ATTUALITÀ
Dalla fratellanza in Cristo alla fratellanza universale. È cambiato qualcosa?
dal Numero 38 del 4 ottobre 2020
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Promuovere la fratellanza è senza dubbio un fine della missione della Chiesa, ma una fratellanza molto diversa da quella massonica, perché indissolubilmente legata al mandato di proclamare il Vangelo e comunicare la grazia di Cristo. Rendere tutti gli uomini figli di Dio e fratelli l’uno con l’altro, nel saldo vincolo della carità: ecco la fratellanza cristiana.

“Con” e “dopo” il Coronavirus, il mondo – dicono – deve “viaggiare” sulla base della fratellanza umana, della solidarietà e dell’ecologia integrale. Ma siamo proprio sicuri che si stia “viaggiando” sulla corsia giusta o tutto questo apparato filantropico nasconde qualcosa che si trova in diametrale contrasto con il Credo cattolico? In soldoni: la “fratellanza universale” propugnata da molti politici ed ecclesiastici, è quella cristiana o no?

Certo, ci fu Chi parlò al mondo di fratellanza e venne crocifisso... È singolare, poi, il fatto che i giornaloni e i poteri che fino a ieri si opposero con vigore alla Verità cattolica, oggi sembrino accoglierla e abbracciarla. Perché? Non ha sempre parlato, la Chiesa, della fratellanza, dell’amore, della misericordia? Non hanno sempre incoraggiato, i pontefici, progetti di unità politica nella diversità, battezzando prima il Sacro Romano Impero, multinazionale e multietnico, di Carlo Magno, poi quello degli Asburgo ed infine, con Pio XII, la stessa Europa unita e cristiana dei padri fondatori?

Allora cosa è cambiato? Molto semplice. La fratellanza cristiana si fonda su un concetto molto chiaro: siamo fratelli in quanto figli dello stesso Padre, in quanto riconoscenti lo stesso unico Dio rivelatosi in Cristo. Questa è l’unica vera fratellanza. La “fratellanza universale” che, invece, oggi si promuove assomiglia molto a quella “massonica”, al cosmopolitismo ateo illuminista: è una tipologia di fratellanza pagana. Niente a che vedere con quella insegnata dal Signore Gesù Cristo e da Lui comandataci di vivere. In essa si esalta la divisione religiosa, promuovendo la bontà dell’islam e delle altre religioni, confondendo Cristo con Maometto e gli altri fondatori delle diverse confessioni religiose. Una fratellanza che si fonda, in effetti, sul relativismo assoluto. Nega che abbia davvero importanza tutto ciò che invece, per un cattolico, è decisivo; parla di accoglienza eppure mai ricorda che, accanto al pane, è necessario dare a chi viene a noi ciò che di più prezioso abbiamo ricevuto e che ci è comandato di trasmettere: la Fede in Gesù Cristo!

Basta scorrere la “vecchia apologetica” per comprendere come, siffatta fraternità-fratellanza, non abbia nulla di cristiano, anzi, sia agli antipodi del Cristianesimo in quanto parte integrante del sistema concepito per demolire la Civiltà Cristiana. Coincide con la terza voce della triade rivoluzionaria, con quella fraternité che suggella e conclude il binomio inscindibile di liberté ed egalité. Chi conosce un po’ la letteratura del settore, del resto, sa bene qual è la “regione” dove la parola risuona più spesso... L’articolo 2 della Costituzione del Grand’Oriente recita: «La frammassoneria ha il dovere di estendere a tutti i membri dell’umanità i vincoli fraterni che uniscono i frammassoni su tutta la superficie del globo». Tutto questo predicare – ci chiediamo – la fratellanza universale in luogo di quella in Cristo sarà solo una “svista” da parte di chi, a vari livelli, opera questo illegittimo travisamento? Vorremmo tanto che fosse così ma, purtroppo, così non sembra essere.

L’idea di fraternità promossa nelle logge massoniche (e così aderente al verbo di molti ecclesiastici) – spiega con chiarezza monsignor Henri Delassus nella sua opera magistrale Il problema dell’ora presente. Antagonismo tra due civiltà (Effedieffe, 2015, vol. I) – è con ogni evidenza intrinsecamente anticristiana. Nulla ha a che fare con la fraternità degli uomini in Gesù Cristo che si è fatto loro fratello e che ha dato loro per padre il sovrano Signore che è nei cieli. Essa non è altro che uno degli artifizi creati dai rivoluzionari per dissolvere lo spirito cristiano e diffondere, al suo posto, una religione umanitaria per il fine che si propone: sostituire l’uomo a Dio. Compito dei frammassoni, infatti, è «quello di introdurre nel Cattolicesimo e in ciò che resta di stabile nelle altre religioni, elementi di dissoluzione, che le condurranno tutte a confondersi in una vaga religiosità umanitaria. Del resto, gli ordini della massoneria erano chiari. Bisognava rovesciare tutte le frontiere […], abolire tutte le nazionalità, cominciando dalle piccole, per farne un solo Stato; cancellare ogni idea di patria; rendere comune a tutti la terra intera che appartiene a tutti; tutto preparare per una vasta democrazia […]» (1).

Scriveva Jule Lemaitre sull’Echo de Paris il 10 febbraio 1904: «Il grande odio della massoneria è il cattolicesimo, il suo sogno è l’universale fraternità, la realizzazione del paradiso sopra la terra, con l’abolizione delle patrie e delle religioni». E continuava: «Quello che è certo si è che la frammassoneria ha contribuito largamente alla Rivoluzione. Quello che è certo si è che la frammassoneria è singolarmente capace di plasmare i suoi iniziati, di creare in essi per la disciplina, la suggestione, l’orgoglio di far parte di una grande potenza misteriosa, per i riti ed esercizi liturgici, uno stato d’animo durevole e quasi indistruttibile; di formare, contro le religioni, spiriti propriamente religiosi e anche feticisti, e di rendere gl’imbecilli stessi formidabili, rendendoli fanatici».

