FEDE E CULTURA
Raccogliendo un’eredità... a 50 anni dalla morte di san Pio
dal Numero 36 del 16 settembre 2018
di Carlo Codega - prima parte

La lotta combattuta da san Pio contro l’impero di Satana per la salvezza delle anime a lui affidate, ha anche un riscontro più universale: Padre Pio non solo liberò i singoli dalla schiavitù del peccato ma affrontò e rallentò l’incedere dell’impero satanico nel mondo.

Dopo 50 anni: 1968-2018

Si dice che i santi siano i parafulmini dell’umanità in quanto le saette della giustizia divina che dovrebbero in ogni istante folgorare questa povera umanità peccatrice si infrangono – per un prodigio della misericordia dell’Altissimo – sulle loro resistenti membra. Proprio come un parafulmine i santi penetrano i cieli con la punta della loro anima, elevandosi sopra tutti gli altri – non per opprimerli ma per salvarli –, deviando la scarica della collera divina verso gli abissi infernali, a scherno e umiliazione del Serpente antico, che pensava di poter attentare alla gloria divina suscitando i peccati degli uomini. Di questa realtà consolante – fondata su quella che la teologia chiama “comunione dei santi” – troviamo una realizzazione concreta nella vita di san Pio da Pietrelcina, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario dalla morte.


La vocazione di san Pio

Quale sarebbe stato il ruolo che la Provvidenza aveva scelto per lui nel guazzabuglio delle vicende del mondo e della storia, al giovane Francesco Forgione era già noto prima di prendere l’abito religioso. Una notte ebbe una visione impressionante. Si trovò accanto ad un uomo bellissimo e imponente che, rivolgendogli la parola, gli disse: «Vieni con me perché ti conviene batterti da valoroso guerriero». A quel punto lo condusse in un campo di battaglia nel bel mezzo tra due schiere, l’una di uomini bellissimi con vesti candide come la neve, e l’altra di uomini orridi in abiti tetri. Dalla terribile schiera di questi ultimi fuoriuscì un gigante tremendo, con un viso ancor più orribile degli altri ceffi, che lo fissava con un torvo cipiglio, sennonché proprio contro questo gigante la sua bellissima guida lo spinse, invitandolo a battersi valorosamente. Nonostante uno svenimento e i tentativi di divincolarsi, la guida lo costrinse a guerreggiare promettendogli il suo aiuto in battaglia e una corona preziosa come premio. Per quanto la strapotenza fisica del tetro avversario lo sovrastasse di molto, il giovane Francesco – animato da una forza e da una resistenza certamente non sue – alla fine ebbe la meglio sul gigante, che si diede alla fuga, insieme alla masnada imprecante dei suoi satelliti. L’uomo vestito di bianco – tra le grida esultanti degli altri – poté così incoronarlo vincitore, al contempo rivelandogli che questa sarebbe stata la battaglia di tutta la sua vita: «Un’altra corona più bella la tengo per te riservata e te la darò se tu continuerai a lottare contro quel personaggio con il quale ora hai combattuto. Egli ritornerà all’assalto per rifarsi dell’onore perduto. Combatti da valoroso e non dubitare del mio aiuto».
In quel momento finì la visione ma san Pio ebbe chiaro – per mezzo di un’illuminazione divina – il senso di quella scena: «La mia entrata in convento, per dedicare la mia vita a Dio, altro non era che l’inizio di una feroce lotta contro Satana e le forze del male. Una lotta che sarebbe durata per sempre». E in questa lotta il Santo del Gargano si distinse per valore e costanza, non venendo mai meno nell’affrontare il demonio e nell’ergersi a paladino e difensore di tutti i deboli uomini che si rivolgevano a lui per essere liberati dalle mani del demonio infernale, che li avvinceva nelle funi del peccato e delle passioni. Fu questa in sostanza la missione che san Pio svolse lungo tutta la sua vita religiosa nelle molte ore di confessionale così come nella direzione accurata delle anime, nella preghiera prolungata come nelle sue miracolose bilocazioni, nella lotta anche fisica contro gli agenti demoniaci come nella celebrazione della santa Messa.


