SANTO NATALE
La Notizia e le notizie
dal Numero 50 del 24 dicembre 2017
di Roberto Ciccolella

I media hanno invaso ogni nostro spazio fisico e mentale e il sovraccarico informativo da cui ci lasciamo schiacciare rende difficile orientarsi e prendere persino le decisioni più semplici. Perché non volgerci allora più spesso all’unica Notizia che veramente conta e che rimane perennemente attuale?

Il sovraccarico di informazioni che ogni giorno incameriamo genera panico e reazioni imprudenti. La moltiplicazione e onnipresenza dei canali comunicativi rende difficile non essere raggiunti da notizie spesso inutili o non necessarie ma che comunque generano allarme e spaesamento, perché non possiamo far nulla per cambiarle. Ma la Notizia, quella che davvero ci riguarda direttamente, l’Incarnazione di un Dio d’amore, è l’unica davvero degna di essere al centro del nostro interesse. Così fra le grazie da impetrare per il Natale di quest’anno c’è quella di un’ordinata fruizione dei media e una maggiore attenzione al Vangelo. I frutti saranno pace interiore e capacità di prendere le giuste decisioni nelle nostre vite. 
Un po’ di dati. 260 miliardi di e-mail inviate ogni giorno. Ogni 60 secondi su Facebook sono caricati 510.000 commenti. In Italia ci sono circa 1.000 canali Tv. Nel mondo circa 1,8 miliardi di siti web. Negli ultimi venti anni siamo stati partecipi di due fenomeni legati alle dinamiche dei media tradizionali (radio, Tv ecc.) e del web: il primo è la moltiplicazione delle emittenti di informazione e il secondo l’aumento delle piattaforme di comunicazione. Ossia, da un lato sono aumentati esponenzialmente i contenuti: più canali in Tv, centinaia di siti e giornali internet, migliaia di soggetti più o meno autorevoli che tramite social media e blog condividono notizie; dall’altro gli strumenti di fruizione, specie con gli smartphone, hanno invaso ogni spazio sia fisico sia mentale, tenendo in scacco la nostra attenzione. Siamo sempre più alla ricerca di informazioni aggiornate e pertinenti ai nostri interessi, sperando che questo poi ci serva a comportarci in modo conseguente – cioè a prendere decisioni vantaggiose per noi e i nostri cari. In realtà si crea un’ansia e veri e propri disturbi diffusi – il cosiddetto sovraccarico cognitivo – per cui all’aumentare dei dati in nostro possesso, diminuisce la nostra capacità decisionale e la razionalità delle decisioni stesse. Al contrario in passato avere accesso ad informazioni aggiornate e abbondanti era uno strumento di potere utile ai processi decisionali.
Il fenomeno oggi è aggravato dalla scarsa qualità e imparzialità dell’informazione generalista, come i telegiornali e le grandi testate on-line, che ha portato a una vasta sfiducia degli utenti verso i professionisti dell’informazione e quindi alla ricerca di numerose fonti alternative. Ora è giusto non fidarsi troppo della Tv o del sito di Repubblica, ma l’incredulità a priori è in realtà esito di quel processo di disintermediazione che ha investito tutta la società e che ha origini protestanti e liberali, per cui si smette di credere qualsiasi figura ufficiale – dal sacerdote al senatore, dal medico al giornalista. Però al popolo – che non ha i complessi strumenti tecnici e di riscontro, nonché le cognizioni e i contatti, che contraddistinguono i professionisti seri dell’informazione – al popolo dicevo non rimane che navigare in balia di dati contraddittori e spesso deformati, non sapendo a quale fonte credere. Ad esempio i vaccini per minori non vanno esenti da controindicazioni ma i benefici sono molto maggiori. Eppure l’eccesso di fonti non qualificate disponibili sul web in merito alla sicurezza dei vaccini ha portato molti genitori a nutrire timori infondati e non saper decidere se è il caso o meno di vaccinare il proprio figlio. Cioè se è il caso, con la relativa prudenza, di garantire la salute dei propri bambini. Ma il fenomeno della confusione sulle decisioni da prendere è esteso a tutti i fronti: non sappiamo più se i tagli alla spesa pubblica sono stati fatti davvero, se le uova fanno male o bene, se il sistema pensionistico è capace di reggere o meno, se un attentato in un lontano Paese asiatico ci riguarda oppure no. E quanto più siamo nel dubbio tante più ore spendiamo a leggere commenti su Facebook o pagine web per capire cosa è vero e cosa falso, in una bulimia cognitiva senza precedenti nella storia umana.
Non va esente l’ambito religioso: tanti soggetti non incaricati si sentono in grado di valutare una determinata apparizione, un segno nel cielo, un documento di un vescovo, e così tanti producono informazioni in merito che alla fine non ci si capisce più niente. Piuttosto che leggere i Padri della Chiesa o le vite dei santi, che sono sempre attuali e giovani, si preferisce sperperare ore saltando da una pagina Facebook all’altra, immagazzinando una mole di fatti e nozioni che presto avremo dimenticato o non saranno più notizie. Si arriva così a una diffidenza generalizzata, alla ricerca di segni più o meno apocalittici in qualsiasi evento climatico, all’adesione a dottrine pericolose e minoritarie ovvero a errori di massa, a un’ansia spirituale che non viene da Dio. Insomma l’esperienza del sovraccarico cognitivo può investire anche il buon cattolico che cerca di capire dove va la barca di Pietro in questo tempestoso XXI secolo.
Insomma dobbiamo fare una sana dieta dimagrante di media e social network e piuttosto rivolgerci all’unica notizia che conta, quella a cui ci prepariamo durante l’Avvento e che adoriamo insieme ai pastori ai piedi della mangiatoia di Betlemme. La buona novella della venuta del Salvatore è infatti perennemente una notizia di stretta attualità, riguarda la mia e la tua salvezza, il senso profondo dell’esistenza, la gioia, proprio oggi, ora che stai leggendo. E non è mai contraddittoria come le news dei Tg, né perde valore il giorno dopo come queste. Ma va ascoltata, meditata, fatta germogliare in noi. Approfittiamo allora del Natale per decidere di ridurre stabilmente il consumo mediatico, leggere solo poche fonti informative affidabili e riprendere in mano il Vangelo, dedicandogli almeno un quarto d’ora al giorno. Contiene tutto quello che è necessario sapere e ci aiuterà a decidere per il meglio cosa è giusto fare in ogni situazione.