RELIGIONE
Cristiani perseguitati, profezie e la Chiesa del futuro
dal Numero 14 del 7 aprile 2019
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Sempre presente nella vita della Chiesa, la persecuzione dei cristiani ha registrato una crescita esponenziale nel XX secolo, ma anche per il XXI si mantiene in costante aumento. La tragica visione, agli occhi della fede e della profezia, si rivela indice di un futuro più fecondo per la Santa Chiesa.

È da qualche giorno che sto riflettendo su una delle più grandi tragedie che si stanno compiendo sul nostro pianeta in tempi recenti: la persecuzione dei cristiani nel mondo. E ascoltando qualche discorso dei testimoni più qualificati di questa eroica resistenza nella fede ne sono rimasto scosso: quanta differenza tra quel Cristianesimo, vero, autentico, vissuto perché rettamente creduto e amato con la falsa fede secolarizzata e relativizzata del Cattolicesimo in Occidente (in via ormai di totale estinzione!).
La prima e più immediata reazione davanti a questo dramma e a queste testimonianze di fede di tanti nostri fratelli che soffrono in altre parti del mondo dovrebbe essere quella di una profonda vergogna: vergogna di come siamo ridotti, di come falsamente crediamo di poterci dire cristiani senza che di cristiano abbiamo alcunché, se non forse il nome (di cui pure spesso ci vergogniamo)!
In ogni caso, al di là di tante riflessioni ed esami di coscienza che si potrebbero fare vorrei qui illuminare un aspetto che attiene al significato delle frequenti visite di Maria Vergine nel mondo. Il considerevole aumento di apparizioni, messaggi e profezie mariane si può senz’altro spiegare a partire da una “urgenza” tutta particolare dei tempi che viviamo. E cosa rende assolutamente urgente la presenza e l’azione della materna Mediatrice, Maria, nei nostri tempi? La risposta mi sembra possa essere data da questa triade: l’odio omicida di Satana che si scatena nelle persecuzioni contro i cristiani, la società scristianizzata e de-cattolicizzata e la crisi della Chiesa (ovvero l’apostasia di molti suoi membri).
In questo articolo vorrei fermare l’attenzione sulla prima componente del dramma della nostra epoca. Si tratta di una realtà terribile che, facendo la sua comparsa già agli albori della diffusione del Cristianesimo nel mondo, è proseguita ininterrotta lungo i secoli per intensificarsi, in grado esponenziale, lungo il XX. Le persecuzioni nei confronti dei cristiani, prendendo in analisi i 20 secoli di storia che ci siamo lasciati alle spalle, ammontano a circa 70 milioni (secondo una stima molto larga), di cui 45 e mezzo quasi (circa il 65% del totale) solo nel secolo scorso! Si comprende, allora, perché assistiamo ad una più intensa attività della Vergine Maria testimoniata dalle sue apparizioni, messaggi, appelli e profezie.
All’ingresso dell’umanità e della Chiesa nel Terzo millennio, il regime persecutorio contro i cristiani appare tutt’altro che addolcito.
«Oltre 215 milioni (circa 1 ogni 12 pari all’8,6%) i cristiani che subiscono persecuzioni nel mondo, 3.060 quelli uccisi, 1.922 incarcerati, 793 chiese prese di mira: sono queste le cifre del Rapporto 2018 pubblicato il 10 gennaio dalla Ong Portes Ouvertes/Open Doors (periodo di riferimento: 1° novembre 2016 - 31 ottobre 2017). Nel suo nuovo Indice Mondiale della persecuzione dei cristiani, l’organizzazione [...] rivela che la persecuzione si è andata allargando a livello geografico e numerico (+1,13% rispetto all’anno precedente, ma il numero delle vittime cresce del 154% rispetto ai 1.207 del 2017). A fianco dell’islam, il “primo nazionalismo di matrice religiosa al mondo”, implicato in ben 40 dei 50 Paesi dove i cristiani sono più perseguitati, esistono altre religioni, quali buddismo, induismo e confucianesimo che sono identificate come religioni di Stato (in India, Myanmar, Nepal o Cina). Poi c’è il Comunismo, la “religione atea” che gioca un ruolo analogo in Stati come Laos o Corea del Nord, il Paese che ha il triste primato di collocarsi, anche per il 2018, e per il 17° anno consecutivo, in vetta della World Watch List delle persecuzioni, seguito a ruota dall’Afghanistan.
In entrambi i casi – ma si tratta di un dato che ha poche eccezioni anche nella situazione delle altre nazioni esaminate – il livello globale delle persecuzioni è in costante aumento negli ultimi cinque anni [...]. Se si va a guardare la geografia delle persecuzioni, Europa, Nord America e Oceania sono esenti (1 cristiano ogni 75mila può dirsi perseguitato), ma è ben radicata la persecuzione in Centroamerica e in Sudamerica (Messico al 39° posto e Colombia al 49°), mentre 14 sono i Paesi africani coinvolti (pari a 81 milioni di cristiani perseguitati, circa 1 su 8) e 34 quelli asiatici con 113 milioni di perseguitati pari a 1 su 4.
