RELIGIONE
Rue du Bac 1830: l’inaugurazione dei Tempi di Maria
dal Numero 46 del 24 novembre 2019
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Con l’apparizione a Rue du Bac, la Regina Immacolata muove un passo strategico sullo scacchiere europeo, terreno d’una battaglia davvero epocale tra i promotori di una nuova Europa, dal volto liberal-massonico, e i difensori dell’Europa cristiana. Ecco una pagina di storia che è difficile trovare nei manuali.

Le apparizioni della Madonna a Rue du Bac (Parigi, 1830), secondo l’accordo unanime di tutti i maggiori studiosi e cultori delle apparizioni mariane, sono da considerarsi senza dubbio l’inizio di quella serie di mariofanie moderno-contemporanee che caratterizzano in modo dirompente i nostri tempi, detti a ragione “i Tempi di Maria”. Queste epifanie mariane sono state progettate dal Cielo come il piano divino-mariano (o forse sarebbe meglio dire il “contro-piano” divino mariano) messo in atto “ad hoc” contro le forze occulte nemiche di Dio e della Chiesa Cattolica operanti in Europa sin dalla fine del XVIII secolo. Queste forze occulte, tuttavia, avevano cominciato a palesare, dai primi decenni del XIX secolo, il loro piano diabolico, portato già avanti in modo strisciante dalla Rivoluzione anticristiana che ebbe i sui albori nel lontano XV secolo. Il vero nucleo del progetto era ormai, in quei primi decenni del 1800, già chiaramente delineato: distruggere “ab imis” la Chiesa del Salvatore mediante l’instaurazione di una «contro-chiesa», «scimmiottatura della Chiesa Cattolica» e «corpo mistico dell’Anticristo» (1), che avrebbe dovuto essere l’alleata della società nella creazione del “mondo nuovo” satanico-massonico creato “ad hoc” dalle forze rivoluzionarie e settarie sotto la regia dello stesso principe delle tenebre, sulle macerie del Cristianesimo e della “Societas christiana” che si era andata costituendosi gradualmente durante l’età medievale.
Rue du Bac, in questo contesto dalle fosche tinte, in questo scenario oscuro costruito dalle forze nemiche del Bene, è da leggersi come “lo squillo di tromba” che annuncia gli ultimi tempi, intesi in senso stretto, quelli cioè caratterizzati dalla concretizzazione e dall’incarnazione storica dei capitoli 12 e 13 dell’Apocalisse di san Giovanni che parlano dello scontro apocalittico tra la Donna ed il drago e della “trilogia satanica” (drago - bestia nera - falso profeta) che si imporrà sulla terra per minare la sopravvivenza stessa della Vera Credenza, della Fede cattolica e le strutture visibili da essa permeate (come avvenne, almeno in gran parte, nel Medioevo cristiano). Questo contesto, questo quadro sembra confermato in maniera straordinariamente valida dalla correlazione di eventi storici che trovano proprio in quel 1830 (data delle apparizioni della Vergine a santa Caterina Labourè, la Madonna della Medaglia miracolosa) la loro data di origine o quanto meno hanno in esso un riferimento esplicito. In questo modo questi eventi sono manifestativi di tale progetto infernale e giustificano, altresì, la scelta proprio di quella data da parte della Vergine Immacolata come punto d’inizio della battaglia escatologica da Lei inaugurata e che vede oggi, nel Terzo millennio inoltrato, il suo apice evolutivo.
Vengo, allora, a proporre quei significativi legami storici che ho scoperto, sicuro però che se ne possano trovare anche altri. In ogni caso ve ne sono già a sufficienza perché, presi insieme, mettano in evidenza come le apparizioni di Rue du Bac, se a primo acchito sembrerebbero rinchiuse tutte nell’ambito del devozionale, invece posseggano, ad una lettura storica attenta e alla luce della Fede rivelata, risvolti profetici sorprendenti. L’evento parigino può essere considerato, in questo senso, “l’epifania mariana profetica” per antonomasia, modello e fondamento di quelle successive.


