RELIGIONE
Presenze malefiche. Quali i sintomi?
dal Numero 8 del 24 febbraio 2019
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Dopo diversi articoli introduttivi e preparatori, iniziamo ad entrare nel cuore della trattazione sul tema specifico delle fatture, del discernimento della loro presenza e della liberazione dalla loro influenza.

A detta di molti esorcisti è assai difficile trovare due casi di ossessione identici perché il demonio si ingegna nel variare e nel sorprendere. Tuttavia, attraverso la loro comune e congiunta esperienza (1), si sono potuti rintracciare dei segni fondamentali che interessano la maggior parte dei colpiti da disturbi di origine malefica. Sono tre in particolare:
1) la testa,
2) lo stomaco,
3) l’avversione al sacro.

Si tratta di conseguenze comuni nei casi di maleficio nella forma di fattura. Tuttavia bisogna procedere con molta prudenza nel discernimento per non confonderli con comuni malattie o patologie psicosomatiche. Analizziamoli con ordine.


1) Testa

La testa viene colpita senza tregua giorno e notte. Spesso la causa è da ricercare nel fatto che gli oggetti fatturati vengono posti, mediante concorso demoniaco (per via preternaturale), all’interno del cuscino del letto, che costituisce l’oggetto che si viene a trovare a maggior contatto con la testa, per un periodo di tempo piuttosto prolungato. Si verificano perciò difficoltà a prendere sonno, incubi, pensieri angosciosi e spaventosi, ecc.
Al mattino, per la persona colpita, sarà un vero dramma alzarsi perché si sentirà più stanca e sfinita di quando è andata a letto. Gli impegni quotidiani le diventeranno una vera e propria tortura.
Questi continui disturbi del sonno conducono gradualmente ad una perdita di personalità, infiacchendosi la capacità di controllo ed autonomia. Si potranno facilmente verificare, così, atteggiamenti violenti e rabbiosi sia a livello familiare che sociale. Chi, in caso di esclusiva e reale demonopatia, si abbandona agli psicofarmaci non fa altro che peggiorare la situazione perché si abbasserà la soglia di reazione nei confronti degli influssi malefici.
Questa continua stanchezza causerà immancabilmente stati di improduttività nei vari ambiti di attività (casa, lavoro, scuola) e diffuso senso di avvilimento, il quale spesso, in assenza di rimedi di ordine spirituale e di forte personalità, potrà diventare l’anticamera del suicidio. Si consiglia in ogni modo prudenza: questi sintomi non sono molto dissimili da quelli che si ritrovano negli stati depressivi.


2) Stomaco

Qualora il fattucchiere riesca a far bere o mangiare qualche oggetto maleficiato al malcapitato, l’elemento fatturato rimarrà misteriosamente (ma realmente!) presente all’interno dello stomaco – nonostante la continua presenza degli acidi gastrici –, per settimane, mesi e addirittura anni.
I sintomi derivanti dall’ingestione di cibi e di bevande maleficiate sono diversi e piuttosto sgradevoli: digestione difficile, senso di pienezza allo stomaco, ripugnanza ad ingerire i cibi, dolori e pesantezza, conati di vomito, tremori. Un altro sintomo ricorrente è una forte sensazione di angoscia che parte dallo sterno e sale fino alla gola ed alla testa. Durante la preghiera di esorcismo non è raro che alla liberazione facciano seguito fenomeni particolari come il rimettere un’abbondante schiuma biancastra e viscosa o altri strani oggetti (spilli, pezzi di vetro, stoffe intrecciate, ecc.).


