FEDE E SCIENZA
Saper leggere il nuovo orizzonte cosmico
dal Numero 45 del 17 novembre 2019
di Antonio Farina

Molti pensano che il cosmo sia nato da un intervento fortuito del caso. Altri semplicemente non ci pensano. Eppure, grazie alle scoperte tecnico-scientifiche degli ultimi secoli, l’Universo è divenuto per l’uomo straordinariamente rivelatore della potenza, bellezza e sapienza del “Pittore cosmico”.

Credere nell’esistenza di Dio, combattere la buona battaglia per conservare la fede ed operare sotto l’influsso della carità: questo forma l’abito costitutivo del cristiano. La vera metanoia (conversione), operata dal Vangelo, ci trasforma in uomini spirituali. Tutto acquista un significato nuovo ed autentico: la prospettiva della Vita eterna ci fa vedere con occhi diversi la vita terrena. I grandi misteri della sofferenza e della morte acquistano un senso salvifico ed addirittura un valore se sono proiettati nella Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Lo stato di grazia santificante induce la speranza della Salvezza, dirige le azioni morali, cambia perfino la visione del reale, del cosmo, del mondo. Il quinto dono dello Spirito Santo è la Scienza. San Tommaso d’Aquino così la definisce: «Un abito soprannaturale infuso con la grazia, mediante il quale l’intelligenza dell’uomo, sotto l’azione illuminatrice dello Spirito Santo, giudica rettamente delle cose create in ordine al fine soprannaturale»1. Poi c’è il dono del Timor di Dio che ci fa considerare il Signore come Nostro Padre e ci fa detestare il peccato che lo offende e lo addolora. L’intelletto, illuminato e guidato da Dio stesso, mediante la conoscenza delle perfezioni dell’universo (governato da leggi matematiche), ci conduce all’onnipotenza del Creatore e Ordinatore di tutte le cose. Se però si perde la fede (o – peggio – se non la si è mai avuta), il ruolo, la funzione, lo scopo della Scienza e del Timor santo di Dio si inceppano, si appannano, si disperdono.
Accade così che l’uomo, pur rimanendo soggiogato, ammirato ed estasiato dall’armonia del creato, nel quale si sente inserito (non come evento accidentale e secondario ma come elemento centrale e fondante), non riesce tuttavia a compiere il passo successivo, necessario ed essenziale: risalire all’Artefice del Tutto. Questo è quello che sta accadendo all’umanità. Con grande costernazione la Chiesa, i papi, i teologi e quanti altri, si sono accorti che da circa due secoli in qua è in atto un processo di paganizzazione e, quel che è peggio, di ateizzazione progressiva, che coinvolge, quale connotato deteriore, l’intera civiltà mondiale. Le cause, quelle economico-sociologiche per lo meno, si possono individuare in diversi fattori:
1) l’irruzione in ambito filosofico del positivismo, del materialismo marxista, dello scientismo ateo-meccanicista ha fatto sì che Fede e Ragione oggi vengano percepiti in antitesi, in opposizione, in conflitto insanabile. Questo accade fin dai tempi di Galileo Galilei, cioè dalla nascita ufficiale del “metodo scientifico” e la sua introduzione come unico criterio di indagine razionale. La “teoria” dell’evoluzionismo di Darwin, per cui tutto l’universo, compresa la vita biologica, sarebbero il frutto di capricci imprevedibili del caso, di un “orologiaio cieco”. Questa teoria peregrina, pur nella sua evidente assurdità, si è guadagnata il ruolo di paradigma di pensiero universale, ed è stata fatta passare (in modo sottilmente truffaldino) per teoria scientifica assodata al pari della Fisica delle particelle, ecc.
2) L’umanità ha acquisito un dominio crescente sulle forze della natura: la tecnologia meccanica, auto, aerei, l’energia atomica, la rivoluzione della scienza medica, lo sfruttamento delle risorse della terra, l’avvento dell’elettricità, dell’elettronica, dei computer, delle telecomunicazioni planetarie, ecc., ecc., hanno cambiato il mondo: di fatto oggi l’uomo si sente dominatore del pianeta. Possiamo, e non solo metaforicamente, spostare le montagne, creare isole artificiali, siamo arrivati sulla Luna, in un futuro prossimo potremmo addirittura arrivare su Marte. E purtroppo possiamo anche distruggere la vita sulla terra con gli armamenti nucleari. Tutto ciò però si è accompagnato ad una sorta di delirio d’onnipotenza, di esaltazione, di affrancamento dal bisogno di Dio. Molti scienziati e filosofi moderni pensano che Dio, il soprannaturale, la Madonna, i santi siano il retaggio di una età arcaica, un’anticaglia devozionale imbevuta di miti medievali. L’“oppio dei popoli” diceva Marx. L’umanità è precipitata in larga parte in una specie di dicotomia: o si crede in falsi dèi (le false religioni estremistiche e violente) oppure si vive nell’agnosticismo totale immersi in un clima di (falso) ottimismo “scientifico-tecnologico”, imbambolati dalle millanterie di pensatori che propongono spiegazioni immanenti dell’Origine del Tutto, del tempo, del Finalismo universale. Molti pensano realmente che l’umanità sia nata da un intervento fortuito del caso o degli alieni. Il risultato finale di tale “invasione di campo” è l’affermazione di una sorta di neo-umanesimo antropocentrico-scientifico per cui l’uomo addita se stesso come dio e rinnega ogni forma di trascendenza. In questo si rende più manifesta l’azione del demonio contro la Chiesa: da millenni, egli pratica dapprima la strategia della seduzione e poi della persecuzione aperta.
