RELIGIONE
La difesa dall’occultismo. Proposte di Padre Amorth
dal Numero 27 del 5 luglio 2020
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Dall’ateismo alla superstizione, dall’idolatria all’occultismo fino al vero e proprio satanismo il passo è facile e breve. La scelta di fondo è sempre una: o Dio o Satana. Il grande esorcista padre Amorth ci ammonisce e offre tre strumenti per proteggersi.

Distintosi per numerose conferenze, interviste, articoli e libri sui pericoli e i danni dell’occultismo e delle sue sottocategorie e ramificazioni, l’esorcista padre Gabriele Amorth non ha mancato di predicare i rimedi a questo male che è ormai diventato, nell’odierna società occidentale, virale. È lo stesso esorcista a definire l’occultismo “la religione di Satana”, proprio per il fatto di porsi in contraddizione diametrale con lo spirito adorante e l’atteggiamento supplice dei figli e delle figlie di Dio. Sarà utile, così, prendere visione dei saggi consigli del grande esorcista paolino.

A suo avviso, la difesa dall’occultismo può essere riassunta in tre punti chiave, che sono i seguenti: nuova evangelizzazione, informazione, ascolto delle persone.

1) Nuova evangelizzazione

«Se l’occultismo nasce dal rinnegamento di Dio e della sua rivelazione, per schiavizzare l’uomo legandolo a entità e riti del tutto ambigui, l’antitesi dell’occultismo è il ritorno a Dio. Solo così crolla il castello dell’idolatria e delle superstizioni, su cui poggia l’occultismo. Più volte mi è capitato di dire e di scrivere che il popolo italiano è un popolo di pagani battezzati, che vive da pagano e di religione ne sa quanto i pagani. Basta guardare alla famiglia sfasciata, alla disonestà che regna in ogni settore, al trionfo del divorzio e dell’aborto, alla denatalità, alle chiese deserte [...].

Come mai questo scadimento dei valori e questo abbandono della fede così massiccio e progressivo nel Dopoguerra? Le cause sono tante, ma alcune hanno una particolare evidenza. Il filosofo Augusto Del Noce ha scritto che la storia del mondo moderno è la storia dell’estendersi dell’ateismo. È vero, ed è un’assoluta novità nella storia umana: l’ateismo inculcato nelle masse popolari. Mai era avvenuto un fatto simile. Magari si voleva il culto agli dèi falsi e bugiardi, come li chiama Dante; o il culto all’imperatore, o comunque un culto conforme alla mentalità socio-culturale di un popolo e di un’epoca. Ma solo il comunismo marxista ha ideato la propaganda dell’ateismo con metodi scientifici, che ha trovato il terreno fertile anche nel mondo occidentale, già minato dal razionalismo, dal secolarismo e poi sempre più dal consumismo e dall’indifferenza religiosa.

La Madonna l’aveva predetto a Fatima, il 13 luglio del 1917 (il famoso giorno dei messaggi con i tre segreti), ossia prima della rivoluzione bolscevica di fine ottobre: “La Russia spargerà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa”. A Mosca, fino al 1990, presso l’università, c’era l’Istituto Superiore dell’Ateismo, per formare i quadri del partito. Si insegnava anche il metodo da seguire per distruggere la fede in una nazione religiosa, qualunque fede fosse. E in varie città della Russia c’erano i musei dell’ateismo, sempre collocati in chiese dissacrate; erano gli unici musei con ingresso gratis. E che la propaganda dell’ateismo sia stata efficace in tutto il mondo non è difficile dimostrarlo; specie in Italia dove c’era e c’è (non si capisce come, dopo il crollo del cosiddetto comunismo reale) il partito comunista più numeroso del mondo occidentale.

Dall’ateismo si passa infallibilmente, come abbiamo rilevato, alla superstizione, all’idolatria, all’occultismo esoterico, che è il grande ceppo da cui germogliano magia, divinazione, culti orientali, satanismo, sette... O Dio o Satana; non per nulla sono usciti studi interessanti sul collegamento tra marxismo e demonologia, e sulla probabile consacrazione satanica dei vari capi storici del comunismo: Marx, Engels, Lenin, Stalin... Certo le cause sono molteplici.