Primo riferimento

Il 1830 è, per molti storici, una data-simbolo dell’inizio dell’età moderna perché, in quell’anno, in Inghilterra (Liverpool) fu inventata da George Stephenson la prima locomotiva a vapore, scoperta che avrebbe influito fortemente nel modificare la struttura stessa della società europea in senso moderno. Vittorio Messori, riproponendo una considerazione del padre Stefano de Fiores, fa notare che, tra le possibili letture della Medaglia miracolosa, vi è quella di una figura di protezione divina: la Medaglia può essere vista, nella sua forma ovale, come una riduzione a proporzioni minime dello scudo di difesa usato dai soldati. E quindi conclude: «Sarà questo forse il motivo profondo e nascosto della coincidenza cronologica fra il treno e la Medaglia? Forse nel momento stesso in cui nasceva la modernità – con quelle opportunità ma anche con quei rischi per la fede che poi si videro e si continuano a vedere – il Cielo ha voluto munire i credenti di una sorta di antidoto di protezione?» (2). In questo senso Parigi 1830 (Apparizioni e Medaglia) sarebbe da considerarsi come lo “scudo di protezione”, “l’antidoto”, la controffensiva del Cielo alle forze moderne che andavano organizzandosi e coalizzandosi per sferrare, tutt’insieme, l’attacco che avrebbe dovuto – nel loro progetto – seppellire per sempre la Chiesa, il Cristianesimo, Dio stesso in nome della «religione umanitaria»: l’uomo che adora se stesso (R. H. Benson).


Secondo riferimento

Vittorio Messori, poco più avanti nello stesso articolo, fa notare pure che in quel 1830 (e non nel 1793 in cui Luigi XVI saliva al patibolo), «la Monarchia francese si congeda dalla storia», con la detronizzazione di Carlo X che aveva mantenuto il trono di Francia nell’arco di un 15ennio di Restaurazione ma che venne, proprio in quel 1830, spazzato via da «una rivoluzione che, con Luigi Filippo di Orleans, instaura una monarchia “sui generis”. Non è più re per diritto divino, braccio secolare di Dio stesso, consacrato dai sacerdoti con i sacri oli. Luigi Filippo è il re borghese portato al potere appunto dalla borghesia mercantile e industriale. Un re che ha militato addirittura negli eserciti rivoluzionari, il cui padre era Gran Maestro massonico, è stato tra i “regicidi”, cioè tra i deputati che votarono la ghigliottina per Luigi XVI [...]. Un re che vuole mostrare come la monarchia sacrale sia definitivamente terminata assumendo il titolo non di re di Francia ma dei “francesi” intesi come cittadini e non più come sudditi. Abolito il bianco vessillo borbonico con i gigli torna quel tricolore rivoluzionario che non sarà più abbandonato, a conferma che qualcosa di definitivo è avvenuto» (3).
Qualcosa di definitivo era successo, dunque, proprio in quel 1830. La borghesia che aveva gestito la Grande Rivoluzione del 1789, allora, avrebbe preso il potere per non cederlo più. Si era stabilita, insomma, una volta per tutte la Rivoluzione anche dal punto di vista civile e politico che, in tal modo, poteva lavorare per la diffusione dei nuovi principi rivoluzionari e lo scardinamento di quelli sacrali e cattolici di cui l’Ancien Régime era erede e custode. E dietro quella rivoluzione vi era la Massoneria, come testimoniano i Documenti delle logge all’opera in Francia in quel periodo: «La mano della Frammassoneria è palese nella Rivoluzione del 1830. La setta – disse Dupin il maggiore, alto massone della loggia dei Trinosofi – non poteva tollerare più a lungo sul trono il ramo primogenito dei Borbone; d’altra parte erano troppo recenti gli orribili ricordi della prima Repubblica per osar d’affrontare il sentimento pubblico proclamando una nuova Repubblica. Perciò essa prese un mezzo termine e pose “come chiave di volta” dell’edificio che da quindici anni andava preparando, “il figlio del regicida” [...]. “Guerra a morte all’autorità civile e religiosa; annullamento di tutti i privilegi (leggi private) specie di quelli che regolano il corpo ecclesiastico e di quelli che fanno della Chiesa Cattolica una società distinta, autonoma; diritti da concedere alla cieca moltitudine onde farcela docile strumento di guerra contro le due autorità e le due società; arrivare infine all’“emancipazione assoluta della specie umana”, anche e soprattutto rispetto a Dio. Come mezzo ad ottener tutto questo: la più estesa propaganda d’idee rivoluzionarie [...]. Tale fu lo scopo della Rivoluzione del 1830. Essa fu un punto di partenza e servì di punto d’appoggio a tutto il movimento antisociale ed anticattolico che da Parigi si estese a tutta l’Europa» (4).
Rue du Bac, santa Caterina e la Medaglia, da questo punto di vista, sono la risposta del Cielo in senso antirivoluzionario e antimassonico, il tentativo che parte dall’Alto di una difesa ad oltranza dei “principi non negoziabili” della Fede rivelata alla luce della battaglia escatologica che allora, ormai, era cominciata. In essa Satana, per mezzo dei suoi potenti agenti politici, culturali, religiosi, avrebbe condotto con mano ferma la sua guerra contro Dio e la sua Chiesa con forme via via sempre più aggressive e distruttive. In quel 1830, così, la Vergine Santissima, Auxilium Christianorum, «fece la sua prima manifestazione, venne a darci la Medaglia miracolosa, cioè nel momento stesso in cui la Frammassoneria, essendosi riorganizzata, tramava le sue più nere cospirazioni» (5).