3) Infine non è da trascurare il fatto che la società occidentale evoluta ha raggiunto livelli di benessere prima inusitati: l’opulenza, il lusso, il vivere spensierato spesso non sono più un’eccezione ma la regola. A dispetto dei segnali conturbanti di una futura, paventata, recessione economica mondiale, viviamo al di sopra delle nostre possibilità. Siamo diventati il Paese di Bengodi per milioni di immigrati economici. Più in generale la ricerca del piacere, la moda, i viaggi in paesi esotici, l’uso di droghe, ecc., sono assurti a stendardi del modello di vita occidentale. Basta dare un’occhiata ad internet, sui “social” per trovarne conferma. L’identità nazionale, la cultura, la religione... tutto passa in secondo ordine: la parola d’ordine è produrre e consumare. Il resto poco importa. Dalla dittatura del “comunismo” siamo passati alla dittatura del “consumismo”.
Pertanto non è un caso o una coincidenza che proprio da due secoli in qua, a partire dalle apparizioni di Parigi a Rue du Bac, il Cielo stesso tende una mano all’umanità spiritualmente disastrata attraverso l’intervento della Santissima Vergine Immacolata Maria. Nel 1917 da Fatima ci è pervenuto un messaggio chiaro, inequivocabile: ci siamo incamminati per una strada pericolosa ed addirittura esiziale: la Terra ha spodestato Dio, lo nega, lo offende con ogni sorta di peccati, irriverenze e sacrilegi anche – purtroppo – da parte di noi fedeli. La Madonna cerca di farcelo capire in tutti i modi. Per tutta risposta sono trascorsi altri cento anni e l’umanità ha continuato imperterrita a rincorrere i vecchi miti e gli errori del passato: la crisi morale e dei costumi del 1968, complice un’errata ermeneutica del Concilio Vaticano II, ha inferto un duro colpo ad una Chiesa già in difficoltà che, tra l’altro, si muove tra disordini morali e dottrinali di inaudita gravità2. I nemici del Cristianesimo hanno così guadagnato enormi vantaggi come ha rivelato la Madonna sempre a suor Lucia nel 1929.
Un aiuto insperato ma sicuramente voluto da Dio giunge proprio dal panorama scientifico dell’inizio Novecento: il Signore, attraverso le osservazioni astronomiche, rivela all’umanità un Universo di inaudita bellezza. Si scoprono galassie, nebulose, stelle di neutroni, mondi lontani, oggetti esotici che sembrano provenire dal pennello di un meraviglioso “pittore” cosmico. L’orizzonte cosmologico si dilata a dismisura: l’universo si rivela come esso è realmente, ossia un abisso di miliardi di anni luce, di (forse oltre) 2.000 miliardi di galassie ognuna con 150 miliardi di stelle nel quale la Terra rappresenta meno di un atomo! Se si considera il Cosmo come lo descrive Dante Alighieri nella Divina Commedia assistiamo ad una dilatazione di spazio e di tempo che fa rimanere annichiliti. Perché tutto questo? Non si tratta certamente di un caso fortuito: Dio cerca di attirare l’umanità a sé, mostrandosi quale Artefice di un Cosmo meraviglioso e sconfinato. Ecco la potente impronta dell’Eterno e la traccia inequivocabile dell’onnipotenza di Dio: «Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli...» (Dn 3,56). E anche: «Orgoglio dei cieli è il limpido firmamento, spettacolo celeste in una visione di gloria! Il sole mentre appare nel suo sorgere proclama: “Che meraviglia è l’opera dell’Altissimo!”» (Sir 43,1).
Eppure tutto sembra essere caduto nell’oblio e nell’indifferenza: non solo Fatima è stata disattesa quale manifestazione soprannaturale di Dio, ma anche la sua “profferta” d’amore inscritta nel cielo fisico non ha smosso il cuore dell’uomo verso il Creatore, anzi lo allontanano. Siamo meno di nulla (fisicamente parlando) e ci crediamo di essere diventati chissà che. È venuto a mancare, insieme alla fede, il santo Timor di Dio per cui non lo riconosciamo più come Padre amorosissimo ma come orpello inessenziale in un universo caotico dominato da forze cieche. Dimentichiamo che «...i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri» (Is 55,8). A san Francesco che ad occhio nudo poteva contemplare solo una volta celeste trapunta di minuscole, incomprensibili, lontane “facelle” bastava questo per cadere in ginocchio ed esclamare: «Dio mio, Dio mio, chi sei tu e chi sono io!», oggi che i nostri telescopi possono sondare le profondità dell’abisso e svelano straordinari panorami multicolori e realtà inconcepibili da mente umana, rimaniamo nell’indifferenza, nel noncurante distacco: non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.  


NOTE

1 Cf. San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, II-II.9,3

2 Si veda a tal proposito la lucidissima analisi di Benedetto XVI contenuta negli appunti pubblicati a proposito degli abusi sessuali l’11 aprile 2019.