APOLOGETICA
La nascita del Diritto internazionale
dal Numero 4 del 24 gennaio 2016
di Corrado Gnerre

Al contrario di quanto si pensa, il diritto internazionale era già presente in epoca medioevale. Ciò che segna la nascita del diritto internazionale moderno è piuttosto la diversa “ragione” posta alla sua base: non più un principio metafisico e metapolitico, ma un principio “di equilibrio” mutevole e riformabile.

La sintesi tra Umanesimo e Protestantesimo determinò la nascita dell’assolutismo politico, cioè l’affermazione e la convinzione della completa autonomia del potere politico da qualsiasi autorità superiore. L’assolutismo, pertanto, si configurò come una emancipazione della potestas (il potere politico) dalla legge morale e dal diritto naturale. Insomma, nulla poteva e doveva giudicare il potere politico, bensì questo si sarebbe dovuto giudicare con se stesso e basta. A questa emancipazione ne seguì anche un’altra: quella dei singoli Stati dalle supreme autorità universali della Chiesa e dell’Impero.
La prima emancipazione (il potere politico dalla legge morale) attenne al diritto pubblico interno; la seconda (i singoli Stati dalla Chiesa e dall’Impero) al diritto internazionale.
Soffermiamoci sulla seconda. Ad essa era legato un elemento nuovo: l’affermazione di un sistema egualitario di Stati, basato esclusivamente su rapporti di forza. E poi, in conseguenza di un tale fragile e pericoloso equilibrio, l’utopia di una repubblica universale. Insomma, come il vuoto non è destinato a rimanere tale ma tende sempre ad essere riempito da qualcosa, così, annullata di fatto l’autorità sacrale e sovranazionale dell’Impero, i singoli Stati iniziarono a fronteggiarsi nella piena consapevolezza che ormai non vi era più nulla al di sopra di essi. E – come è stato appena detto – l’esigenza di trovare, al di là del confronto, la possibile soluzione dei problemi internazionali, condurrà molto tempo dopo all’utopia di una repubblica universale, ovviamente non più sacrale ma solo sovranazionale.   
      Spesso si crede che il diritto internazionale sia nato solo nel XVI secolo. Niente affatto. Esso era già presente nella Cristianità medioevale, laddove vi era una comunità di Stati sotto l’autorità della Chiesa e dell’Impero. Piuttosto seguite questo ragionamento. Nel Medioevo il principe veniva limitato da una legge oggettiva e metafisica; successivamente non fu più così. Si pose, pertanto, una grave questione: come limitare l’esercizio politico di questo principe affinché potesse essere mantenuta la pace? Fu così che si arrivò al principio di equilibrio, ovvero una sorta di bilanciamento delle forze delle singole potenze europee; e tale principio sarà all’origine del moderno diritto internazionale.
      Non bisogna, dunque, credere che si dovette attendere l’Umanesimo e il Rinascimento per la nascita del diritto internazionale, piuttosto che in questo periodo mutò la “ragione” alla base di questo diritto: non più l’accettazione di un principio metapolitico (al di fuori della politica) e metafisicamente fondato, bensì un principio di equilibrio, contestuale e mutevole, modellabile di volta in volta tra gli Stati. Ecco il passaggio dal diritto internazionale tradizionale (che è presente già nel Medioevo) al diritto internazionale moderno. 
Alla base di questo principio di equilibrio concorse anche il giusnaturalismo. Se non si poteva né si doveva trovare un fondamento che fosse fuori della realtà naturale e della prassi (in questo caso della prassi politica), allora bisognava che questo principio andasse trovato dentro la realtà naturale e dentro la prassi, in questo caso la prassi della politica internazionale.
Un personaggio importante e significativo per capire ciò che stava accadendo in questo periodo fu il duca di Richelieu (1585-1642), Cardinale e Primo ministro del Re di Francia. Questi, per contrastare la potenza della Casa d’Austria, non ebbe scrupoli a stipulare (lui Cardinale!) alleanze con i protestanti e perfino con i turchi. Impegnò tutto il suo genio politico all’ingrandimento della Francia piuttosto che alla difesa del Cattolicesimo. Condusse la Guerra dei Trent’anni (1618-1648) con il solo scopo della “ragion di Stato”, ovviamente della “ragion dello Stato francese”.
È così che si arrivò al Trattato di Westfalia (1648), pilastro su cui è stata edificata l’Europa moderna. Da Westfalia scaturì un’organizzazione di Stati sovrani giuridicamente uguali, venne sancita l’impossibilità di restaurazione delle supremazie della Chiesa e dell’Impero e si sancì anche che gli interessi del Sovrano fossero svincolati da qualsiasi morale trascendente.

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