Terzo riferimento: la svolta italiana

Questo terzo riferimento è come l’appendice del secondo (di cui si parlava la volta scorsa), nel senso che si tratterebbe della “versione italiana” della svolta che avvenne in Francia. Anche in Italia, in quell’anno, ci fu una sorta di “crack” significativo, sebbene la storia ufficiale non ne tenga conto e lo passi sotto silenzio.
Quella “miccia” rivoluzionaria che si accese in Francia portava la sua influenza nella vicina Italia dove i tentativi di “massonizzare” la Penisola attraverso il progetto dell’unificazione geopolitica sarebbero, purtroppo, riusciti alla perfezione qualche decennio dopo. Ebbene, in quel periodo (1830-31), in Italia, andava emergendo la figura di Giuseppe Mazzini, uno dei padri della Rivoluzione italiana, il primo organizzatore e stratega dell’operazione rivoluzionaria italiana.
Nel 1831, quasi in perfetta coincidenza temporale con l’apparizione della Medaglia miracolosa a Rue du Bac, aveva fondato la Giovane Italia (si tratta di una distanza temporale di appena qualche mese) la quale si proponeva, apertamente, di costruire una repubblica “una e indivisibile” in tutta Europa, a partire proprio dall’Italia. Il vessillo da lui scelto fu il tricolore, nato ai tempi delle repubbliche napoleoniche in Italia. Mazzini si presentava come l’apostolo di un’era nuova, quella della Rivoluzione. Quello che proponeva era un apostolato armato, una guerra per bande, un vero e proprio terrorismo fatto di moti insurrezionali con cui si sarebbe scardinato l’assetto tradizionale a vantaggio di una riformulazione anche territoriale nella Penisola.
Ebbene: la Madonna, a Parigi, aveva previsto questo empio progetto e, qualche mese prima, aveva messo in guardia dalle profonde trasformazioni che si stavano per realizzare non solo in Francia ma in tutt’Europa, in modo particolare in Italia, la sede del papato, il nemico “numero uno” di tutte le forze occulte e settarie mosse dalla regia della Massoneria europea.


