SPIRITUALITÀ
La Direzione spirituale. Un percorso di maturità per la santità
dal Numero 40 del 18 ottobre 2020
di Don Mario Proietti

Quella di santa Maria De Mattias con don Giovanni Merlini è stata un’esperienza di Direzione spirituale illuminata e fruttuosa, che può aiutare anche gli uomini del nostro tempo, costretti a fare i conti con molta confusione e poche certezze.

«Dinanzi a Dio siamo come siamo!». Questa era l’esclamazione che il venerabile servo di Dio, don Giovanni Merlini, Missionario del Preziosissimo Sangue, ripeteva a santa Maria De Mattias, fondatrice delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, di cui fu Direttore spirituale per oltre quarant’anni.

Don Giovanni si distinse per l’imponente attività missionaria di predicazioni, missioni popolari, esercizi spirituali al clero e al popolo. Dotato di una notevole e non comune preparazione culturale, teologica, umanistica e spirituale, fu apprezzato da papa Pio IX ed amato da tutti i confratelli che gli riconobbero, nel tempo in cui fu Superiore generale e successore di san Gaspare, il ruolo di guida saggia e prudente, vicina e comprensiva, edificante ed esemplare. Più di ogni cosa, tuttavia, è la fama di eccellente Direttore spirituale. A Lui si rivolgevano persone di ogni ceto. Trascorreva ore intere in ascolto e direzione delle anime. Certamente aveva un segreto. Quale era? La cura curata della sua anima che lo rese vero discepolo di Cristo e, al contempo, maestro di spirito per altre anime.

Questo aspetto, cioè avere cura della propria anima, gli fu di fondamentale importanza nel far recepire il valore di una feconda Direzione spirituale. Un Direttore nello spirito produce molto frutto nel Diretto se conduce una vita coerente con la propria vocazione ricevuta. Questa coerenza fu particolarmente riconosciuta dai contemporanei di don Giovanni ed è per questo che fu un Direttore ambito da tutti. Non lesinava di profondere il massimo impegno al fine di dare spessore ed efficacia alla Direzione spirituale. Fu questo particolare che lo elesse a Padre di molte anime e, come detto, quella che maggiormente ha beneficiato della sua ricchezza spirituale fu, senza dubbio, santa Maria De Mattias.

Dallo studio della corposa corrispondenza tra queste due anime è stato possibile ricostruire il metodo di Direzione spirituale usato da don Giovanni il cui effetto è oggi visibile a tutti nella santità che la Chiesa ha riconosciuto in Maria De Mattias. Amicizia e paternità sono stati i due capisaldi su cui don Giovanni ha intessuto la trama della santità. Con quanta amabilità di amico e fermezza di padre, ha profuso suggerimenti sul come comportarsi davanti ai dubbi, agli scoraggiamenti, alle tentazioni. Da buon Direttore spirituale, ha mostrato come sostenere la salita al monte della perfezione, come incoraggiare, moderare e rimanere fedeli a Dio e a se stessi. Il suo metodo è orientato ad una pedagogia attenta alla persona e alla sua situazione umana e, al tempo stesso, aperta alle sante intuizioni dello Spirito Santo.   

Anche se quella di don Giovanni è stata un’esperienza spirituale vissuta in un contesto e in un’epoca diversa dalla nostra, tuttavia resta sempre attuale e può dare un efficace contributo anche agli uomini di questo tempo, spesso costretti a fare i conti con molta confusione e poche certezze. Quale contributo? Certamente quello di fare chiarezza almeno su cosa è una Direzione spirituale. Se ne parla tanto, ma la si pratica poco. Spesso è confusa con un generico ascolto. Altre volte si perde per le vie delle varie teorie psicologiche e, nel migliore dei casi, si esaurisce con qualche consiglio di buon senso. Ma allora chiediamoci: cosa è una Direzione spirituale? Essa risponde ad una semplice richiesta di un’anima: il bisogno interiore di andare oltre alla semplice cura che si può ricevere all’interno di una comunità, sia religiosa che parrocchiale. Non si deve dimenticare che il compito della Direzione spirituale è aiutare a camminare nella Fede, ecco perché chi dirige deve conoscere, amare, possedere la Fede, altrimenti vale quanto detto da Gesù: non è possibile che un cieco guidi un altro cieco senza che entrambi cadano in una buca.