3) Avversione al sacro

A detta degli esorcisti è questo il sintomo più decisivo: le difficoltà che paralizzano la sfera spirituale sono certamente i segni più evidenti di un’influenza demoniaca e la loro principale finalità. Poiché solo una vita cristiana attiva ed impegnata può distruggere il potere di Satana, egli cercherà in ogni modo di tenere lontane le vittime dal coinvolgimento in ogni tipo di pratica religiosa. Questo senso di avversione si estende anche agli oggetti sacri ed alle reliquie. Si verificherà, così, un distacco sempre più marcato accompagnato da un sentito disagio a stare in chiesa congiunti a ripugnanze verso la preghiera, pensieri osceni, sensazioni di stanchezza, voglia di sbadigliare senza interruzione, bisogno di ridere, sonnolenza profonda. Durante le celebrazioni liturgiche, il colpito sarà facilmente tentato di scappare o sarà preda di sensazioni di nausea, fatica, confusione mentale che possono arrivare fino allo sfinimento e allo svenimento.
A seconda della gravità del maleficio, si può andare ancora oltre: l’influenza malefica spingerà a bestemmie; a reazioni ostili verso l’Eucaristia, la Vergine Maria e i santi; a compiere atti di violenza o distruzione di oggetti religiosi; a manifestare un’abituale opposizione a Cristo, alla Sacra Scrittura, alla Chiesa ed ai sacerdoti.
Tra gli altri sintomi che si verificano in concomitanza ai disturbi di origine demoniaca troviamo una continua e non giustificabile sensazione di freddo, brividi e ondate di gelo improvviso senza alcuna causa naturale.
Generalmente le persone colpite da fattura si trasformano sensibilmente. I familiari notano in loro marcate differenze; scompaiono i sentimenti fino ad allora vivi; si notano insofferenza e alterazione del carattere; una persona normale può diventare stranissima, cambiare gusti e abitudini; potrà presentare sintomi attribuibili a un normale esaurimento nervoso, stanchezza, abulia, pessimismo e persino vertigini; talvolta il colpito potrà compiere, quasi senza accorgersene, delle azioni insolite; l’intimità all’interno del matrimonio non sarà più accettata e ricercata, e si verifica una sensibile perdita di interesse nei confronti della persona fino a quel momento amata; di contro, potrà facilmente nascere un immotivato innalzamento del desiderio sessuale nei confronti di altre persone, come anche l’irrobustirsi e l’involgarirsi di tentazioni di tipo sessuale. Se il maleficio è grave e non vi è alcuna forma di protezione spirituale, la vittima potrà arrivare ad essere letteralmente divorata e manovrata dagli influssi diabolici che assoggettano tutto il suo essere. Sovente, unitamente ai disturbi elencati, se ne riscontrano anche altri di tipo esterno come strani rumori, odori nauseabondi ricorrenti, movimenti di oggetti, sensazioni di presenze anomale e invisibili nella casa.


Quadro generale

L’esorcista marchigiano don Raul Salvucci, nell’intento pastorale di offrire un aiuto nel discernimento accessibile a tutti coloro che si trovano nel bisogno, ha presentato un quadro generale di “12 sintomi” delle presenze malefiche (2). Di essi i primi tre sono fondamentali e di cui si è parlato nello scorso articolo. L’Esorcista afferma che la loro presenza o assenza è così determinante che è possibile stabilire che se non vi sono tutti e tre, non c’è maleficio; al contrario se ci sono tutti e tre (anche in forma ridotta e non completa) si può avere la certezza che il maleficio vi sia.
Questa, in uno schema essenziale, la sintomatologia offerta da don Salvucci:
- primo sintomo: l’attacco notturno contro il sonno;
- secondo sintomo: gravi disturbi allo stomaco;
- terzo sintomo: avversione al sacro;
- quarto sintomo: disturbi alla salute di vario genere;
- quinto sintomo: distruzione degli affetti;
- sesto sintomo: crollo degli affari;
- settimo sintomo: voglia di morire;
- ottavo sintomo: percezione di strani rumori nei luoghi di abitazione;
- nono sintomo: telefonate senza alcuna risposta (al posto della risposta viene scagliato il maleficio);
- decimo sintomo: forti e frequenti brividi di freddo;
- undicesimo sintomo: soffi come di vento nelle vicinanze della vittima;
- dodicesimo sintomo: infestazione di animali per colpire e danneggiare la vittima.

