I FIORETTI
E non mi posso scomodare dal Paradiso?
dal Numero 43 del 8 novembre 2020

Rosinella Pagliara, il giorno 8 dicembre 1967, in confessione ha chiesto a padre Pio di ascoltare la rinnovazione della sua offerta a Dio, fatta attraverso il voto di castità.

Sappiamo che per volontà del Santo la promessa, espressa nel voto, doveva avere la durata di un anno. Ma padre Pio questa volta gliela fece rinnovare “per tutta l’eternità”.

Dopo un’indicibile gioia, provata per essere finalmente per sempre di Dio, lei avvertì nel cuore un senso di paura, che andava diventando incubo. Si diceva tra sé: “Ma allora l’anno venturo il Padre non ci sarà più!?”.

Cominciò a piangere, ma non riuscì a manifestare questo triste presentimento a padre Pio, né quel giorno né nelle successive Confessioni.

Dopo un po’ di tempo, sempre in confessionale, il Padre gli chiese: «Rosinella, hai qualcosa da dirmi?». Rispose: «Sì, padre, io dal giorno dell’Immacolata porto come un incubo nel mio cuore; una tristezza mortale è nella mia anima». «E perché? Che cosa ti succede?». «Mi succede... che penso che tu ci lascerai. Ora ti prego: chiedi alla Madonna che faccia morire prima me; ne hai chieste tante di grazie alla Mamma celeste e me le ha concesse, ed ora chiedi questa grazia per me. Che faccio io qua sola, sola!?». E così dicendo, Rosinella si mise a piangere.

«E perché, figlia mia, vuoi morire prima di me?». «Te l’ho detto già. E poi...». «E poi?». «E poi sarei sicura che sul punto di morte in bilocazione verresti ad assistermi l’anima».

Allora padre Pio, accostandosi di più alla grata, con voce dolcissima e persuasiva disse: «E perché? Non mi posso forse scomodare dal Paradiso?».

Queste “parole precise, esattissime” del Padre tranquillizzarono alquanto Rosinella. Ma, come lei aveva intuito, il 23 settembre 1968 apprese che il Padre era volato al Cielo.

La prima volta che salì a San Giovanni Rotondo dopo la morte del Santo, scese in cripta a salutare il suo Padre spirituale e, dando sfogo al suo dolore nel pianto, disse: «Ecco, adesso che sei morto non ti prendi più cura di me, non mi parli più. Vieni a trovarmi stanotte a casa... Fatti sentire, giacché hai detto che puoi scomodarti dal Paradiso. Dammi questa prova».

La donna ritornò a casa con il gioioso presentimento che il Padre si sarebbe fatto sentire. A sera si pose a letto, ma solo seduta, appoggiata a due cuscini, quasi temendo di addormentarsi, se si fosse distesa. E cominciò a recitare il santo Rosario. Aveva detto quindici poste di Rosario e stava recitando le Litanie, quando avvertì due mani che la presero per i gomiti e la scossero due o tre volte, come si fa nell’incontro fra amici. «Oh, padre, ecco che sei venuto!», esclamò con gioia Rosinella.

Nel concludere la testimonianza, questa figlia dice: «Mi aveva detto che mi sarebbe stato vicino, e me ne ha dato la prova. Non l’ho visto, ma io gli avevo chiesto di farsi sentire e lui si è fatto sentire. Con il tocco delle sue mani; quelle mani sue belle, ben note!».


da Padre Marcellino IasenzaNiro,
“Il Padre”. La missione di salvare anime,
pp. 676-678

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