La Direzione spirituale è un percorso di accompagnamento che mira a quella bella autonomia di relazione con Dio di cui sovente si parla nella Sacra Scrittura; ti condurrò nel deserto e parlerò al tuo cuore. Così si esprime il profeta Osea. Un Padre spirituale ti aiuta a superare le contingenze ambientali e psicologiche, amalgama e allinea il desiderio alla realtà, i propositi alle opere, al solo fine d’introdurre l’anima nel personale, unico, irripetibile e autentico dialogo di amore con Dio.

Nel metodo di don Giovanni Merlini si apprendono i fondamenti per acquisire questa libertà interiore così da giungere a fare esperienza di una vera relazione spirituale capace di lasciarsi coinvolgere, senza sconvolgersi, dall’amore di Dio. Un amore immutabile, esclusivo ed eterno, che colui che lo prova non ne può più fare a meno. Questa fu l’esperienza che Agostino fece sotto la guida del suo Padre spirituale sant’Ambrogio e, nelle Confessioni, giunse a rimpiangere la perdita di tempo che lo condusse tardi all’esperienza dell’amore di Dio: «Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato. Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo. Mi hai chiamato, e il tuo grido ha squarciato la mia sordità. Hai mandato un baleno, e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità. Hai effuso il tuo profumo; l’ho aspirato e ora anelo a te. Ti ho gustato, e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato, e ora ardo dal desiderio della tua pace».

Ma sappiamo che in Dio il “troppo tardi” non esiste. Egli giunge sempre nel momento favorevole; a ciascuno di noi il compito di essere pronto a quell’incontro e, con maturità, attenderne il compimento. La Direzione spirituale, allora, è maturazione di questo tempo, che avviene nell’attesa vigile e tesa ad una sempre rinnovata conversione. Il Padre spirituale ci fa restare sulla strada da cui proviene il Cristo e in una continua messa in discussione delle nostre certezze, dei nostri sentimenti, delle nostre percezioni ed emozioni, ci aiuta a raggiungere l’idonea maturità, nella più ampia libertà, che permette di riconoscere Gesù nel nostro quotidiano per quello che Lui stesso ha detto di essere: un compagno di viaggio che è «con noi ogni giorno fino alla fine del mondo».

A questa maturità si volge, dunque, l’azione della Direzione. La maturità è una parola fascinosa: esprime ricchezza, anzi, pienezza umana. Santa Maria De Mattias, sensibilissima alla grazia e docile alle premure illuminate di don Merlini, divenne sempre più autonoma, capace di auto-dominio, aperta alla volontà di Dio. Ben presto, come da analfabeta passò ad insegnare agli altri, così da inesperta e addirittura scrupolosa, arrivò a guidare le consorelle, ad indicare loro la volontà di Dio con autorevolezza. Questo lavoro per raggiungere la maturità umana e cristiana si fa in comunione con il Direttore spirituale. Il Padre spirituale, pertanto, non sostituisce nessuno, ma è collaboratore dello Spirito e compagno di viaggio con il fedele che a lui si affida nello spirito dell’insegnamento della Chiesa.  

Per meglio conoscere questa dinamica tra il Direttore e il Diretto, vi invito a leggere il mio testo: Dinanzi a Dio siamo come siamo (Arti grafiche Apulia, 2017), auspicando a quanti ne avranno la pazienza, o la curiosità, di uscire edificati dall’esperienza umana e spirituale di queste due anime che ora sono in Paradiso e di fondare un qualche desiderio di sperimentare la medesima profondità di relazione con l’Amore divino che ha abitato la loro ordinaria vita, la quale, attraverso la Direzione spirituale, si è lasciata riempire, nel tempo, della bella santità di Dio, quella che, fin dal catechismo, siamo soliti chiamare grazia.

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