corredentrice e a tutti i santi. Egli era assolutamente convinto che Cristo non abbandona chi prega fedelmente, ma lo salva e lo arricchisce di ogni bene e l’ha dimostrato nei suoi scritti. Perciò egli pregava molto e confidava in Lui, rimettendosi alla sua paterna bontà a differenza dell’uomo di oggi, che si dice cristiano ma non sente la necessità della preghiera e si limita a non fare il male, non riconoscendo che deve fare anche il bene. Per Papà Settimio invece la vera sicurezza di cui ha bisogno il cattolico nella vita è proprio la preghiera perseverante insieme alla “salute e al pane quotidiano”, come gli disse una volta padre Pio, quando lo guarì da una grave malattia allo stomaco. Per questo non ha mai ambito a raggiungere una salda sicurezza economica, ad avere rapporti sociali per valorizzare la propria persona e fare carriera. Eppure le occasioni non sono mancate come quando, in vista delle elezioni politiche del 1946, essendo candidato al Parlamento per la Democrazia Cristiana, i liberali di Lucera, dove allora risiedeva, gli offrirono tre milioni di lire se si fosse alleato con loro, ma lui ha categoricamente rifiutato, perché contrario a ogni forma di corruzione e perché molti dei liberali erano massoni.

Per lui invece queste erano false sicurezze perché frutto dell’egoismo, della prepotenza, dell’avarizia e della ricerca del potere.

Parlando di questi argomenti in famiglia spesso citava le affermazioni di Gesù come quando dice: «Quale vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà la propria anima?» (Mt 16,26) e aggiungeva che lui viveva di queste gloriose affermazioni di Gesù, tanto che le aveva trasformate in giaculatorie che ripeteva sempre. In seguito decise di riunirle tutte a chiusura della citata raccolta Pensieri intitolandole: La preghiera che apre i cieli e ha ali per salire a Dio. Canto di amore a Gesù che dà la vita eterna. È veramente una raccolta che riassume tutto il Vangelo e si recita facilmente come: «O Gesù che sei con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo, misericordia ti amo; o Gesù il cui regno non è di questo mondo, misericordia ti amo; o Gesù che con le Beatitudini hai aperto le vie del cielo in mezzo al mondo, misericordia ti amo».

Nella sua lunga vita, dopo dura lotta, è riuscito a rinnegare se stesso, a camminare nelle vie di Dio per conquistare il Paradiso. Padre Pio stesso in una Confessione gli aveva detto: «Tu andrai in Paradiso» e Papà Settimio, di rimando: «Voglio il Paradiso!» e padre Pio insieme: «Voglio il Paradiso!».

In casa esaltava sempre Cristo, il suo amore e la sua divina Provvidenza, asserendo che Gesù non trascura nessuna delle sue creature, perché è fedele alle sue parole e santo nelle sue opere. E così, educava i figli e li esortava a leggere il Vangelo, a pregare, a confidare in Lui e nella Sua misericordia, perché sapeva che i giovani non sempre sono convinti che Dio pensa a loro e perciò pregano poco o non pregano. Egli, invece, quando pregava sentiva nell’intimo del cuore la presenza di Cristo e come san Paolo dichiarava che Cristo viveva in lui. La sua preghiera era illuminativa e diceva che il vero cristiano prega, perché non può non amare, ed egli amava con tutta l’anima Dio Creatore, Cristo il suo caro fratello, la Vergine Maria e il suo prossimo e riconosceva sempre l’amore di Cristo sia nelle circostanze felici che in quelle avverse.

Molti sono i segni che Dio gli ha dato, come quella volta che una musica celeste, scaturita dal vuoto, gli ha preso l’anima che ha sentito staccarsi dentro di sé e salire in alto, creandogli un Paradiso che subitamente è svanito, ma non è tramontato nella sua anima e nella memoria.

Quando è andato in pensione trascorreva molto del suo tempo tra studio e preghiera. Lo studio era la sua passione ma aveva un unico fine: la gloria di Cristo. Riconosceva anche la necessità della preghiera in comune e spesso recitava il Rosario con tutta la sua numerosa famiglia, perché il suo matrimonio cristiano egli l’aveva fondato – d’accordo con la moglie Mamma Licia, anche lei serva di Dio – proprio sulla preghiera, specialmente sul Rosario. La preghiera in famiglia rafforza l’unione e l’amore e ottiene la benedizione e la grazia da Dio.

Papà Settimio è stato fedele alla preghiera fino alla fine, infatti poche ore prima di morire ha avuto la forza di recitare la sua preghiera prediletta, il Santo Rosario, alla sua dilettissima “Madonna del mare”, la Madonna che all’età di quindici anni gli era apparsa per “fargli da madre”, come gli aveva detto padre Pio, mentre sostava sulla spiaggia di Giulianova. Che splendida morte, proprio da vero cristiano cattolico!

Termino offrendo ai lettori questi suoi due bellissimi pensieri-preghiere. 

Addio
Addio, vecchi incanti del passato! Addio, cielo e terra di una volta. Altri incanti, altro cielo e terra si affacciano alla vista, dove la morte è sconosciuta e al cuore è promesso un bene che nessuna immaginazione potrebbe raffigurare!
Addio dispersi miti e favole della terra, che ti fecero vivere in inganni e sonni profondi, dai quali ti sei destato con la rivelazione del tuo nuovo essere e del futuro, che non aspettavi! Addio.


La compassione di Gesù

Ma io sono pazzo della compassione di Gesù; essa è la luce che non ritorna, la sorgente che risgorga, tutte le cose belle e buone, che riprendono a vivere con noi e intorno a noi per essere desiderate, amate, propagate. La compassione di Gesù! È il cielo ritrovato e avuto, quando tutto era una rovina senza voce, un cimitero senza fine di speranze.

Proprietario
Associazione Casa Mariana Editrice
Sede Legale
Via dell'Immacolata, 4
83040 Frigento (AV)
Associazione "Casa Mariana Editrice" - Il Settimanale di Padre Pio. Tutti i diritti sono riservati. Credits
Le foto presenti su settimanaleppio.it sono prese in larga parte da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.