I FIORETTI
San Michele, colui che ci difende in vita e in morte
dal Numero 35 del 26 settembre 2021

Un signore si stava accingendo ad andare a Monte Sant’Angelo (FG), per visitare il santuario di San Michele, e chiese a padre Pio che commissione dovesse fare all’Arcangelo da parte sua. Il Padre rispose: «Pregatelo, perché interceda presso il trono dell’Altissimo che mi usi misericordianel giorno che mi presenterò a Lui». 

Il nostro Santo era molto devoto dell’arcangelo Michele. Spesso al termine della Confessione a chi gli aveva accusato i suoi peccati dava la penitenza di recitare delle preghiere in suo onore, per esempio ripetere 7 volte il Padre nostro ed il Gloria, oppure di fare un pellegrinaggio, anche a piedi, al santuario di Monte Sant’Angelo. Di questa devozione verso l’Arcangelo e della fiducia che riponeva in lui, egli dava la motivazione: «Con il suo braccio santo ci difende in vita e in morte». 

Anche padre Pio nel 1917, in compagnia di padre Paolino da Casacalenda e degli studenti del piccolo seminario, si recò a piedi a venerare san Michele nel suo santuario, che dista da San Giovanni Rotondo poco più di 20 chilometri. Rimase mortificato per il disordine e l’abbandono in cui vide la grotta dell’apparizione. Ma fu lieto dell’omaggio che egli rendeva all’Arcangelo, mentre ricordava l’umiltà del Serafico Padre san Francesco che non si sentiva degno di mettere i piedi in quel luogo sacro ed, inginocchiandosi, mise per terra il viso: e la pietra ricevé l’impronta della sua santità. Fu questa l’unica volta che con atto penitenziale il Padre poté onorare san Michele: un anno dopo riceverà le stimmate del Signore e non potrà più muoversi dal suo convento. 

Ma quando nel luglio 1933 ebbe fine la segregazione che lo aveva tenuto per ben due anni lontano da ogni attività di ministero, nel riprendere a confessare e a celebrare la Messa in chiesa, padre Pio pregò tre figli spirituali di andare a ringraziare il glorioso Arcangelo. Ed il 17 luglio, quindi il giorno dopo la riabilitazione del Santo, Pietro Cugino, Cleonice Morcaldi e Seppuccella (Giuseppina) di buon mattino partirono da San Giovanni Rotondo e, dopo aver percorso a piedi tutto il tragitto del pellegrinaggio, nel tardo pomeriggio poterono inginocchiarsi nella grotta consacrata dalla presenza dell’Arcangelo, protettore del loro Padre spirituale. L’atto di devozione e di ringraziamento fu portato a termine il giorno dopo con il rientro a casa.

 

Padre Marcellino IasenzaNiro,

Padre Pio parla della Madonna,

pp. 301-302

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