SPIRITUALITÀ
Breve catechesi sulla vera devozione ai santi Angeli
dal Numero 38 del 29 settembre 2019
di Claudia Del Valle

San Giovanni Paolo II così si espresse in occasione della benedizione della statua restaurata di San Michele arcangelo, protettore della città di Roma, che si trova a Castel Sant’Angelo: «Nostro desiderio – disse – è che cresca la devozione agli angeli e, specialmente, all’Angelo custode di ognuno». Attraverso l’agile forma delle domande-risposte, presentiamo cos’è essenziale sapere circa questa benefica devozione.

La devozione agli angeli è gradita a Dio?

Secondo le parole dell’Esodo: «Ecco io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui» (Es 23,20-21), la devozione agli angeli non solo è gradita a Dio, ma Egli la desidera ed aspetta da noi. Fu praticata già dal patriarca Giacobbe (cf. Gen 48,16) ed è continuata nella Chiesa fino ai nostri giorni nel culto liturgico, nonché nella vita di molti santi e nelle preghiere personali dei fedeli.


Qual è il senso della devozione ai santi angeli?

La devozione agli angeli:
- è una confessione di fede in questi spiriti celesti, creature fedeli a Dio, che con la loro vita sono modello, esempio e aiuto nel nostro cammino verso il Cielo (cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 328);
- è l’espressione della nostra confidenza nel loro aiuto come messaggeri di Dio (cf. Eb 1,14) e del nostro desiderio di ricevere il loro sostegno sia nella lotta contro il peccato e le tentazioni, sia nello sforzo quotidiano di conquista delle virtù necessarie per corrispondere alla volontà di Dio;
- è segno di amore e gratitudine per questi spiriti che ci circondano, ci proteggono costantemente da innumerevoli pericoli, ci ispirano buoni propositi, illuminano il nostro intelletto, suggeriscono atti di carità, ci incoraggiano nelle difficoltà, rimangono fedelmente al nostro fianco in tutti i momenti della nostra vita, non ci abbandonano mai, neppure nell’ora decisiva della morte.


È difficile ricevere l’aiuto degli angeli?

I santi angeli obbediscono prontamente alla volontà di Dio. Essi hanno già ricevuto da Dio la missione di stare sempre con noi. Pertanto non è difficile ricevere il loro aiuto. Appena ci rivolgiamo a loro, subito vengono in nostro soccorso secondo la volontà di Dio. Quanto maggiore è la nostra familiarità con loro, tanto maggiore sarà l’ascolto che essi daranno alle nostre preghiere, giaculatorie ed intenzioni.


Quali sono le forme di devozione agli angeli che la Chiesa propone?

Sin dai primi secoli, la Chiesa ha proposto diverse forme di devozione ai santi angeli. Tra esse possiamo distinguere le seguenti:

a) Pratiche nell’ambito della Chiesa universale o almeno in gran parte di essa:

- la dedicazione di chiese ai santi angeli, specialmente a San Michele;
- la celebrazione di feste liturgiche in onore dei santi angeli (attualmente la festa dei santi Angeli custodi si celebra il 2 ottobre, mentre quella dei tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele si celebra il 29 settembre);
- la commemorazione speciale dei santi angeli il lunedì;
- l’esposizione di immagini degli angeli (poiché per una speciale grazia divina gli angeli possono manifestarsi visibilmente agli uomini, la Chiesa, pur sapendo che essi non hanno corpo, permette che siano rappresentati con immagini, statue, medaglie, ecc.);
- la scelta dei santi angeli quali patroni di città e nazioni;
- la preghiera dell’Angelus 3 volte al giorno;
- la preghiera a San Michele e all’Angelo custode.

b) Pratiche di chiese e comunità particolari:

- associazioni di fedeli e confraternite (esiste, per esempio, la “Confraternita di San Michele” o quella “dei santi Angeli custodi”, come pure varie congregazioni religiose dedicate agli angeli);
- la celebrazione della festa dell’Angelo del Portogallo (10 giugno), dell’apparizione di San Michele sul Monte Gargano in Italia (8 maggio), della Regina degli angeli in Assisi il 2 agosto, ecc.
- numerose preghiere (Litanie, Rosari, Novene) in onore dei santi angeli;
- atto di consacrazione agli angeli, fatto in diverse diocesi e Congregazioni religiose;
- l’unione agli angeli nell’Adorazione e nella recita o canto del “Santo, Santo, Santo...”;
- la devozione a Gesù nell’Orto degli ulivi, imitando, in un certo qual modo, l’Angelo che lo consolò;
- l’offerta della Santa Messa e Comunione in onore dei santi angeli, come facevano alcuni santi, tra i quali santa Gertrude.