Quando il Papa [padre Amorth scriveva quando il Pontefice regnante era san Giovanni Paolo II, n.d.a.], nella Lettera apostolica in preparazione al Giubileo del 2000, vuole riassumere la situazione religiosa del nostro tempo, sottolinea quattro punti:

a) Il primo sintomo è l’indifferenza religiosa. Alla gente non importa più niente di religione, se non come una vaga patina di nessuna efficacia. Tipiche tre espressioni che ci sentiamo ripetere continuamente: “Sono religioso a modo mio”, ossia la penso come mi garba; “Credo, ma non sono praticante”, ossia faccio quello che mi pare e piace, infischiandomene di quello che Dio ha comandato; “Credo in Gesù Cristo, ma non credo nei preti”, ossia credo a quello che voglio io, anche se Gesù ha detto chiaro: “Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me”.

b) Il secondo sintomo sottolineato dal Papa è lo smarrimento in campo etico. Non esiste più legge morale; non esistono più valori. Il collegio cardinalizio, che per la prima volta nella storia della Chiesa si è riunito non per nominare un nuovo Papa, ma per predisporre il programma in vista del 2000, ha parlato addirittura di notte etica, il buio completo riguardo al comportamento morale.

c) Il terzo sintomo è dato da indirizzi teologici erronei. Quante cose sono state scritte da teologi e biblisti, che hanno turbato profondamente clero, sacerdoti e vescovi; e quindi anche il popolo. Faccio un esempio [...]. Ho visto teologi e biblisti – e dietro a loro vescovi e preti – che non credono più nell’azione del demonio, non credono negli esorcismi, dicono che tutto questo è un ritorno al Medioevo, e negano perfino gli esorcismi del Vangelo. Lo sbandamento nel clero è stato pauroso, sia nell’insegnamento sia, purtroppo molto spesso, nella vita personale.

d) Come quarto sintomo il Papa sottolinea la crisi di obbedienza al magistero della Chiesa [...]. Perché poi capita che, quando non si obbedisce al Magistero della Chiesa, infallibilmente si obbedisce ad altri magisteri: a quello dei giornali o della televisione; a quello dei teologi di punta per idee originali; alle visioni di cosiddetti veggenti; quando non ci si rivolge ai guru, o ad altre fedi, che col Cristianesimo non hanno nulla in comune».

2) Informazione

«Il secondo mezzo che indico come difesa dall’occultismo è una retta informazione. Non si può insegnare quello che non si sa. Se nei seminari non si parla più del diavolo né di esorcismi, immaginatevi se si parla di occultismo, di sedute spiritiche nelle forme attuali, dei vari culti orientali, di tutte quelle forme oggi in voga e che contengono pericoli. Tante persone mi dicono che sono andate da maghi, per essere liberate da certi inconvenienti, dopo essersi consigliate col loro parroco. Conosco molti casi di sedute spiritiche fatte da studenti, senza che il loro insegnante di religione li abbia messi in guardia, anche se espressamente interpellato. Non meraviglia se libri in cui si riferiscono interrogazioni ai defunti vengono pubblicati con la raccomandazione iniziale di eminenti sacerdoti. E chi predica la proibizione a frequentare i maghi? O i pericoli a guardare gli spettacoli di magia in televisione?».

3) Ascolto delle persone

«È il terzo grande mezzo di difesa dall’occultismo. La gente ha dei problemi, dei dubbi, delle sofferenze. Ha bisogno di ascolto e di consiglio. E ha bisogno di un ascolto attento e competente. Scrive mons. Gemma, nella sua Lettera Pastorale del 29 giugno 1992, in cui istituisce gruppi di preghiera di liberazione: “Credo che faccia parte del ministero sacerdotale ascoltare tutti i fedeli con pazienza grande, grande. Tutto deve essere sottoposto a sano discernimento da parte dei pastori. Ma mai, mai, mai un’anima in pena, magari inconsapevolmente vessata dal maligno – non è forse il suo mestiere? – può essere trattata con superficialità, minimizzando i suoi problemi o, peggio, rifiutando di ascoltarla. Non faceva così Gesù”. E continua con un’osservazione veramente tremenda: “Non sanno i ministri sacri che proprio la loro indifferenza costringe spesso i semplici e sprovvisti a ricorrere a maghi e fattucchiere, o ad altre pratiche aberranti, che sono, ahimè, lo strumento privilegiato per l’intervento del demonio e il suo trionfo? Non stancatevi di tenerne lontani i nostri fedeli!”. Tocchiamo proprio un punto chiave, che sta alla base del diffondersi dell’occultismo, in tutte le sue forme. L’offerta c’è: le reclames dei giornali, della televisione, dei mass-media in generale, è quanto mai ampia. Come abbiamo visto, si calcola che in Italia siano oltre dodici milioni i frequentatori di questi imbroglioni o satanisti. Non solo. Ma c’è l’offerta di ascolto e di interessamento da parte di altri gruppi religiosi, di sette, di organizzazioni equivoche. Non esito a dire: se perdiamo la battaglia dell’ascolto personale, perdiamo la battaglia della evangelizzazione. Non conosco e non credo che esistano alternative».

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