SPIRITUALITÀ
La Direzione spirituale /1
dal Numero 34 del 6 settembre 2020
di Padre Alessandro M. Apollonio, FI

Figlio esemplare di san Francesco, padre Alessio è stato missionario in Cina per quasi 30 anni. Espulso dal governo rosso, trascorse a Roma in preghiera e in piena attività di scrittore, confessore e direttore spirituale, tutto il tempo che Dio gli concesse. Presentiamo una rielaborazione sintetica di alcune delle sue lezioni sulla direzione spirituale, contenute nell’opera “Theologia spiritualis”.

La direzione spirituale è l’arte di guidare abitualmente le singole persone, dall’inizio della vita spirituale, gradatamente, fino alla sua perfezione. Spieghiamo questa definizione.

1) La direzione spirituale è “arte”. Qui “arte” è presa in senso largo, come la ha intesa san Gregorio Magno, che chiamava la guida delle anime “arte delle arti”. La direzione spirituale, propriamente intesa, è una scienza pratica, soggetta alla prudenza spirituale, che applica al comportamento concreto la teoria della vita spirituale e della sua perfezione. Si dice, dunque, arte, per una qualche analogia. Poiché il cristiano, secondo san Paolo, è «l’edificio di Dio» (1Cor 3,9), che è costruito «sul fondamento degli apostoli e dei profeti, avente come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù» (Ef 2,20), la costruzione cui si può paragonare la direzione spirituale è detta correttamente “arte”, perché è la retta norma nel fare le cose.

2) ...di guidare abitualmente le singole persone. Nella direzione spirituale, l’applicazione della teoria della vita spirituale al comportamento concreto non avviene in modo comunitario, per più persone contemporaneamente, come nel caso di una conferenza spirituale, ma privatamente, per ogni singola persona; d’altra parte, però, non s’impone con autorità coattiva, ma in modo persuasivo e soave, con rispetto della libertà umana. Si svolge abitualmente: un qualche consiglio occasionale non è sufficiente perché ci sia vera direzione spirituale.

Le anime si guidano con l’istruzione circa la vita spirituale, insegnando loro ad applicare nel concreto i principi generali della vita spirituale, sciogliendo i dubbi, correggendo gli errori sia pratici sia teorici, stimolando il desiderio di perfezione e confermandolo, consolando nelle desolazioni interiori e nell’aridità. Principalmente riguarda tre cose: la meditazione e la contemplazione, la mortificazione, la frequenza ai Sacramenti.

3) ...gradualmente. Benché la direzione debba seguire con fermezza un percorso retto, ciò tuttavia non avviene per salti, ma con rispetto delle forze dei figli spirituali e della grazia da essi ricevuta. Il direttore spirituale non deve legare «pesanti ed insopportabili fardelli» (cf. Mt 23,4).

4) ...dall’inizio della vita spirituale. La direzione spirituale, come accade generalmente, è un aiuto dato alle anime generose nelle loro più alte ascensioni verso la perfezione. Per anime generose si intendono quelle che sotto l’impulso della divina grazia hanno concepito l’ardente desiderio di una vita più perfetta. La direzione spirituale si può anche chiamare l’aiuto costante dato a quelle anime che aspirano ad elevarsi al di sopra di una vita molto disordinata. È un aiuto prestato lungo tutto il corso dell’arduo cammino, perché questo, secondo le ordinarie disposizioni della divina Provvidenza, non manca di difficoltà d’ogni genere.

5) ...fino alla sua perfezione. La stessa perfezione spirituale è lo scopo della direzione spirituale. Per cui, la direzione deve essere dinamica, perché deve stimolare le anime generose ad una sempre maggiore e più intima unione con Dio, ossia alla vera santità, affinché non rimangano nella mediocrità spirituale. Sarebbe di grande danno all’anima quel direttore spirituale che non dirigesse ad un’alta santità l’anima affidatasi alla sua cura, ma la lasciasse languire nella mediocrità.

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