Quarto riferimento: la capitale di una nuova Europa

Ancora in quel 1830 avveniva un fatto che, all’apparenza, sembrerebbe non dire nulla mentre, invece, è carico di significati reconditi. Era nato in Europa, proprio in quel 1830, il Belgio, piccolo stato di stampo liberale. Ma cosa avrebbe a che fare questo evento con l’inizio apocalittico inaugurato da Rue du Bac? Riflettiamo. Il Belgio è lo stato europeo la cui capitale, Bruxelles, sarebbe stata scelta, nel XX secolo, come sede dell’Europa Unita, la nuova capitale d’Europa, o meglio la capitale della Neo-Europa. Sì, ma di quale Europa? Quella neopagana, figlia della plurisecolare rivoluzione anticristiana. L’UE, in verità, è il risultato del laborioso e prolungato lavoro della Rivoluzione per “repubblicanizzare” l’Europa cristiana, per creare un’Europa che avesse alzato il vessillo dei nuovi principi e valori massonici sulle macerie della Cristianità e che ebbe il suo cuore proprio in Europa le cui radici cristiane, dopo essere state dall’UE palesemente e pubblicamente rifiutate, erano destinate gradualmente ad essere estirpate del tutto per piantare, di contro, quelle del nuovo “vangelo laico” della Rivoluzione che, mascherandosi con l’inganno umanitario dei principi di “liberté, fraternité ed egalité”, aveva ben altri progetti, ormai manifesti: il rinnegamento di ogni autorità soprannaturale, divina, trascendente, passando per la contraffazione della vera Fede con una “falsa fede” amica del mondo laico (liberalismo) che ha finito per “ricreare” l’Europa ed il mondo secondo i “diktat” dell’astuta plurisecolare Rivoluzione, figlia primogenita delle forze massoniche imperanti.
Il filosofo russo Vladimir S. Solov’ëv († 1900), nel suo romanzo Racconto dell’Anticristo, ipotizzava (o meglio prevedeva) l’instaurazione di un empio “sinedrio” alla guida delle nuove “Nazioni unite d’Europa” (che lui chiama «Stati Uniti d’Europa») in cui «i reggitori della politica generale europea» sarebbero stati tutti «appartenenti alla potente confraternita dei frammassoni» (6). E ci aveva visto bene... La Massoneria è dichiaratamente dietro la creazione e la reggenza dell’UE. Questo progetto ha origini antiche ed esistono numerose testimonianze che ne danno conferma. Un solo esempio. Nel 1902, circa 17 anni prima della caduta dell’Impero asburgico (ultimo grande Impero confessionalmente cattolico), la Rivista della Massoneria Italiana (Grande Oriente d’Italia) pubblicava l’articolo di un massone che così scriveva da Lugano (Svizzera): «È la Massoneria che dovrebbe far sorgere l’arbitrato internazionale, preparazione alla futura Federazione degli Stati Uniti d’Europa, preludio questa stessa agli Stati Uniti del Mondo» (7). Non vi è alcun dubbio, quindi, che le varie Massonerie europee e mediterranee, laiciste, “giacobine” e “di Sinistra”, sempre hanno voluto e tutt’ora «vogliono l’Europa Massonica (“l’Europe maçonnique”), cioè [...] sia un’unione delle Massonerie Europee e sia una Europa culturalmente, politicamente e socialmente costruita e diretta secondo i principi sociali della Massoneria, tra cui spicca la laicità, ovvero il laicismo, ossia l’esclusione (dalla società) di ogni influsso decisivo della Chiesa Cattolica. Insomma, la Massoneria e le Massonerie vogliono un’Europa sempre più massonica, sempre più laicista, un’Europa indipendente dagli insegnamenti dottrinali, etici e sociali della Chiesa Cattolica Romana che hanno nel Dogma e nella Rivelazione Divina il loro riferimento chiaro, immutabile e non-negoziabile» (8).


Bandiera europea: vessillo mariano

Se in qualche modo, quindi, la Vergine Immacolata con l’apparizione di Rue du Bac – per la sua collocazione cronologica (1830) – aveva previsto e denunciato implicitamente e con largo anticipo l’inganno di una “nuova conformazione genetica” del vecchio Continente in senso liberal-massonico, in modo misterioso aveva però anche preannunciato la sua protezione su di esso e decretato la finale vittoria contro il serpente in questo decisivo terreno di scontro, quello europeo, su cui si era posata la predilezione di Dio fin da tempi antichissimi.
Esiste un fatto storico molto significativo che è stato interpretato, da firme cattoliche di rilievo, in senso provvidenziale. Vittorio Messori ci fa sapere che l’8 dicembre 1955 il Consiglio d’Europa indiceva un concorso di idee per la nuova bandiera dell’UE (9). Il bozzetto vincitore, quello di 12 stelle su uno sfondo azzurro, era opera di Arsène Heitz, disegnatore francese e cattolico fervente. L’idea fu preferita alle altre perché le stelle in numero 12 corrispondevano ad un’idea di perfezione e di pienezza per la cultura del mondo antico e medievale. Proprio questa simbologia sembrava cadere a pennello nel caso dell’UE perché risolveva il problema del numero di Nazioni che si sarebbero aggiunte progressivamente alla futura Federazione (12 valeva in quanto simbolo non in quanto numero preciso di Paesi aderenti all’Unione) e racchiudeva in sé una simbologia dalla valenza positiva.
L’11 aprile 1983 la neo-Bandiera è stata fatta propria dal Parlamento europeo e, dal 1986, è divenuta vessillo dell’Unione Europea. La scelta – va notato – fu fatta indipendentemente da influenze di carattere religioso. Ma è interessante sapere perché Arséne scelse quel bozzetto, quale “ispirazione” vi era dietro, la qual cosa mostrerà il legame provvidenziale che intercorre tra la Bandiera (simbolo dell’Europa) e la Medaglia (simbolo del patrocinio della Vergine). Ebbene, l’idea gli nacque durante la lettura entusiasta della storia di suor Caterina Labouré e della Medaglia, di cui divenne fervente devoto. Fu dunque quest’ultima l’ispiratrice principale del disegnatore francese.
Arséne, del resto, non aveva grandi speranze di vincere il concorso, né fu questa la reale motivazione che lo spinse a parteciparvi. Lo scopo della promozione dell’idea era principalmente quello di rispondere ad un impulso di entusiasmo nato dalla scoperta della Medaglia dell’Immacolata. In questa chiave, la vicenda è stata interpretata come “un’astuzia della storia” orchestrata dal Cielo in un giorno (8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, giorno in cui ufficialmente fu adottata la Bandiera come vessillo dell’Europa unita) che più significativo non avrebbe potuto essere: «Gli eurocrati sembravano davvero essere serviti da strumenti inconsapevoli di un piano che li ha travalicati. In effetti, il credente non può non pensare – anche davanti a questa strana vicenda – all’annuncio, apparentemente insensato, che risuona nel Magnificat e intonato dall’oscura e umile Vergine di Nazareth: “D’ora in poi tutte le generazioni i chiameranno beata” (Lc 1,48)» (10).  