Questa fraternità-fratellanza, nel corso dei decenni, ha visto un graduale sdoganamento, sconfinando dalle logge agli ambienti socio-politici-culturali dei paesi d’Europa e del mondo e, nelle sue linee fondamentali, ha trovato albergo perfino in discorsi, iniziative e documenti ecclesiali.

Tra coloro che l’hanno denunciata, in seno alla Chiesa, ci sono due eminenti alti prelati: i vescovi Athanasius Schneider e Carlo Maria Viganò. Non sono sporadiche le denunce di questi due degni Successori degli Apostoli di questa grave ed innaturale flessione – in ambiti ecclesiali – dalla fratellanza in Cristo a quella universale. Per dovere di brevità offro appena due riferimenti, uno di mons. Schneider e l’altro di mons. Viganò.

Il primo, a seguito della pubblicazione della Dichiarazione sulla fratellanza umana firmata lo scorso anno nella capitale degli Emirati Arabi ricordava come «la vera fratellanza universale può esistere solamente in Cristo, vale a dire tra persone battezzate. La piena gloria della filiazione Divina sarà raggiunta solo nella visione beatifica di Dio in Cielo, come la Sacra Scrittura insegna: “Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è” (1Gv 3,1-2). Nessuna autorità sulla terra – nemmeno la suprema autorità della Chiesa – ha il diritto di dispensare qualsiasi seguace di un’altra religione dalla fede esplicita in Gesù Cristo, cioè dalla fede nel Figlio Incarnato di Dio e nell’unico Redentore degli uomini con l’assicurazione che le religioni differenti sono come tali volute da Dio stesso» (2).

Il secondo, con espressioni non meno decise, nella sorprendente lettera indirizzata al Presidente americano Donald Trump del 7 giugno scorso, chiama a raccolta i “children of light” (figli della luce) affinché si uniscano e facciano sentire la propria voce contro i “children of darkness” (figli dell’oscurità). Questi ultimi sono “asserviti” al globalismo, al Nuovo Ordine Mondiale e al concetto – non cristiano – di fratellanza universale (“universal brotherhood”) che non può non richiamare il Documento sulla fratellanza umana firmato ad Abu Dhabi. La condanna è tutta racchiusa in queste lapidarie espressioni dell’alto Prelato: «È sconcertante che vi siano vescovi [...] che, con le loro parole, danno prova di essere schierati sul fronte opposto [della verità e del bene, n.d.a.]. Essi sono asserviti al deep state, al mondialismo, al pensiero unico, al Nuovo Ordine Mondiale che sempre più spesso invocano in nome di una fratellanza universale che non ha nulla di cristiano, ma che evoca altresì gli ideali massonici di chi vorrebbe dominare il mondo scacciando Dio dai tribunali, dalle scuole, dalle famiglie e forse anche dalle chiese» (3).

Non si pensi, però, che i due Prelati siano stati i primi a far risuonare questa inevitabile condanna. Già all’inizio del XX secolo papa san Pio X smascherava il grande inganno di un nuovo “cristianesimo planetario”, più universale della Chiesa Cattolica, che unisce gli uomini in una fratellanza universale senza Dio, né dogmi, né gerarchia e la anatemizzava con queste audaci parole:

«Ma sono ancora più strane, nello stesso tempo spaventose e rattristanti, l’audacia e la leggerezza di spirito di uomini che si dicono cattolici, che sognano di rifare la società in simili condizioni e di stabilire sulla terra, al di sopra della Chiesa Cattolica, “il regno della giustizia e dell’amore”, con operai venuti da ogni parte, di tutte le religioni oppure senza religione, con o senza credenze, purché dimentichino quanto li divide, le loro convinzioni religiose e filosofiche, e mettano in comune quanto li unisce, un “generoso idealismo” e forze morali prese “dove possono” [...]. Temiamo che [...] il risultato di questa promiscuità nel lavoro, il beneficiario di quest’azione sociale cosmopolitica, può essere soltanto una democrazia che non sarà né cattolica, né protestante, né ebraica; una religione […] più universale della Chiesa Cattolica, che riunirà tutti gli uomini divenuti finalmente fratelli e compagni, nel “regno di Dio” […]. L’instaurazione di una chiesa universale, che non avrà né dogmi, né gerarchia, né regole per lo spirito, né freno per le passioni, e che, con il pretesto della libertà e della dignità umana, ristabilirebbe nel mondo, qualora potesse trionfare, il regno legale dell’astuzia e della forza, e l’oppressione dei deboli, di quelli che soffrono e che lavorano» (4). 


Note

1) Versione digitale: https://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica/wp-content/uploads/2017/12/IL-PROBLEMA-DELL-ORA-PRESENTE-vol-I-H.Delassus.pdf, p. 117.

2) Mons. Athanasius Schneider, Il dono della filiazione Divina. La fede cristiana: l’unica valida religione e unicamente voluta da Dio, in https://www.corrispondenzaromana.it/il-dono-della-filiazione-divina-la-fede-cristiana-lunica-valida-religione-e-unicamente-voluta-da-dio/

3) Monsignor Viganò scrive a Trump: “Siamo nella battaglia tra figli della luce e figli delle tenebre”, in https://www.aldomariavalli.it/2020/06/06/monsignor-vigano-scrive-a-trump-siamo-nella-battaglia-tra-figli-della-luce-e-figli-delle-tenebre/

4) San Pio X, Notre charge apostolique, Roma, 25 agosto 1910.

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