La devozione agli angeli non ci allontana da Dio?

Nel Prefazio degli angeli la Chiesa così prega: «È nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno. Noi proclamiamo la tua gloria che risplende negli angeli e negli arcangeli; onorando questi tuoi messaggeri, esaltiamo la tua bontà infinita». Un teologo, il Tanquerey, afferma che non bisogna mai dimenticare che onorar l’Angelo custode è onorar Dio, di cui egli è il rappresentante sulla terra, e che dobbiamo unirci a lui per meglio glorificare Dio.


Esistono forme esagerate di devozione agli angeli?

Quasi sempre, quando un angelo si manifesta, la Sacra Scrittura descrive la reazione dell’uomo dinanzi alla sua maestosa grandezza. San Giovanni, ad esempio, nell’Apocalisse scrive: «[...] mi prostrai ai piedi dell’angelo per adorarlo, ma egli mi disse: “Non farlo! Io sono servo come te e i tuoi fratelli, che custodiscono la testimonianza di Gesù. È Dio che devi adorare”» (Ap 19,10).
Circa il limite della devozione agli angeli, la Chiesa vigila con prudenza, insegnando che gli angeli possono essere venerati come esempi e modelli di santità, ma che non bisogna mai adorarli. L’adorazione è riservata esclusivamente a Dio, Creatore di tutto.


Gli angeli meritano maggior venerazione dei santi?

La Madonna, che è la Regina degli angeli, merita senza dubbio maggior venerazione degli angeli. Per la sua unica missione e la dignità di Madre di Dio, Maria è per grazia esaltata, dopo il Figlio, al di sopra di tutti gli angeli e gli uomini, come insegna il Concilio Vaticano II (cf. Lumen gentium, nn. 53; 66). Anche san Giuseppe, Sposo della Madonna e padre putativo di Gesù, merita maggior venerazione e onore degli angeli. San Bernardino afferma, infatti, che Cristo non nega in Cielo a san Giuseppe quella familiarità, quel rispetto e quell’altissimo onore che, come un figlio verso il padre, gli tributò sulla terra.
Che doveri ha l’uomo nei confronti del proprio Angelo custode?

Al suo Angelo custode l’uomo deve:
- rispetto vivo per la sua dignità e presenza;
- confidenza nella sua protezione, aiuto e guida;
- amore, riconoscenza e gratitudine per la sua protezione;
- prontezza nel seguire i suoi esempi;
- preghiera per chiedere aiuto e protezione.


Come possiamo trar profitto dalla presenza dell’Angelo custode?

Per mezzo dell’Angelo custode siamo in continua comunicazione col Cielo e, per trarne maggior profitto, non possiamo far di meglio che pensare spesso all’Angelo custode per esprimergli la nostra venerazione, la nostra confidenza e il nostro amore:
a) la nostra venerazione, salutandolo come uno di coloro che vedono sempre il volto di Dio; dunque non faremo nulla che possa contristarlo, mostrandogli sempre il nostro rispetto e imitandone la fedeltà nel servizio del Signore;
b) la nostra confidenza, ricordandoci della potenza che possiede per proteggerci e della bontà che ha per noi, affidati alla sua custodia da Dio stesso. Dobbiamo invocarlo anzitutto nelle tentazioni, poi nelle occasioni pericolose, nel discernimento della vocazione e nell’attuazione della volontà di Dio. Inoltre, quando abbiamo da trattare qualche affare importante col prossimo, giova rivolgersi agli Angeli custodi dei nostri fratelli, perché li dispongano all’ufficio che vogliamo compiere presso di loro;
c) il nostro amore, riflettendo che l’Angelo custode è e sarà sempre un ottimo amico, che ci ha reso ed è sempre disposto a renderci ottimi servigi, di cui solo in Cielo potremo riconoscere il valore, ma che fin d’ora possiamo intravedere con la fede, il che è già sufficiente per esprimergli riconoscenza e affetto. Specie quando sentiamo il peso della solitudine, dobbiamo ricordarci che non siamo soli, ma che abbiamo a fianco un amico affezionato e generoso, con cui possiamo familiarmente conversare.


Esiste la possibilità di entrare in una certa amicizia con l’Angelo custode?


Il Trattato della vera devozione a Maria di san Luigi M. Grignion da Montfort offre un prezioso consiglio a questo riguardo: bisogna partire con la preghiera per arrivare, attraverso un impegno quotidiano, ad un atto di affidamento all’Angelo, che permetta, alla fine, di vivere con e come l’Angelo.