APOLOGETICA
Hai mai provato a pregare camminando? Ne trarrà beneficio anche la tua anima
dal Numero 32 del 5 settembre 2021
di Corrado Gnerre

Camminare è qualcosa che facciamo quotidianamente e molti vi dedicano anche un tempo particolare della giornata, spinti dai molti benefici fisici derivanti da tale attività. Perché non elevare, in questi momenti, la nostra anima a Dio con la preghiera? A guadagnarci sarà pure la nostra salute spirituale!

L’esperienza del pellegrinaggio è l’esperienza simbolo dell’autentica esistenza umana. Spesso non ci pensiamo, ma il camminare (anche solo nella sua dimensione fisica) è un atto naturale dell’uomo e perfino insostituibile.

Il saggista Davide Sapienza, nel suo libro Camminando, afferma che l’uomo si muove da sempre e quasi mai lo fa da solo. Gli esseri umani sono essenzialmente social walkers, “camminatori sociali”: il cervello umano è strutturato per essere sempre “al passo” di chi cammina con noi.

Secondo il neuroscienziato Shane O’Mara, docente al Trinity College di Dublino, quando camminiamo, oltre a coinvolgere cuore e polmoni nell’attività aerobica, spingiamo il nostro cervello a mettere in atto una serie di operazioni molto complesse, necessarie per generare una “mappa cognitiva”. Questa ginnastica mentale ha un forte impatto anche su come ci sentiamo, contribuendo a renderci più felici. Il camminare influenza positivamente il cervello, diminuendo stress, depressione e ansia; e favorisce al contempo apprendimento, memoria e cognizione.

O’Mara ritiene che il camminare possa addirittura “riparare” il cervello. Camminare, infatti, abbassa la pressione sanguigna, aiuta il passaggio del cibo attraverso l’intestino, riduce l’infiammazione e consente persino di essere creativi e migliori nella risoluzione dei problemi. «Grazie a diversi studi, sappiamo ormai con certezza che le persone che camminano molto sono meno inclini a disturbi depressivi: camminare può migliorare la propria memoria e le persone anziane che camminano di più sono meno sole», scrive O’Mara.

Fin qui la scienza. Ed è importante.

Se a questo poi ci aggiungiamo la vita spirituale, ancor meglio.

Proviamo a camminare pregando... anzi, perché no, a pregare camminando e ancor di più ne trarremo benefici.

D’altronde i pellegrini questo facevano. E nessuna meta era loro preclusa. 

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