ATTUALITÀ
Guerra alla razionalità e alla natura
dal Numero 4 del 24 gennaio 2021
di Francesca Romana Poleggi

“Educazione vetero-cattolica e dittatoriale”, così è bollata e bandita la morale naturale e cristiana dal pensiero unico imperante, il quale, mentre ostenta ossequio assoluto alla dea ragione e alla dea natura, mostra di non preoccuparsi in realtà né dell’una né dell’altra.

Abbiamo parlato già delle contraddizioni del laicismo imperante, della dittatura del pensiero unico politicamente corretto che pretende di mettere a tacere ogni voce non allineata, e soprattutto la voce della Chiesa Cattolica quando proclama la verità sull’uomo.
Un ennesimo episodio increscioso è avvenuto negli ultimi giorni del 2020, quando l’avvocatessa Bernardini De Pace, con un articolo pubblicato su La Stampa, ha sputato fuoco e fiamme sulla facoltà di Psicologia dell’Università Europea di Roma e sulla nota e stimata professoressa di filosofia morale, Claudia Navarini, per aver adottato come libro di testo consigliato il Manuale di Bioetica del cardinale Sgreccia. Un libro adottato da 32 anni in decine di università, anche “laiche”, che sui temi del matrimonio, della contraccezione, dell’aborto e dell’omosessualità rispecchia fedelmente la dottrina della Chiesa. Quindi, in nome della laicità, la Bernardini pretende la censura integrale e totale di certe verità, anche da parte di un’Università che si dichiara apertamente cristiana (ed è frequentata da chi la sceglie liberamente).
Il pensiero unico politicamente corretto, infatti, mette sotto processo non solo un’illustre docente – finita ingiustamente nel tritacarne mediatico su cui è rimbalzato l’articolo de La Stampa – ma proprio l’antropologia naturale cristiana che in quel testo è mirabilmente illustrata e che sintetizza, insieme all’etica, solidi dati scientifici.
È vietato – per esempio – sostenere che l’aborto è un male, che i rapporti sessuali sono naturalmente finalizzati alla procreazione, o che un figlio cresce meglio in un contesto familiare stabile, con una madre e un padre: è vietato dirlo in ambito accademico, così come sarà vietato in tutti gli ambiti, quando dovesse essere approvata anche al Senato la proposta di legge Zan contro l’“omotransfobia”. Insomma, secondo la Bernardini De Pace non è «corretto formare giovani psicologi rivestendoli di una educazione vetero-cattolica, paternalistica e, oserei dire, dittatoriale». Con il solito, menzognero, rovesciamento di ogni logica, chi accusa la Chiesa d’essere dittatoriale vuole in realtà abolire la libertà religiosa, la libertà di educazione, la libertà di insegnamento e la libertà di manifestazione del pensiero, insieme agli articoli della Costituzione che le tutelano. Del resto, si tratta degli stessi intellettuali che per decenni hanno studiato su libri di storia improntati all’ideologia massonica e al marxismo, che – tanto per fare qualche esempio – hanno sempre dimenticato o sminuito gli splendori del Medioevo, hanno glissato sul fatto che all’inizio della seconda Guerra mondiale la Polonia è stata aggredita oltre che da Hitler anche da Stalin; hanno sempre dimenticato l’esistenza del Gulag e tutt’oggi ignorano del tutto l’esistenza dei Laogai cinesi.
Nei giorni scorsi, molti bioeticisti, filosofi, giuristi e psicologi hanno espresso in modo diffuso e approfondito le considerazioni esposte fin qui, criticando la malafede, la superficialità e il fare mistificatorio con cui La Stampa e gli altri media schierati sul fronte laicista hanno riportato le affermazioni del Manuale di Sgreccia.
Tra i tanti, Roberto Marchesini, su La Nuova Bussola Quotidiana, sostiene che il laicismo vuol chiudere ogni possibilità di dialogo con i cattolici e vuole che essi tornino nelle catacombe.
C’è però un punto sul quale non si è insistito abbastanza.
L’atteggiamento di quelli come la Bernardini De Pace è certamente ipocrita e illiberale. Ma fondamentalmente è improntato alla più cieca ideologia. Cieca, perché non vede più la realtà, la libertà della persona umana. Chiude le porte non solo al dialogo con i cattolici, ma anche alla ragione e alla natura che per certi versi le stesse ideologie dicono di idolatrare.
Pochi riflettono sul fatto che la dottrina cristiana presuppone integralmente quella legge naturale, retta dalla ragione naturale, che prescinde dalla fede.
Per esempio, «la vita umana è anzitutto un valore naturale, razionalmente conosciuto da tutti coloro che fanno uso della ragione [...]. In effetti, nel dibattito sull’aborto, si è rischiato di pensare che si trattasse di un problema di fede o non fede, mentre la vita umana è tale per tutti gli uomini e l’obbligo di rispettarla è dovere dell’uomo in quanto uomo, non soltanto in quanto credente», dice il Manuale di Sgreccia (pp. 54-55).
E a p. 51: «Le finalità della Bioetica consistono nell’analisi razionale dei problemi morali legati alla biomedicina e della loro connessione con gli ambiti del diritto e delle scienze umane. Esse implicano l’elaborazione di linee etiche fondate sui valori della persona e sui diritti dell’uomo, rispettose di tutte le confessioni religiose, con fondazione razionale e metodologica scientificamente adeguata».
Quelli che si lasciano accecare dall’ideologia non si rendono conto che offendono la ragione e la natura, perché negano alla radice la realtà e la verità e perciò sono destinati a vivere e pensare da schiavi, sottomessi a chi è in grado – attraverso i media e la politica – di dettare i dogmi necessari a mantenere saldo il potere.
Gli studenti, perciò, ringrazino la professoressa Navarini e tutti quei docenti che, per mezzo anche di testi come il Manuale di Sgreccia, ancora hanno il coraggio di  svolgere il loro ruolo educativo formando davvero lo spirito critico dei discenti, che non può prescindere dalla continua ricerca della verità per essere davvero umani, cioè persone libere.

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