NOTE

1) Cf. F. J. Sheen, Communism and the Conscience of the West, Bobbs-Merril Company, Indianapolis 1948, pp. 24-25.

2) V. Messori, Ipotesi su Maria (I Tempi del Cielo), Ares, Milano 20156, p. 147.

3) Ivi, p. 148.

4) H. Delassus, Il problema dell’ora presente. Antagonismo tra due civiltà, parte prima: Guerra alla civiltà cristiana, Effedieffe, Viterbo 20143 (1907), pp. 189-191.

5) Idem, Il problema dell’ora presente. Antagonismo tra due civiltà, parte seconda: La rinnovazione e le sue condizioni, Effedieffe, Viterbo 20143 (1907), p. 123. Il grande apostolo dell’Immacolata, san Massimiliano Kolbe († 1941), un autentico cultore della Teologia della storia, fu favorito di speciali intellezioni, per le quali ebbe sempre chiaro il ruolo che la Massoneria aveva nella conduzione della battaglia escatologica tesa alla sovversione dell’ordine naturale nella società e divino nella Chiesa. È come “l’appendice di Satana”, attraverso cui egli si impegna a compiere, da sempre, il suo piano malefico. Per questo, capire l’opera della Massoneria significa capire l’opera di Satana stesso, che agisce strumentalmente mediante la sua Setta, anche qui scimmiottando Dio che per salvare gli uomini si serve della Chiesa Cattolica come “strumento universale di salvezza”: «Nella Massoneria egli, con intuizione soprannaturale, non vide solamente un movimento politico dai mille tentacoli, ordinato a impossessarsi e monopolizzare il governo delle Nazioni; non si limitò incautamente a vedere in essa una semplice associazione che facilita ai suoi proseliti rapide ascensioni per i gradi delle gerarchie politiche, né un movimento occasionale suggerito da esigenze e crisi politiche di epoche storiche, ma la setta dal programma giurato contro Cristo e la sua Chiesa»; «Nella Massoneria, setta oscura le cui origini si perdono nella preistoria, [padre Kolbe, n.d.a.] riconobbe la perenne incarnazione delle forze infernali insidianti senza tregua alla vita della Chiesa. In questa invece salutò la discendenza dei figli della luce, in lotta costante con i figli delle tenebre, per la rivendicazione dei diritti di Dio e dell’umanità redenta; e in Maria, che in forza del privilegio dell’immacolato concepimento era stata vaticinata trionfatrice di Satana, salutò la celeste vessillifera che condurrà le candide schiere dei nuovi apostoli alla vittoria finale» (A. Ricciardi, Beato Massimiliano Kolbe, Postulazione generale dei Frati Minori Conventuali, Roma 1971, pp. 52-53).

6) Cf V. S. Solov’ëv, I tre Dialoghi e Il Racconto dell’Anticristo, Marietti, Torino 1975. Ho consultato la versione pdf reperibile a questo indirizzo web: http://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica/wp-content/uploads/2014/07/IL-RACCONTO-DELL-ANTICRISTO-V.Soloviev.pdf

7) E. Bossi, Qual è la missione essenziale della Massoneria nell’epoca attuale?, in Rivista della Massoneria Italiana (GOI), nn. 13-15, 15-31 luglio - 15 agosto 1902, Roma, p. 232 [229-232].

8) Padre P. Siano, Unione Europea (UE) o Europa massonica (EM)?, in Il Settimanale di Padre Pio, 2012, n. 15, p. 25.

9) Cf V. Messori, Ipotesi su Maria (L’Europa e la Donna dell’Apocalisse), Ares, Milano 20156, pp. 103-112.

10) Ivi, p. 108.