In lotta contro l’impero di Satana

Questa lotta combattuta a imitazione di Cristo contro Satana per la salvezza di tutte le anime a lui affidate, ha però anche un riscontro più universale: Padre Pio non solo liberò molte anime dalla schiavitù del peccato, facendo di esse altrettanti piccoli cavalieri nella lotta contro l’astuto serpente – quasi un drappello di eletti alla sua scorta – ma, con questa tattica, affrontò e rallentò l’incedere dell’impero satanico nel mondo.
Se la storia è da sempre il teatro di una lotta accanita tra il bene e il male – che ebbe i suoi prodromi nella battaglia celeste tra gli angeli buoni e quelli cattivi – da cinquecento anni a questa parte, cominciando con la Rivoluzione protestante, la civiltà cristiana soffre dell’espansione dello spirito rivoluzionario che conquista sempre più ambiti, società, stati, istituzioni e anime. Questo spirito rivoluzionario è al contempo realizzazione dell’impero di Satana, «principe di questo mondo» (Gv 12,31), e punizione divina contro le infedeltà dei cristiani e dei membri della sua Chiesa. Proprio per questo i santi – in quanto parafulmini dell’umanità e guerrieri di Cristo – sono coloro che con più forza difendono la cristianità, il Regno del Cuore di Cristo, contro l’avanzata della rivoluzione satanica, anche se duole ammettere che di fronte al debordante assalto rivoluzionario degli ultimi secoli anche i più grandi santi non hanno potuto altro che frenare l’incedere di questa colonna micidiale, senza in alcun modo poter fermare del tutto la sua marcia.
San Pio da Pietrelcina è stato uno di questi santi ed egli stesso ne era consapevole, tanto da potersi paragonare senza esagerazione a san Cristoforo davanti ai suoi figli spirituali: «Sulle mie spalle sta il mondo» o ancor più precisamente «il mondo e la Chiesa». Non è dunque un caso che l’anno della sua morte coincida proprio con un anno chiave dell’avanzata della furia rivoluzionaria: il 1968. L’anno della morte di san Pio fu infatti l’anno del trionfo della contestazione studentesca ed operaia, l’anno dell’emergere di una nuova mentalità edonistica, l’anno dell’esplosione della rivoluzione sessuale con tutte le sue funeste conseguenze, l’anno in cui l’uomo per sentirsi più libero decise di essere “meno uomo” e più bestia: l’anno, in altre parole, della fase più acuta e pervasiva della rivoluzione, di quella “rivoluzione totale” – come l’ha definita una delle sue fautrici, Agnes Heller – che ben più che le altre precedenti rivoluzioni, ha sconvolto il volto della società e ha pervertito le mentalità di ogni singolo uomo, allontanandolo ancor di più non solo dal Cristianesimo ma da ogni prospettiva religiosa. D’altronde nell’insegnamento di san Pio non mancarono accenni a questo scatenamento delle potenze infernali sul mondo dopo la sua morte, a dimostrazione che egli stesso era uno di quei katechon (1) che impedivano lo sbrigliamento delle potenze infernali sul mondo. Come testimoniano molti suoi figli spirituali, lo stigmatizzato del Gargano avrebbe preannunciato: «Fin che vivo col demonio me la vedo io, ma quando muoio ve la vedrete voi».