Sulla base di questa griglia basilare e ricordando la necessità di una previa consultazione di un buon medico a causa della somiglianza di alcuni di questi sintomi con fenomeni e problemi di tipo psico-fisico, è possibile elencare più in dettaglio i segni che accompagnano la presenza di un maleficio:
- impressione di freddo sul petto o sulle spalle, senso di soffocamento;
- palpitazioni cardiache accelerate;
- sensazioni di puntura alla nuca, allo stomaco, vicino al cuore, a volte sensazione di bruciori;
- contrazioni dolorose alla testa in certi periodi, prevalentemente alla sera;
- angosce immotivate, non causate da uno stato emozionale o da stress o da dispiaceri, incidenti, gravi contrarietà;
- sensibile perdita di peso senza adeguate cause fisiologiche;
- incubi spaventosi e ripetuti;
- sensazioni di sfinimento senza motivo, perdita di energia, fatica o angoscia nell’alzarsi dal letto la mattina;
- paure irragionevoli quando si è soli;
- atti incoscienti;
- risveglio in piena notte con la sensazione di una presenza nella stanza;
- ripetuti impulsi suicidi;
- forti e ripetuti brividi di freddo;
- disinteresse nei confronti del proprio coniuge e conseguente allontanamento affettivo;
- desiderio affettivo-sessuale improvviso e insaziabile nei confronti di altre persone diverse che non siano il proprio coniuge;
- impressione di essere costantemente osservati e spiati;
- sensazioni di toccamento del corpo;
- ricorrente serie di dispiaceri, gravi problemi, inganni e delusioni professionali o sentimentali;
- allontanamento di amicizie, relazioni, disaffezione della clientela, perdite ripetute nel campo finanziario;
- sensazione di malessere all’entrata di una chiesa;
- allontanamento dal sacro (se ne è parlato più per esteso nello scorso articolo).

In un prossimo articolo concentreremo l’attenzione su tre dei sintomi elencati da don Salvucci che, oltre ai tre principali (attacchi notturni, disturbi allo stomaco, avversione al sacro), hanno maggiore rilevanza e soprattutto sono causa di maggior devastazione nella vita delle sciagurate vittime di fatture di vario genere: disturbi della salute, distruzione degli affetti, crollo degli affari.
A chiusura di questo articolo, invece, qualche considerazione finale sul primo e terzo sintomo. Don Salvucci, alla domanda: «Perché questo attacco durante la notte?», così risponde: «Nella testa c’è la centralina di tutti i comandi che regolano e ordinano il movimento di tutte le parti del corpo. La funzionalità di questo centro di comando e di controllo è assicurata dal ricambio che avviene durante il periodo del sonno: quando si perde in quantità notevole il sonno, non si ha più la potenza per agire normalmente. Perciò l’attacco sistematico al sonno è il principio di distruzione della vita ed elimina gradualmente nel soggetto colpito la possibilità di ogni resistenza all’azione demolitrice degli spiriti del male. L’attacco all’organo centrale della nostra vita psichica e vegetativa apre la porta al potere di trascinare una persona dove si vuole [...]. Quando tutte le notti, senza interruzione, si subisce una tale violenza, non è soltanto il fisico a subirne le conseguenze, ma anche e soprattutto la resistenza psichica a crollare, con una catena di conseguenze che non è facile catalogare».
Sul significato e sulla motivazione, invece, dell’avversione al sacro, l’Esorcista tiene a sottolineare che «una volta accettato il principio [...] che soltanto una barriera religiosa può contrastare il male con tutte le sue svariate manifestazioni, resta evidente che Satana farà di tutto perché la persona che vuol colpire si allontani gradualmente da ogni pratica religiosa, sia individuale che collettiva [...]». È importante che il colpito prenda coscienza di come «la reale via di liberazione non passa attraverso iniziative esterne alla persona, ricercate negli operatori della magia o anche nei ministri della Chiesa. [...]. È importante perciò che in presenza di questi disturbi, il paziente scopra che ha subito una sottile ma sistematica difficoltà nell’incontro con Dio. Comincerà allora a rendersi conto che soltanto con un graduale ritorno alla pratica religiosa potrà raggiungere la liberazione». 
Continua


NOTA
1)Si è distinto, in questo campo, soprattutto l’esorcista marchigiano don Raul Salvucci, le cui indicazioni considereremo prossimamente.
2)Don Raul Salvucci, Cosa fare con questi diavoli? Indicazioni pastorali di un esorcista, Ancora, 1992. Il libro si trova integralmente sul web: http://veniteadmeomnes.altervista.org/ebook/Sacerdote_Raul_Salvucci__Cosa_fare_con_questi_diavoli.pdf