RELIGIONE
La Fede, chiave preziosa per il presente e per l’eternità
dal Numero 4 del 24 gennaio 2021
a cura di Maurizio Brunetti

Con questa meditazione sulla Fede si apre il percorso di riscoperta delle virtù cristiane proposto da Thomas J. McKenna, fondatore dell’associazione “Catholic Action for Faith and Family”. Un percorso che vuole incoraggiare l’esercizio individuale della virtù per rivitalizzare in senso cristiano l’intera società. La offriamo tradotta ai Lettori italiani.

Nel primo articolo di questa serie abbiamo proposto una peculiare «soluzione radicale ai problemi della nostra nazione», cercando di sostenere con qualche argomento la tesi secondo cui solo un ritorno alla virtù potrà risanare la nostra nazione. Coltivare la virtù è un processo che inizia con ciascuno di noi: ogni anima individuale deve impegnarsi per una rinascita della virtù entro se stessa se veramente vogliamo rinnovare la società e ritornare una nazione virtuosa.

Ma poiché le virtù teologali provengono direttamente da Dio, stiamo dicendo qualcosa di ancora più profondo, e cioè che solo Dio può salvarci!

Tutte le virtù umane «[…] si radicano nelle virtù teologali», la fede, la speranza e la carità, «[…] le quali animano e caratterizzano l’agire morale del cristiano» dice il nostro Catechismo (CCC 1812-1813). Ecco perché dobbiamo chiedere a Dio senza stancarci la grazia di crescere nella fede, nella speranza e nella carità. L’infusione di queste virtù teologali non si ottiene mediante sforzi umani, ma ci è conferita nel Battesimo. Noi possiamo però favorire la loro crescita, mediante la preghiera a Dio e la ripetizione degli atti corrispondenti.

La virtù della fede

Oggi vi invito a domandare la crescita personale nella prima delle tre virtù teologali, cioè la fede, e ad esaminare il suo dinamismo, ognuno nella propria vita.

Prima di tutto, la fede è una virtù intellettuale. È radicata nella ragione ed è un assenso intellettuale a ciò che Dio ha rivelato. La ragione accetta l’esistenza di Dio come vera e presta credito alla Parola che Egli proferisce (attraverso le Sacre Scritture e la Sacra Dottrina), anche se non necessariamente comprende pienamente quanto rivelato.

Sant’Anselmo (1033/34-1109) diceva che la Teologia (che include anche i rudimenti di base di catechismo che possediamo) è fede che cerca l’intelletto. Lo ripeto: avere fede non significa comprendere tutto ciò che Dio ha rivelato, ma piuttosto riconoscere Dio come tale e la sua Parola come vera.

Ciononostante, la fede richiede da parte nostra uno studio non occasionale. Clive S. Lewis (1898-1963) sostiene in Il Cristianesimo così com’è – che «è necessario che ciò in cui crediamo ci sia rammentato di continuo». Sebbene la fede sia un dono di Dio, tale dono può crescere grazie ai nostri sforzi per comprendere le cose di Dio e la sua volontà nelle nostre vite.

Il valore della fede

Il reale valore della fede consiste nel fatto che essa è la chiave che apre per noi le porte del regno del Paradiso. San Paolo non poteva dirlo meglio: «Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene» (Ef 2,8-9). Vi sono altri passi della Scrittura su cui conviene soffermarsi. Per esempio, in Eb 11,6 è detto: «Senza la fede, però, è impossibile essergli graditi». Dio, in altre parole, gradisce che noi si creda in Lui e nella sua verità! È poi il Vangelo di Giovanni a correlare esplicitamente fede e Vita eterna: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). In altre parole, in questo mondo non c’è di fatto alcuna forza benigna più vitale e necessaria della virtù della fede.

Diventando un credente autentico; nutrendo e corroborando questo dono; impegnandosi nello studio e della comprensione degli articoli della fede si acquisisce anche un’esperienza tutta nuova del mondo. L’universo non è più solo composto di molecole e di atomi, o un luogo adatto solo a transazioni commerciali o a discussioni su cose meramente materiali.

Con la fede, il mondo diventa un luogo di meraviglia e di stupore, una lente attraverso la quale Dio si rivela a noi. La fede ci permette di accedere a dimensioni più profonde della realtà, perché ci fa innalzare gli occhi da terra e li eleva verso le stelle.

È abbastanza evidente che i disordini che stanno avendo luogo in varie città degli Stati Uniti d’America in questi giorni [quando l’autore scriveva erano in corso le rivolte del movimento “Black Lives Matter”, n.d.r.] accadono perché i manifestanti fanno propria una visione del mondo chiusa all’Eterno. Non c’è umanità, né gioia, né generosità in questi movimenti e nei loro attivisti: c’è solo voglia di distruggere.

La creatività della fede

La fede è nel mondo anche una forza creativa. Coloro i quali rendono a Dio i doni ricevuti nel servizio del prossimo hanno spesso sul mondo un impatto la cui portata positiva è incomparabilmente superiore a quella cui potrebbero ambire i propri doni naturali. È un fatto ben noto che il più grande compositore di tutti i tempi, Johann Sebastian Bach (1685-1750) scriveva il motto Soli Deo Gloria (Gloria a Dio solo), sulla partitura di ogni sua composizione. Sì: era un uomo il cui genio musicale era sommo, ma fu la sua fede a motivare tutto ciò che faceva grazie al suo talento.

La stessa cosa è vera per tutti coloro le cui opere e azioni scaturiscano dal convincimento che Dio abbia dato loro una particolare vocazione. Non è indispensabile creare Toccate e Fughe come quelle di Bach per essere sicuri che la nostra vita e le nostre azioni siano impregnate di fede. Ciò che occorre e basta è riconoscere la sovranità di Dio su tutto ciò che facciamo e ci riguarda, e quindi renderglielo.

Ciò ci conduce a un ultimo elemento di questa prima virtù teologale, che è di vitale importanza: la fede va condivisa. Ecco quanto il Catechismo insegna: «Il discepolo di Cristo non deve soltanto custodire la fede e vivere di essa, ma anche professarla, darne testimonianza con franchezza e diffonderla» (CCC 1816).

La fede cambia il mondo

La tua fede ha un impatto sul mondo che ti circonda? Sei disposto a trasmettere la tua fede agli altri, e prima di tutto ai tuoi figli? Se qualcuno entra a casa tua, dove lavori, o anche solo nella tua auto, riuscirebbe ad accorgersi di trovarsi in presenza di un cristiano dalla fede fervente?

Prima di ascendere al Cielo, il Signore ha dato ai suoi discepoli un ultimo comando: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19-20).
La fede dev’essere condivisa se vogliamo che riesca a cambiare il mondo.

La Roccia

In conclusione, permettetemi di raccontarvi un episodio veramente straordinario, che può aiutarci a rammentare quanto la virtù della fede sia importante nella nostra vita. Quando Knut Rockne, il famoso allenatore di football americano della squadra dell’Università di Notre-Dame, perì in un incidente aereo nel 1930, il suo corpo fu ritrovato del tutto carbonizzato e irriconoscibile, eccezion fatta per la sua mano destra che, a mo’ di estrema testimonianza della sua fede, stringeva una corona del Rosario.

Vi raccomando: non perdete la prossima puntata che, in una delle prossime settimane, sarà dedicata alla virtù teologale della Speranza. E pregate per noi, come anche noi faremo per voi e per le vostre famiglie.

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