«Quando muoio ve la vedrete voi»... ma con il suo aiuto

Se questa frase rischia di creare un po’ di sconforto nelle nostre anime, quasi come se il Santo francescano, andandosene, ci avesse prima partoriti e poi esposti al vento gelido della rivoluzione, in una lotta per la sopravvivenza del tutto sproporzionata alle deboli nostre forze infantili, non va dimenticato però che san Pio preannunciandoci il veleno che il serpente avrebbe iniettato nel mondo, ce ne diede anche l’antidoto. Un antidoto fatto di lettere di direzione spirituale, ma anche di brevi e lapidarie sentenze, di confessioni indimenticabili e anche di segni e azioni significative... fatto soprattutto di una posterità spirituale chiamata a diffondere nel mondo una medicina genuinamente radicata nella tradizione cattolica per impedire il diffondersi della pazzia sessantottina, fase finale di quella rivoluzione che vuole sconvolgere l’ordine divino nel mondo.
Negli insegnamenti di san Pio si trova perciò una risposta chiara e decisa agli errori del nostro tempo, sia individuali che sociali, sia dentro che fuori la Chiesa, una risposta che però bisogna saper distillare come una linfa preziosa dalla profondità della nostra anima tramite quel mezzo che lo stesso Santo ha sempre indicato come l’arma più potente e la medicina più efficace: la preghiera. Dinanzi all’ateismo teorico e pratico che ha infettato il mondo si sono proposte e continuano a proporsi molte soluzioni, ma tutte sembrano evanescenti e destinate al fallimento, in quanto infette alla base dall’attivismo e dal naturalismo tipico della nostra epoca e della nostra mentalità, con cui vorremmo fronteggiare un nemico a noi superiore con le nostre risorse ben inferiori. San Pio invece sembra aver colto nel segno quando disse: «Ciò che manca nell’umanità oggi è la preghiera». Con questo solido fondamento il Santo sembra averci indicato che la soluzione a questo stato dell’umanità non vada trovato in qualche nuova invenzione o scoperta – magari abilmente camuffando insensate novità come “frutto dello Spirito Santo” che soffia dove vuole – bensì nel fondo della nostra anima, nell’incontro con quel Dio che non cambia ma rimane sempre lo stesso («finché lo Spirito Santo non cambia, nessuno può cambiare», diceva il Santo) e da cui dobbiamo trarre le forze per la quotidiana battaglia in un mondo che ha assunto sempre più un aspetto infernale.


Confusione nelle idee e predominio dei ladri

Che tale sia lo stato dell’umanità e del mondo non è peraltro una nostra invenzione arbitraria né un’infausta previsione di “profeti di sventure” e tanto meno una deformazione di patologici osservatori fissisti (quelli del “si è sempre fatto così”), bensì è la realtà che abbiamo davanti agli occhi misurata sui parametri della nostra Fede. Ed è lo stesso san Pio a venirci in appoggio, quando disse con una certa tristezza ai suoi figli spirituali riuniti in una santa conversazione: «Non potevate vivere in un secolo peggiore di questo». O con ancor più verve drammatica: «I nostri figli non avranno lacrime per piangere gli errori dei loro genitori».
L’ottimismo cristiano non è infatti un ingenuo chiudere gli occhi davanti alle storture del presente né tanto meno la giustificazione di tutti i peccati e gli errori in nome di una malintesa “misericordia”, ma la sana concezione che la Provvidenza governa la storia indirizzando tutti gli eventi alla maggior gloria di Dio, sapendo trarre il bene anche dal male, e con la ferma consapevolezza che «tutto [cioè anche il male] concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8,28). La sicurezza cioè che anche in mezzo all’impero di Satana chi voglia salvarsi e santificarsi – attaccandosi alla fede e alla speranza – lo potrà fare, riconoscendo anzi e abbracciando con amore persino la pesante croce che la Provvidenza gli ha imposto in quel contesto. Il responso di san Pio anzi – come nota don Nello Castello – apre a una prospettiva ottimistica: se questo secolo è il peggiore non significa solo che prima era necessariamente migliore, ma anche che in futuro ci sarà un’epoca migliore, cioè quella del Trionfo del Cuore Immacolato. La diagnosi – necessariamente negativa – di san Pio su questo nostro secolo tenebroso si addentrò ancor più in profondità, quando tra lo stupore dei presenti lo stimmatizzato del Gargano si lasciò andare a una di quelle sue frasi tanto lapidarie quanto significative: il tempo presente è segnato dalla «confusione delle idee e predominio dei ladri». Con questa definizione il Santo ci avverte delle storture intellettuali e morali del mondo che ci circonda, affinché non siamo ingannati da esse, ma ben saldamente ancorati alla verità cristiana, attraversiamo questo mondo perverso con idee chiare e salvaguardando a tutti i costi la giustizia e la rettitudine morale.  

CONTINUA

NOTA
1) Il termine greco katechon, letteralmente “colui che trattiene”, compare nell’epistola ai Tessalonicesi (2Tess 2,6). Come è ben noto il suo significato rimane misterioso, ma indica una forza che trattiene lo scatenamento dell’Anticristo: variamente interpretata dagli esegeti (l’Impero Romano, il Papato, ecc.) può essere letta come qualsiasi forza si opponga all’impero di Satana sul mondo.