Il Rapporto evidenzia due tipi di persecuzione: quella “martellante” che consiste in una violenza fisica e materiale di carattere brutale che include anche l’incarcerazione dei cristiani, spesso per futili motivi, fino alla soppressione fisica, e la persecuzione “velata, ma opprimente” costituita da un’oppressione discreta, come discriminazione e limitazione dei diritti, marginalizzazione, celebrazione di processi truccati, in pratica una persecuzione che viola la vita privata, la famiglia e gli affetti, la convivenza sociale e civile e la vita all’interno della comunità ecclesiale.
Pakistan, Centrafrica e India sono i Paesi con il maggior numero di edifici religiosi presi di mira come bersaglio di attentati: in Pakistan si sono contati 168 attacchi alle chiese (nel 2017 erano stati 160 e nel 2016 17), ma anche l’India ha registrato un aumento di oltre il 50% e in Sudan per decisione del governo è stato avviato un piano drastico di demolizione di ben 27 chiese. India, Eritrea e Cina vantano il più alto numero di cristiani detenuti arbitrariamente perché vittime di interpretazioni soggettive di leggi contro la libertà religiosa, mentre Centrafrica, Congo, Camerun e Nigeria contano la cifra più alta di persone sfollate per motivi religiosi per un totale che sfiora i 34mila» (Cristiani sempre più perseguitati, sono 215 milioni nel mondo, in www.lastampa.it).
È tuttavia certo che ancora una volta, come nel passato, anche in questo tragico momento che stiamo attraversando la Chiesa, perseguitata e “scarabocchiata” da tutti i suoi nemici, non avrà però il suo esito storico perché, pellegrina nella storia, è tuttavia Creatura dell’Eterno e la promessa infallibile di Colui che l’ha costituita per essere Strumento universale di Salvezza mai passò e mai passerà: «Portae inferi non praevalebunt adversus eam» (Le potenze degli inferi non prevarranno su di essa, Mt 16,18). Sì, questa promessa è valida ancora oggi. Non scade. Il tempo non la corrode...
Le grandi profezie mariane dei nostri tempi rammentano con insistenza questa rinascita dolorosa della Chiesa “in sanguine”. Le tante testimonianze di fede di cristiani perseguitati nel mondo (e che possono agevolmente trovarsi sul web) sono una primizia e costituiscono l’avvio dell’avveramento di queste profetiche parole. Basti pensare alla madre delle profezie mariane moderne, il Segreto di Fatima, che nella terza parte resa nota dal Vaticano (giugno 2000) è eloquente a tal proposito.
Scrive suor Lucia: «[Vidi] vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio».
Così commenta il cardinal Joseph Ratzinger quest’ultimo passaggio della visione profetica nel suo testo teologico pubblicato nel 2000: «La conclusione del segreto [...] è una visione consolante, che vuole rendere permeabile alla potenza risanatrice di Dio una storia di sangue e lacrime. Angeli raccolgono sotto i bracci della croce il sangue dei martiri e irrigano così le anime, che si avvicinano a Dio. Il sangue di Cristo ed il sangue dei martiri vengono qui considerati insieme: il sangue dei martiri scorre dalle braccia della Croce. Il loro martirio si compie in solidarietà con la passione di Cristo, diventa una cosa sola con essa. Essi completano a favore del corpo di Cristo, ciò che ancora manca alle sue sofferenze (cf. Col 1,24). La loro vita è divenuta essa stessa Eucaristia, inserita nel mistero del chicco di grano che muore e diventa fecondo. Il sangue dei martiri è seme di cristiani, ha detto Tertulliano. Come dalla morte di Cristo, dal suo costato aperto, è nata la Chiesa, così la morte dei testimoni è feconda per la vita futura della Chiesa. La visione della terza parte del segreto, così angustiante al suo inizio, si conclude quindi con una immagine di speranza: nessuna sofferenza è vana, e proprio una Chiesa sofferente, una chiesa dei martiri, diviene segno indicatore per la ricerca di Dio da parte dell’uomo. Nelle amorose mani di Dio non sono accolti soltanto i sofferenti come Lazzaro, che trovò la grande consolazione e misteriosamente rappresenta Cristo, che volle divenire per noi il povero Lazzaro; vi è qualcosa di più: dalla sofferenza dei testimoni deriva una forza di purificazione e di rinnovamento, perché essa è attualizzazione della stessa sofferenza di Cristo e trasmette nel presente la sua efficacia salvifica».
Ricordiamo sovente queste parole e queste prospettive per conservare, in mezzo alla persecuzione e al martirio che potrebbero toccare anche le nostre terre in maniera violenta e sanguinosa (come già avviene in altre parti del mondo), la fede nelle promesse di Dio. Crediamo nel potere di tutto questo sangue versato per rinnovare la Chiesa e il mondo e aprire le porte ad un futuro migliore, come non cessiamo di sperare ed attendere: «Infine il mio Cuore Immacolato trionferà» (la Madonna ai Pastorelli di Fatima, 13 luglio 1917).